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	<title>InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni! &#187; Guida</title>
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	<link>http://www.inthebit.it</link>
	<description>Nel nostro Blog troverai Guide, News, Consigli ed Approfondimenti sul mondo della tecnologia: Android, Linux, Internet service e molto altro ancora!</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2015 19:05:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come installare Arch Linux [Guida]</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-installare-arch-linux</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-installare-arch-linux#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2015 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[archlinux]]></category>
		<category><![CDATA[avanzata]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>

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		<description><![CDATA[</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, molte persone, si avvicinano al mondo GNU/Linux, un sistema operativo in continua crescita, grazie alla distribuzione Ubuntu, o una Linux Mint, poi diventano più esperte e si stufano&#8230; Optano di solito per distribuzioni come Debian o Fedora (distribuzioni ottime, niente da dire a riguardo, le ho usate entrambe), ma una distribuzione rimane (quasi) sempre all&#8217;oscuro: Arch Linux. Di solito, perchè è difficile da installare. Beh, in questo articolo vi convincerò che non è così, con un mio breve tutorial per l&#8217;installazione minimale e i successivi passaggi, per personalizzare GNOME, installare ALSA, Xorg, GDM, impostare i valori della console, il keymap, il font, la lingua, il fuso orario, i punti di forza di Arch Linux, tra le quali troviamo il forum, e il wiki, da dove è possibile prelevare una quantità abnorme di informazioni su questa distribuzione fantastica.</p>
<p>A chi è dedicata Arch Linux ?
</p>
<p style="text-align: justify;">Arch Linux, è una distribuzione GNU/Linux, la cui immagine pesa all&#8217;incirca 600 MB, tutto il necessario per fare un boot completo, il kernel, bootloader, una shell, il package manager, senza una shell grafica, né tantomeno un installer grafico. Arch Linux va, quindi, installata attraverso la CLI (Command Line Interface), è difficile per chi ha sempre utilizzato installer grafici molto semplici da utilizzare ( vedi l&#8217;installer di Ubuntu), oppure non se ne intende di bootloaders, fstab, partizionamento (ancora di più perché non è installato nemmeno GParted), e altro&#8230;</p>
<p>In questa guida/tutorial e recensione, spiegherò il significato di ogni comando nel modo più semplice che esista.</p>
<p>Derivate di   Arch Linux </p>
<p style="text-align: justify;">Arch, come altre distribuzioni che si rispettino (Debian, RedHat, ecc&#8230;) ha delle derivate, che integrano lo stesso core, gli stessi workaround, lo stesso sistema di init, lo stesso package manager, con dei miglioramenti, o, delle aggiunte dei vari team.</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito si installano le derivate di Arch per ottenere Arch Linux in modo molto semplice con un installer grafico che fa tutto automaticamente. O magari con un interfaccia semi-grafica (ncurses &#8211; libreria C [header C: ncurses.h] per lo sviluppo di interfacce GUI-Friendly(simili alle finestre scritte in GTK o Qt, o qualche altra libreria utilizzata per lo sviluppo di interfacce grafiche, segue lo sviluppo GNU))</p>
<p style="text-align: justify;">La derivata che io consiglio maggiormente è Antergos, con Cnchi (l&#8217;installer grafico, sviluppato in linguaggio Python), tema Numix preinstallato, LigthDM (si veda Display Manager in fondo) e una scelta tra KDE, GNOME, LXDE, MATE, oppure si installa una shell testuale, senza Desktop Environment (si veda Desktop Environment e Server Grafico in fondo).</p>
<p>Tornando a noi, le derivate più conosciute sono (general purpose, ovvero intento generale):</p>
<p>Antergos<br />
ArchBang<br />
BlackArchLinux (Pentesting)<br />
Chakra<br />
Manjaro<br />
ArchAssault (Pentesting)<br />
BBQLinux (Per sviluppatori ROM, Kernels e Applicativi Android)<br />
BlueStar Linux</p>
<p>E, molte altre.</p>
<p>Come installare Arch Linux? Iniziamo!</p>
<p style="text-align: justify;">(Si presume che l&#8217;utente abbia flashato una pendrive USB, con bootloader installato e pronta all&#8217;uso, in caso contrario scarica ArchLinux dal repository italiano)</p>
<p style="text-align: justify;">Avviamo la macchina, secondo la modalità di boot che l&#8217;utente preferisce per l&#8217;installazione, quindi, quando ci si trova davanti al bootloader (si veda Bootloader, in fondo), si effettua il boot selezionando l&#8217;architettura che [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!-- InTheBit    - Articolo Arch Linux   - chiedi, prima di copiare, se leggi il codice sorgente -- ask before copy, if you read source code   - Commento di Stefano Belli,    - Venerdi, 6/03/2015 @ 22.27    --></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, molte persone, si avvicinano al mondo GNU/Linux, un sistema operativo in continua crescita, grazie alla distribuzione Ubuntu, o una Linux Mint, poi diventano più esperte e si stufano&#8230; Optano di solito per distribuzioni come Debian o Fedora (distribuzioni ottime, niente da dire a riguardo, le ho usate entrambe), ma una distribuzione rimane (quasi) sempre all&#8217;oscuro: <a href="https://www.archlinux.org/" target="_blank">Arch Linux</a>. Di solito, perchè è difficile da installare. Beh, in questo articolo vi convincerò che non è così, con un mio breve tutorial per l&#8217;installazione minimale e i successivi passaggi, per personalizzare GNOME, installare ALSA, Xorg, GDM, impostare i valori della console, il keymap, il font, la lingua, il fuso orario, i punti di forza di Arch Linux, tra le quali troviamo il <a href="https://bbs.archlinux.org/" target="_blank">forum</a>, e il <a href="https://wiki.archlinux.org/index.php/Main_Page_%28Italiano%29">wiki</a>, da dove è possibile prelevare una quantità abnorme di informazioni su questa distribuzione fantastica.</p>
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<p><strong>A chi è dedicata</strong> <strong style="color: blue;">Arch Linux ?<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Arch Linux, è una distribuzione GNU/Linux, la cui immagine pesa all&#8217;incirca 600 MB, tutto il necessario per fare un boot completo, il kernel, bootloader, una shell, il package manager, senza una shell grafica, né tantomeno un installer grafico. Arch Linux va, quindi, installata attraverso la CLI (Command Line Interface), è difficile per chi ha sempre utilizzato installer grafici molto semplici da utilizzare ( vedi l&#8217;installer di Ubuntu), oppure non se ne intende di bootloaders, fstab, partizionamento (ancora di più perché non è installato nemmeno GParted), e altro&#8230;</p>
<p>In questa guida/tutorial e recensione, spiegherò il significato di ogni comando nel modo più semplice che esista.</p>
<p><strong>Derivate di </strong> <strong style="color: blue;"> Arch Linux </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Arch, come altre distribuzioni che si rispettino (Debian, RedHat, ecc&#8230;) ha delle derivate, che integrano lo stesso core, gli stessi workaround, lo stesso sistema di init, lo stesso package manager, con dei miglioramenti, o, delle aggiunte dei vari team.</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito si installano le derivate di Arch per ottenere Arch Linux in modo molto semplice con un installer grafico che fa tutto automaticamente. O magari con un interfaccia semi-grafica (ncurses &#8211; libreria C [header C: ncurses.h] per lo sviluppo di interfacce GUI-Friendly(simili alle finestre scritte in GTK o Qt, o qualche altra libreria utilizzata per lo sviluppo di interfacce grafiche, segue lo sviluppo <a href="https://www.gnu.org/software/ncurses/">GNU</a>))</p>
<p style="text-align: justify;">La derivata che io consiglio maggiormente è Antergos, con Cnchi (l&#8217;installer grafico, sviluppato in linguaggio Python), tema Numix preinstallato, LigthDM (si veda Display Manager in fondo) e una scelta tra KDE, GNOME, LXDE, MATE, oppure si installa una shell testuale, senza Desktop Environment (si veda Desktop Environment e Server Grafico in fondo).</p>
<p>Tornando a noi, le derivate più conosciute sono (general purpose, ovvero intento generale):</p>
<ul>
<li>Antergos</li>
<li>ArchBang</li>
<li>BlackArchLinux (Pentesting)</li>
<li>Chakra</li>
<li>Manjaro</li>
<li>ArchAssault (Pentesting)</li>
<li>BBQLinux (Per sviluppatori ROM, Kernels e Applicativi Android)</li>
<li>BlueStar Linux</li>
</ul>
<p>E, molte altre.</p>
<p><strong>Come installare </strong><strong style="color: blue;">Arch Linux</strong><strong>? Iniziamo!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(Si presume che l&#8217;utente abbia flashato una pendrive USB, con bootloader installato e pronta all&#8217;uso, in caso contrario <a href="http://archlinux.openlabto.org/archlinux/iso/2015.03.01/">scarica ArchLinux dal repository italiano</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Avviamo la macchina, secondo la modalità di boot che l&#8217;utente preferisce per l&#8217;installazione, quindi, quando ci si trova davanti al bootloader (si veda Bootloader, in fondo), si effettua il boot selezionando l&#8217;architettura che la propria CPU supporta (nella maggior parte dei casi x86_64 [64 bit] va bene).<br />
Dopo vari secondi ci si trova davanti una tty con login automatico, attendiamo 1 secondo e siamo entrati come root in zsh, la shell predefinita del processo di installazione di Arch. Cominciamo col partizionamento,</p>
<p style="text-align: justify;">carichiamo il layout italiano della tastiera (ovvero la disposizione dei tasti)</p>
<pre># loadkeys it</pre>
<p><strong> Avvio ed utilizzo del programma di partizionamento CFDisk</strong></p>
<p>eseguiamo</p>
<pre># cfdisk /dev/sdX #dove X è un valore a,b,c,d,e,f,g,h,i,l,m,n,o ecc...</pre>
<div id="attachment_7429" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/03/cfdisk1-en.png"><img class="wp-image-7429 size-medium" src="/WP/wp-content/uploads/2015/03/cfdisk1-en-300x129.png" alt="Partizionamento con cfdisk, immagine non disponibile" width="300" height="129" /></a><p class="wp-caption-text">crediti immagine: aptosid.com</p></div>
<p>entriamo così nel programma di partizionamento manuale CLI</p>
<p style="text-align: justify;">ci ritroviamo davanti una schermata simile a questa, per eliminare l&#8217;intero hard disk e riscrivere la tabella delle partizioni da 0 (consigliato MBR o GPT), è necessario applicare DELETE a tutte le partizioni dell&#8217;hard disk. Se ci dovreste ripensare sull&#8217;installazione, niente panico, le modifiche non sono ancora state scritte, è sufficiente selezionare &#8220;quit&#8221; per abbandonare le modifiche e scrivere poweroff per spegnere il PC e riavviarlo da Hard Disk, altrimenti, se siete convinti, selezionate &#8220;Write&#8221;, a questo punto, abbiamo il nostro Hard disk totalmente pulito, dobbiamo ricreare 3 partizioni</p>
<ol>
<li>Partizione senza filesystem da 1MB, per il bootloader, type: BIOS Boot</li>
<li>Partizione con punto di mount / (radice), filesystem ext4 , type Linux Filesystem (ovvero ext4), ID: 8300</li>
<li>Partizione per lo swap, type: Linux Swap (swap)</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">per creare le partizioni è sufficiente selezionare New, poi specificare il size, ovvero la grandezza in MegaByte o GigaByte, per specificare l&#8217;unità di misura, è sufficiente scrivere la grandezza in numeri interi o a virgola mobile desiderata, in più, se la grandezza sarà in MegaByte bisogna specificare</p>
<pre>M</pre>
<p>, se in GigaByte</p>
<pre>G</pre>
<p>Esempio:</p>
<pre>1M #Ovvero 1 MB</pre>
<pre>390G  #Ovvero 390 GB</pre>
<pre>4.5G #Ovvero 4,5 GB
</pre>
<p>adesso avremo delle partizioni identificate con</p>
<pre>/dev/sdX</pre>
<p style="text-align: justify;">per la partizione 1, ovvero quella dedicata al bootloader, dobbiamo specificarla tale, quindi, avendo selezionato quella voce, clicchiamo in Type e selezioniamo</p>
<pre>BIOS Boot</pre>
<p>, e così via per le altre partizioni, per la seconda:</p>
<pre>Linux Filesystem</pre>
<p>, per la terza:</p>
<pre>Linux swap
</pre>
<p><strong>Formattazione in ext4 della seconda partizione e messa in esecuzione della swap area </strong></p>
<p>Utilizziamo il tool mkfs.ext4 e mkswap</p>
<pre># mkfs.ext4 /dev/sdX     #dove X è la lettera della seconda partizione</pre>
<pre># mkswap /dev/sdX     #dove X è la lettera della terza partizione</pre>
<p><strong>Montaggio della seconda partizione su /mnt e &#8220;accensione&#8221; dell&#8217;area di swap</strong></p>
<p>Utilizziamo il tool mount</p>
<pre># mount /dev/sdX /mnt</pre>
<p>Utilizziamo swapon per accendere la swap area</p>
<pre># swapon /dev/sdX</pre>
<p style="text-align: justify;">Che cos&#8217;è la swap area?<br />
è l&#8217;estensione della memoria volatile del computer (ovvero della memoria RAM), utilizzando una porzione di un supporto di memorizzazione di massa (ad esempio l&#8217;hard disk) o una memoria flash (la pendrive)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Installazione del Sistema Operativo di base su /mnt</strong><br />
Utilizzando pacstrap, prima però configuriamo la connessione<br />
Per le connessioni ethernet:</p>
<pre># ip link set  up</pre>
<p>Per le wireless:</p>
<pre># ip link set  up</pre>
<pre># wifi-menu</pre>
<p style="text-align: justify;">, adesso, in wifi-menu, un programma con interfaccia ncurses è possibile selezionare la wifi desiderata, e se richiesta una passphrase WPA o WEP</p>
<p>una volta connessi con pacstrap:</p>
<pre># pacstrap -i /mnt base base-devel dialog wpa_supplicant</pre>
<p style="text-align: justify;">dove il gruppo base, contiene i programmi di base: il kernel, una shell, gli headers, il compilatore GCC, il sistema di init e altro&#8230; Dialog è una dipendenza di wifi-menu, wpa_supplicant potrebbe essere necessario.</p>
<p>dopo una quindicina di minuti, il sistema di base è stato installato in /mnt (ovvero /dev/sdX)</p>
<p><strong> Generazione di FStab</strong><br />
Con il tool genfstab</p>
<pre># genfstab -p /mnt &gt; /mnt/etc/fstab</pre>
<p style="text-align: justify;">dove /mnt è il punto di montaggio della partizione, &#8220;&gt;&#8221; indica la redirezione dell&#8217;output in /mnt(che sta per /dev/sdX)/etc/fstab</p>
<p>Che cos&#8217;è FStab?<br />
un semplice file di testo che contiene informazioni sulle partizioni,</p>
<p>un esempio potrebbe essere l&#8217;fstab del mio PC</p>
<pre>     # UUID=fb0c5cb6-a286-438d-9ccd-f95fbe02224f
     /dev/sda2           	/         	ext4      	rw,relatime,data=ordered0 1

     # UUID=921aa11c-ad6b-471a-bb81-125bfc6c9a47
     #                           
     /dev/sda3           	none      	swap      	defaults  	0 0
</pre>
<p><strong> Si entra nel chroot</strong><br />
eseguendo il comando</p>
<pre># arch-chroot /mnt</pre>
<p>quindi si passa da zsh a sh</p>
<p style="text-align: justify;">Che cos&#8217;è il chroot?<br />
Ch=change root=root ovvero change root, cambiare radice, consiste nel passaggio da un ambiente padre, a un ambiente figlio, spiegato in parole più semplici passa a un&#8217;altra directory, dove vengono eseguiti i processi figlio. E&#8217; utilizzato in ambito di sicurezza.</p>
<p><strong>Impostazione dei locale, hostname, password di root, fuso orario(timezone)</strong></p>
<p>1) prima di tutto, con nano, editiamo il file</p>
<pre>/etc/locale.gen</pre>
<p>, togliendo il commento (rimuovendo il #) a it_IT.UTF-8 UTF-8 e it_IT.ISO-XXXX &#8230;</p>
<p>quindi:</p>
<pre># nano /etc/locale.gen</pre>
<pre> *si toglie il cancelletto(#) a it_IT.UTF-8 UTF-8 per decommentare*</pre>
<pre> *si salva con CTRL+O*</pre>
<pre> *si esce con CTRL+X*</pre>
<p>si genera il file locale con il comando locale-gen</p>
<pre># locale-gen</pre>
<p>2) impostiamo un hostname, ovvero il nome del PC nella rete locale</p>
<pre># echo "il-nome-del-tuo-PC" &gt; /etc/hostname</pre>
<p style="text-align: justify;">quindi invece che produrre l&#8217;output il-nome-del-tuo-PC nel canale output standart (stdout), viene rediretto verso il file /etc/hostname</p>
<p style="text-align: justify;">è anche possibile creare il file /etc/hostname e inserire il nome dell&#8217;hostname direttamente da nano nella prima riga</p>
<pre># nano /etc/hostname</pre>
<p>3)Impostiamo una password di root</p>
<p>con il comando passwd</p>
<pre># passwd</pre>
<p>quindi ci verrà chiesto di immettere la nuova password UNIX<br />
e poi di re-immetterla una seconda volta</p>
<p>4)Impostiamo la timezone</p>
<pre># ln -sf /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime</pre>
<p>quindi si crea un collegamento simbolico di ../Rome in /etc/localtime</p>
<p><strong> ReBuilding della ramdisk iniziale con mkinitcpio </strong></p>
<pre># mkinitcpio -p linux</pre>
<p style="text-align: justify;">dove -p sta per preset (&#8211;preset) e linux è il preset ovvero un insieme di hooks e moduli predefinito di Arch,<br />
mkinitcpio è uno script Bash sviluppato dalla comunità di Arch Linux<br />
gli hooks sono degli script che vengono caricati dalla ramdisk, prima di caricare e poi passare il controllo al kernel.<br />
La ramdisk, si occupa proprio di questo: caricare i moduli del kernel, gli script e il vero e proprio kernel, poi si occupa di passare il controllo a lui, che carica i driver, il server grafico, il display manager, il sistema di init e altro&#8230;<br />
E&#8217; il primo &#8220;programma&#8221; che viene caricato dopo il bootloader.</p>
<p><strong>Installazione di GRUB</strong></p>
<p>Come suggerito da un nostro lettore (Simone Padovan, che ringraziamo), installiamo os-prober per permettere a GRUB di rilevare altri sistemi operativi, installiamolo con pacman, dal pacchetto
<pre>os-prober</pre>
<pre># pacman -S os-prober</pre>
<p>scaricandolo e installandolo con pacman</p>
<pre># pacman -S grub</pre>
<p>installare il bootloader in /dev/sdX, che vi ricordo è la SECONDA partizione</p>
<pre># grub-install /dev/sdX</pre>
<p>aggiornamento della configurazione del bootloader</p>
<pre># grub-mkconfig -o /mnt/boot/grub/grub.cfg</pre>
<p style="text-align: justify;">Che cos&#8217;è un bootloader ?<br />
Un bootloader è il primo programma che viene eseguito all&#8217;avvio del computer, (che il sistema operativo venga eseguito da Hard Disk, pendrive ecc&#8230;), si occupa di fornire una visione dei sistemi operativi installati sul proprio computer e di lanciarli, ed è di fondamentale importanza, perchè senza di esso, non è possibile utilizzare un computer. GNU GRUB è al giorno d&#8217;oggi uno dei bootloader più utilizzati e più evoluti, infatti non è un semplice bootloader, è possibile infatti, assegnargli un tema ad esempio, cambiarne il colore, gestirlo più facilmente grazie ad appositi applicativi (Grub-customizer ad esempio). Ovviamente, ci sono altri bootloader: LILO, Syslinux ecc&#8230; Anche chi utilizza Winz(ehm&#8230;dows) passa prima per il bootloader, dopo passa al kernel. e così via, solo che non è così evidente come nei kernel Linux.</p>
<p><strong>Uscita dal chroot, smontaggio partizioni, spegnimento swap e riavvio del Computer</strong><br />
si esce dal chroot con</p>
<pre># exit</pre>
<p>smontaggio della seconda partizione</p>
<pre># umount /mnt</pre>
<p>spegnimento dello swap</p>
<pre># swapoff /dev/sdX</pre>
<p>riavvio</p>
<pre># reboot

</pre>
<p><strong>Primo avvio, impostazione valori di /etc/vconsole.conf</strong><br />
per prima cosa impostiamo i valori di vconsole.conf<br />
adesso avrete la keymap us se non sbaglio,<br />
per impostare quella italiana:</p>
<pre>loadkeys it</pre>
<p>quindi eseguite</p>
<pre># nano /etc/vconsole.conf</pre>
<p>e scrivete i seguenti valori:</p>
<pre> KEYMAP=it
      LANG=it</pre>
<p>salvate con</p>
<pre>CTRL+O</pre>
<p>e uscite con</p>
<pre>CTRL+X</pre>
<p style="text-align: justify;"><strong>Impostazione dell&#8217;utente</strong><br />
supponiamo di voler creare un utente senza privilegi di root chiamato user1</p>
<pre># useradd -m -s /bin/bash user1</pre>
<p>dove le opzioni significano:</p>
<ul>
<li>-m : crea la directory /home/user1</li>
<li>-s, argomento /bin/bash : l&#8217;utente user1 utilizza bash come shell di login</li>
<li>user1 : indica il nome dell&#8217;utente da creare</li>
</ul>
<p>assegnamo una password all&#8217;utente:</p>
<pre># passwd user1</pre>
<p style="text-align: justify;">e come abbiamo fatto per root, assegniamo la password 2 volte</p>
<p>se vogliamo assegnare all&#8217;utente la possibilità di ottenere i privilegi di root:<br />
dobbiamo includerlo nel file /etc/sudoers</p>
<p style="text-align: justify;">quindi, diciamo, che possiamo scriverlo dove vogliamo, ma per ordine lo scriviamo sotto a root:</p>
<p>con nano:</p>
<pre># nano /etc/sudoers</pre>
<p>aggiungiamo questa stringa:</p>
<pre> user1 ALL=(ALL) ALL</pre>
<p style="text-align: justify;">quindi, adesso, al prossimo login, possiamo loggarci con user1, la password che abbiamo scelto, e la possibilità di avere una shell root<br />
con il comando:</p>
<pre> sudo -s</pre>
<p>(Sconsiglio l&#8217;uso di visudo)</p>
<p><strong>Riavviamo</strong></p>
<pre>#reboot</pre>
<p><strong>Configurazione rete wireless (WiFi) o ethernet</strong><br />
1)Per la rete ethernet dovrebbe essere sufficiente:</p>
<pre># ip link set  up</pre>
<p>per indirizzi IP Dinamici:</p>
<pre># systemctl enable dhcpcd.service</pre>
<p>per indirizzi IP Statici:<br />
utilizzare netctl</p>
<pre># cd /etc/netctl</pre>
<pre># cp examples/ethernet-static configurazione_rete</pre>
<p style="text-align: justify;">navigare in /etc/netctl<br />
copiare ethernet-static da examples in configurazione_rete<br />
modificare quindi i valori del file configurazione_rete (INTERFACE,DNS, e altri&#8230;) con nano:</p>
<pre># nano configurazione_rete</pre>
<p>una volta salvato il file:</p>
<pre># netctl enable configurazione_rete</pre>
<p>2)Per la rete wireless, se avete installato e dialog da pacstrap:</p>
<pre># ip link set  up</pre>
<pre>wifi-test</pre>
<p style="text-align: justify;">seguite le istruzioni riportate sopra, anche se è molto semplice da interpretare, in quanto integra una interfaccia semi-grafica (ncurses).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Aggiornamento completo del sistema: sincronizzazione pacchetti e database</strong><br />
verifichiamo, prima di continuare che il sistema sia aggiornato:</p>
<pre># pacman -Syu</pre>
<p>successivamente ci soffermeremo su pacman, e sulla gestione dei repository.</p>
<p><strong>Riavvio</strong></p>
<pre># reboot</pre>
<p style="text-align: justify;"><strong>Installazione e configurazione di ALSA<br />
ALSA, ovvero Advanced Linux Sound Architecture, è un insieme di driver audio del kernel Linux, al momento è il più evoluto,<br />
per installare ALSA e attivare il suono:</strong></p>
<pre># pacman -S alsa-utils</pre>
<p>pochi secondi e lanciate il programma</p>
<pre># alsamixer</pre>
<p style="text-align: justify;">che fornisce un interfaccia ncurses (semi-grafica) di un mixer audio, aumentate il volume di master e degli speaker, sarà possibile verificare che tutto funzioni una volta installato il DE</p>
<p><strong>Installazione dei drivers !!Importante!!</strong><br />
1)Driver video open source</p>
<pre># pacman -S xf86-video-intel</pre>
<p>per GPU integrate Intel</p>
<pre># pacman -S xf86-video-ati</pre>
<p>per GPU dedicate ATI<br />
(per una lista completa:</p>
<pre>pacman -Ss xf86-video | less</pre>
<p>)</p>
<p style="text-align: justify;">2)Driver vesa:<br />
non fornisce accellerazione, è generale e funziona con quasi tutte le GPU, se Xorg non trova un driver migliore, farà riferimento a vesa</p>
<pre># pacman -S xf86-video-vesa</pre>
<p style="text-align: justify;">3)Driver di input<br />
per utenti che come me sono su laptop o con schermi touch-screen devono installare questo driver:</p>
<pre># pacman -S xf86-input-synaptics</pre>
<p>4)Driver mesa per l&#8217;accellerazione 3D:</p>
<pre>#pacman -S mesa</pre>
<p style="text-align: justify;"><strong>Installazione di Xorg</strong><br />
Xorg è il server grafico che gestisce le finestre, è la base di ogni desktop environment (GNOME, KDE, Unity, Mate, Cinnamon, ecc&#8230;), che permette di eseguire una GUI</p>
<p>Pacchetti da installare:</p>
<pre>#pacman -S xorg-server xorg-xinit xorg-server-utils</pre>
<p>IMPORTANTE: Continua in <a href="https://wiki.archlinux.org/index.php/Beginners%27_Guide_%28Italiano%29#Testare_X" target="_blank"> ArchWiki#TestareX</a><br />
<strong>Installazione di GDM</strong></p>
<p>per installare e abilitare GDM è sufficiente eseguire:</p>
<pre># pacman -S gdm</pre>
<pre># systemctl enable gdm</pre>
<p><strong>Installazione di GNOME</strong><br />
per installare gnome:</p>
<pre># pacman -S gnome</pre>
<p>, pacchetto base</p>
<pre># pacman -S gnome-extra</pre>
<p style="text-align: justify;">, pacchetto aggiuntivo, dopo il pacchetto base<br />
Per ulteriori informazioni: <a href="https://wiki.archlinux.org/index.php/GNOME_%28Italiano%29" target="_blank">ArchWiki:GNOME</a></p>
<p style="text-align: justify;">In teoria, l&#8217;installazione è finita, ci auguriamo che tutto sia andato per il meglio e ci vediamo nella seconda parte, con tips &amp; tricks sulla personalizzazione e recensione su Arch Linux, più mie opinioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordo di consultare la Wiki di Arch, linkata sopra, e il forum, linkato sopra. Non ci assumiamo alcuna responsabilità di danni causati alle vostre macchine! Consigliamo di eseguire l&#8217;installazione prima su VirtualBox, dopo su una macchina fisica.</p>
 <!-- Easy AdSense Lite: PreFiltered - NoAds --><p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-installare-arch-linux">Come installare Arch Linux [Guida]</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Guida] Hotspot Vodafone gratuito!</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-hotspot-vodafone-gratuito</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-hotspot-vodafone-gratuito#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 20:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[terminale]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Vodafone]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6924</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti (purtroppo) che la Vodafone ci fa pagare 4 euro al giorno non appena condividiamo la nostra connessione internet. Fortunatamente possiamo ovviare a questo problema, e per farlo ci sono più metodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, per esempio, ho spiegato come usare il Tethering (USB) Vodafone gratuitamente, tramite un&#8217;applicazione: Tether. Nello stesso post ho promesso che avrei fatto un&#8217;ulteriore guida per far funzionare l&#8217;Hotspot, esattamente modificando gli APN. In realtà, con la modifica degli APN, funzionerà anche il Tethering USB (o Bluetooth), con il vantaggio che non sarà necessario usare applicazioni, le quali &#8211; come nel caso di Tether &#8211; hanno limitazioni e spesso sono a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica dell&#8217;APN è molto veloce e semplice, anche per un neofita del mondo Android, ma a quanto pare non è efficace su tutti i dispositivi (o ROM, probabilmente). Sul mio dispositivo, infatti, è stata inutile, e lo stesso sullo smartphone di un amico. In un altro caso, invece, ha funzionato.<br />
Detto questo, dopo aver spiegato come modificare gli APN, vedremo un metodo alternativo, ovvero tramite ADB.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Modifica APN</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare, è opportuno attivare il Servizio di blocco internet da PC dal sito Vodafone o direttamente dall&#8217;applicazione dedicata: My Vodafone. Non è necessario, ma farlo non costa nulla, anzi, risparmieremo i nostri 4 euro se la configurazione dovesse andare male. Il modo più semplice e immediato è tramite app, ecco come fare:</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver effettuato l&#8217;accesso in My Vodafone, nel menu sulla sinistra, devi selezionare Gestisci Offerte, quindi Altri servizi e scorrere fino a trovare la voce Blocco Internet da PC. Premi &#8220;Attiva&#8221; e attendi l&#8217;SMS di avvenuta attivazione prima di procedere con il prossimo step.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato l&#8217;SMS di conferma, possiamo proseguire con la configurazione degli APN. Per prima cosa, vai nelle Impostazioni -&#62; Reti mobili, adesso apri la voce Nomi punti di accesso (APN). Qui dovresti trovare due APN relativi a Vodafone, i quali hanno nella loro descrizione i seguenti &#8216;indirizzi': mobile.vodafone.it e web.omintel.it. Quest&#8217;ultimo bisogna cancellarlo; questo APN viene infatti attivato quando usiamo il nostro smartphone come Hotspot o Tethering. Dopo averlo cancellato, apri mobile.vodafone.it e, tra tutte le voci, trova Tipo APN; seleziona questa voce, quindi aggiungi &#8220;,dun&#8221; (senza virgolette &#8211; immagine seguente) e salva. Adesso riavvia il telefono, attiva l&#8217;Hotspot e condividi la tua connessione senza pensieri! </p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Modifica tramite ADB</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già anticipato, la procedura appena descritta non funziona su tutti gli smartphone.<br />
In questo caso, bisogna procedere con un metodo un po&#8217; più complicato, ma neanche tanto per chi ha dimestichezza con ADB. Difatti sono sufficienti 2 semplici comandi per avere l&#8217;Hotspot Vodafone gratuito; non è necessario che i permessi di root siano attivi. Infine, come nel caso precedente, sarebbe opportuno attivare i servizi Vodafone per bloccare Internet da PC.</p>
<p style="text-align: justify;">ADB (Android Debug Bridge), per farla semplice, è un tool per comunicare con un dispositivo Android. Tramite un terminale, con ADB possiamo eseguire comandi per ottenere determinate azioni, come: ottenere informazioni relative al nostro device; effettuare il root; installare ROM, etc o effettuare varie modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai capito qualche termine sopracitato, probabilmente è [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-hotspot-vodafone-gratuito">[Guida] Hotspot Vodafone gratuito!</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti (purtroppo) che la <strong>Vodafone ci fa pagare 4 euro</strong> al giorno non appena condividiamo la nostra connessione internet. Fortunatamente possiamo ovviare a questo problema, e per farlo ci sono più metodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, per esempio, <a title="Tethering Vodafone gratis" href="/tethering-vodafone-gratis/" target="_blank">ho spiegato come usare il Tethering (USB) Vodafone gratuitamente</a>, tramite un&#8217;applicazione: <strong>Tether</strong>. Nello stesso post ho promesso che avrei fatto un&#8217;ulteriore guida per far funzionare l&#8217;<strong>Hotspot</strong>, esattamente modificando gli <strong>APN</strong>. In realtà, con la modifica degli APN, funzionerà anche il Tethering USB (o Bluetooth), con il vantaggio che non sarà necessario usare applicazioni, le quali &#8211; come nel caso di Tether &#8211; hanno limitazioni e spesso sono a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica dell&#8217;APN è molto veloce e semplice, anche per un neofita del mondo Android, ma a quanto pare non è efficace su tutti i dispositivi (o ROM, probabilmente). Sul mio dispositivo, infatti, è stata inutile, e lo stesso sullo smartphone di un amico. In un altro caso, invece, ha funzionato.<br />
Detto questo, dopo aver spiegato come modificare gli APN, vedremo un metodo alternativo, ovvero tramite <strong>ADB</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><div id="modificaapn" class="content-section-divider" data-label="Modifica APN"></div></p>
<h2 style="text-align: justify;">Modifica APN</h2>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare, è opportuno attivare il Servizio di blocco internet da PC dal sito Vodafone o direttamente dall&#8217;applicazione dedicata: <strong>My Vodafone</strong>. Non è necessario, ma farlo non costa nulla, anzi, risparmieremo i nostri 4 euro se la configurazione dovesse andare male. Il modo più semplice e immediato è tramite app, ecco come fare:</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver effettuato l&#8217;accesso in My Vodafone, nel menu sulla sinistra, devi selezionare <strong>Gestisci Offerte</strong>, quindi <strong>Altri servizi </strong>e scorrere fino a trovare la voce <strong>Blocco Internet da PC</strong>. Premi &#8220;Attiva&#8221; e attendi l&#8217;SMS di avvenuta attivazione prima di procedere con il prossimo step.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato l&#8217;SMS di conferma, possiamo proseguire con la configurazione degli APN. Per prima cosa, vai nelle Impostazioni -&gt; Reti mobili, adesso apri la voce <strong>Nomi punti di accesso (APN)</strong>. Qui dovresti trovare due APN relativi a Vodafone, i quali hanno nella loro descrizione i seguenti &#8216;indirizzi': <em>mobile.vodafone.it </em>e <em>web.omintel.it</em>. <span style="text-decoration: underline;">Quest&#8217;ultimo bisogna cancellarlo</span>; questo APN viene infatti attivato quando usiamo il nostro smartphone come Hotspot o Tethering. Dopo averlo cancellato, apri mobile.vodafone.it e, tra tutte le voci, trova <strong>Tipo APN</strong>; seleziona questa voce, quindi aggiungi &#8220;<strong>,dun</strong>&#8221; (senza virgolette &#8211; immagine seguente) e salva. Adesso riavvia il telefono, attiva l&#8217;Hotspot e condividi la tua connessione senza pensieri! <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<table class=" aligncenter" style="height: auto;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6982" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-apn" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn-1.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6983" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn-1.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-apn-1" width="100%" height="auto" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><div id="modificatramiteadb" class="content-section-divider" data-label="Modifica tramite ADB"></div></p>
<h2>Modifica tramite ADB</h2>
<p style="text-align: justify;">Come ho già anticipato, la procedura appena descritta non funziona su tutti gli smartphone.<br />
In questo caso, bisogna procedere con un metodo un po&#8217; più complicato, ma neanche tanto per chi ha dimestichezza con ADB. Difatti sono sufficienti 2 semplici comandi per avere l&#8217;Hotspot Vodafone gratuito; non è necessario che i permessi di root siano attivi. Infine, come nel caso precedente, sarebbe opportuno attivare i servizi Vodafone per bloccare Internet da PC.</p>
<p style="text-align: justify;">ADB (Android Debug Bridge), per farla semplice, è un tool per comunicare con un dispositivo Android. Tramite un terminale, con ADB possiamo eseguire comandi per ottenere determinate azioni, come: ottenere informazioni relative al nostro device; effettuare il root; installare ROM, etc o effettuare varie modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai capito qualche termine sopracitato, probabilmente è meglio leggere qualche guida a riguardo; tuttavia spiegherò cosa bisognerà fare, così che anche il meno esperto possa capire senza difficoltà.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Installazione</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Windows:</strong> Su Windows, oltre ad ADB, è necessario installare anche i driver del proprio smartphone. Per facilitare l&#8217;operazione, su XDA esiste un tool che, lanciandolo con i privilegi di amministratore, installa tutto il necessario in una manciata di secondi, così il PC sarà pronto a comunicare con il tuo dispositivo Android.<br />
<strong>ADB Installer |</strong> <a title="ADB Installer" href="http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979" target="_blank">Download</a></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Linux:</strong> Di solito &#8211; soprattutto su Ubuntu &#8211; è sufficiente digitare il comando
<pre>sudo apt-get install android-tools-adb android-tools-fastboot</pre>
<p>per installare e far funzionare adb. Non sono necessari driver aggiuntivi. Se la tua distribuzione non dovesse avere i repository, basta aggiungerli e installare adb tramite i due comandi seguenti:</p>
<pre>sudo add-apt-repository ppa:phablet-team/tools &amp;&amp; sudo apt-get update
sudo apt-get install android-tools-adb android-tools-fastboot</pre>
</li>
</ul>
<p>Dopo l&#8217;installazione, dobbiamo &#8216;preparare&#8217; il nostro dispositivo.<br />
Affinché ADB funzioni, bisogna attivare il <strong>Debug USB</strong>; per far ciò, è necessario avere attive le <em>Opzioni sviluppatore</em>. Se sono attive, puoi saltare questo passaggio</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Entra nelle Impostazioni, scorri fino alla fine e apri <strong>Info sul telefono</strong>, quindi &#8216;tappa&#8217; più volte e velocemente sulla voce <strong>Numero build</strong> fino a quando verrà visualizzato un messaggio che ti informerà che le Opzioni sviluppatore sono state attivate.</li>
<li style="text-align: justify;">Torna indietro, nelle Impostazioni, e sopra l&#8217;opzione &#8216;Info sul telefono&#8217; troverai un nuovo menu: &#8216;Opzioni sviluppatore';</li>
<li style="text-align: justify;">accedi e attiva l&#8217;opzione &#8216;Debug USB&#8217;.</li>
</ul>
<table style="width: 100%;">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6987" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6986" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-1.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug-1" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6985" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-2.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug-2" width="100%" height="auto" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Procedimento</h3>
<p style="text-align: justify;">Adesso è tutto pronto, verifichiamo che ADB comunichi con Android.<br />
Apriamo il <em>prompt dei comandi</em> su Windows; il terminale su Linux. Colleghiamo il nostro dispositivo al PC, quindi nel terminale digitiamo:</p>
<pre>adb devices</pre>
<p style="text-align: justify;">Se appare un messaggio simile a quello dell&#8217;immagine seguente, significa che ADB riconosce il dispositivo, quindi sarà possibile proseguire con i comandi che seguiranno. Se non viene riconosciuto, verificate di aver fatto tutti i passaggi correttamente.<br />
<strong>Nota:</strong> Android chiederà se associare il PC al dispositivo. Confermate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-adb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6980" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-adb.jpg" alt="hotspot vodafone gratuito InTheBit" width="816" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>adb shell
settings get global tether_dun_required</pre>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;ultimo comando dovrebbe restituire un valore:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>null</strong> o <strong>1</strong>: stanno ad indicare che il nostro operatore sa che stiamo usando l&#8217;hotspot, ergo paghiamo.</li>
<li><b>o</b>: il nostro operatore non sa che stiamo utilizzando l&#8217;hotspot.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si deduce facilmente che il valore deve essere impostato su 0. Se lo è, ovviamente, il tethering/hotspot è già funzionante, ma se stai seguendo questa guida, sicuramente il valore sarà diverso da 0. Può anche darsi che il comando generi un <strong>Warning</strong> simile a questo<br />
<div class="alert alert-dismissable alert-warning">Warning: linker: app_process has text relocations. This is wasting memory and is a security risk. Please fix. </div></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna paura, prosegui ugualmente. Per portare il valore a 0, digita il seguente comando nel terminale:</p>
<pre>settings put global tether_dun_required 0</pre>
<p style="text-align: justify;">Fatto ciò, esci con il comando &#8216;exit&#8217;, scollega lo smartphone dal PC e riavvia. All&#8217;avvio avrai hotspot e tethering funzionanti, senza spendere un centesimo! <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo dovrebbe funzionare su qualsiasi dispositivo, con qualsiasi versione di Android. L&#8217;articolo è stato creato prendendo spunto da più risorse su vari forum.</p>
<p style="text-align: justify;">Dispositivi testati:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Xiaomi Mi2, WIUI 4.4.4</li>
<li style="text-align: justify;">Nexus 4 Android 5.0 Lollipop</li>
</ul>
<p>Segnalaci il tuo dispositivo e la tua versione Android!</p>
<p>Questa soluzione è stata utile? Conoscete metodi alternativi? Fatemi sapere con un commento!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tutto ciò che devi sapere per creare un sito web con i CMS</title>
		<link>http://www.inthebit.it/creare-un-sito-web-con-cms</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/creare-un-sito-web-con-cms#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 15:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[dominio]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Hosting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6860</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vuoi creare un tuo sito web? Grazie ai CMS (Content Managment System) e tanta buona volontà per apprenderne e comprenderne il funzionamento, riuscirai senz&#8217;altro a realizzare progetti accattivanti come un fantastico blog che racconti delle tue passioni, un E-commerce che ti permetta di avviare il tuo primo business online o magari hai già un&#8217;attività e desideri entrare in contatto con nuovi clienti evitando di appesantire ulteriormente il conto in banca. Tutti ottimi motivi per impegnarti a realizzare il tuo primo sito web!</p>
<p style="text-align: justify;">Questo blog l&#8217;ho creato insieme ad un caro amico più di un anno fa, ed anche se a &#8220;quei tempi&#8221; la nostra conoscenza di WordPress era uguale a quella che Salvatore Aranzulla ha dell&#8217;informatica, siamo comunque stati in grado di portare a termine il nostro progetto, grazie a tanta passione, tempo e studio! Perché potrai anche fare il sito più bello del mondo (è sufficiente qualche settimana per prendere confidenza con il CMS e 50$ per acquistare un bel tema accattivante) ma sarà del tutto inutile se non saprai creare contenuti di qualità, rispettare le regole SEO, ignorando tutto il necessario per posizionarti nelle prime pagine di Google!</p>
<p style="text-align: justify;">Sappi che creare e gestire un sito web, anche se si tratta di un piccolo blog richiede costantemente tempo, passione, e tanta curiosità per restare al passo con le regole del web in continua evoluzione, ecco perché se non hai uno di questi 3 elementi dovresti senza alcun dubbio affidarti ad un professionista che saprà valorizzare la tua idea nel migliore dei modi creandoti un sito funzionale, ottimizzato nelle performance e che rispecchi tutte le direttive SEO come vuole dio Google!</p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì! Ho scritto proprio &#8220;dio Google&#8221;, perché non appena ti interesserai a questo mondo capirai realmente cosa sia Google, se fino ad ora è stato il tuo fedele motore di ricerca d&#8217;ora in poi diverrà una sorta di datore di lavoro: se non rispetterai le sue regole (che spesso non vengono neanche rilasciate ufficialmente dall&#8217;azienda ma annunciate a random da alcuni  dipendenti) non verrai di certo licenziato, ma ti verranno segati i viveri nel giro di qualche giorno, perché Google è l&#8217;unica azienda in grado di dettare legge sul web, sarà la tua principale fonte di traffico, capace di portarti migliaia e migliaia di visitatori ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo troverai i vari step da seguire per mettere online il tuo progetto, non verranno trattati nello specifico i vari CMS (wordpress, joomla, prestashop, open cart etc etc) di cui potrai leggerne l&#8217;esauriente documentazione che troverai per ogni singolo CMS direttamente nel web.</p>
<p>COME SCEGLIERE IL DOMINIO</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta del proprio dominio, che altro non è che l&#8217;indirizzo web del tuo sito, è molto importante e deve essere valutata a fondo, potrebbe essere la chiave per ottenere un buon posizionamento in poco tempo o il motivo per il quale il tuo sito sarà relegato nei meandri del web.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sulla carta&#8221; non esistono domini migliori di altri, ma esistono domini che identificheranno e [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/creare-un-sito-web-con-cms">Tutto ciò che devi sapere per creare un sito web con i CMS</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vuoi creare un tuo sito web? Grazie ai CMS (Content Managment System) e tanta buona volontà per apprenderne e comprenderne il funzionamento, riuscirai senz&#8217;altro a realizzare progetti accattivanti come un fantastico blog che racconti delle tue passioni, un E-commerce che ti permetta di avviare il tuo primo business online o magari hai già un&#8217;attività e desideri entrare in contatto con nuovi clienti evitando di appesantire ulteriormente il conto in banca. Tutti ottimi motivi per impegnarti a realizzare il tuo primo sito web!</p>
<p style="text-align: justify;">Questo blog l&#8217;ho creato insieme ad un <a title="link" href="/author/francesco/" target="_blank">caro amico</a> più di un anno fa, ed anche se a &#8220;quei tempi&#8221; la nostra conoscenza di WordPress era uguale a quella che Salvatore Aranzulla ha dell&#8217;informatica, siamo comunque stati in grado di portare a termine il nostro progetto, grazie a tanta passione, tempo e studio! Perché potrai anche fare il sito più bello del mondo (è sufficiente qualche settimana per prendere confidenza con il CMS e 50$ per acquistare un bel tema accattivante) ma sarà del tutto inutile se non saprai creare contenuti di qualità, rispettare le regole SEO, ignorando tutto il necessario per posizionarti nelle prime pagine di Google!</p>
<p style="text-align: justify;">Sappi che creare e gestire un sito web, anche se si tratta di un piccolo blog richiede costantemente tempo, passione, e tanta curiosità per restare al passo con le regole del web in continua evoluzione, ecco perché se non hai uno di questi 3 elementi dovresti senza alcun dubbio affidarti ad un professionista che saprà valorizzare la tua idea nel migliore dei modi creandoti un sito funzionale, ottimizzato nelle performance e che rispecchi tutte le direttive SEO come vuole dio Google!</p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì! Ho scritto proprio &#8220;dio Google&#8221;, perché non appena ti interesserai a questo mondo capirai realmente cosa sia Google, se fino ad ora è stato il tuo fedele motore di ricerca d&#8217;ora in poi diverrà una sorta di datore di lavoro: se non rispetterai le sue regole (che spesso non vengono neanche rilasciate ufficialmente dall&#8217;azienda ma annunciate a random da alcuni  dipendenti) non verrai di certo licenziato, ma ti verranno segati i viveri nel giro di qualche giorno, perché Google è l&#8217;unica azienda in grado di dettare legge sul web, sarà la tua principale fonte di traffico, capace di portarti migliaia e migliaia di visitatori ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo troverai i vari step da seguire per mettere online il tuo progetto, non verranno trattati nello specifico i vari CMS (wordpress, joomla, prestashop, open cart etc etc) di cui potrai leggerne l&#8217;esauriente documentazione che troverai per ogni singolo CMS direttamente nel web.</p>
<h2>COME SCEGLIERE IL DOMINIO</h2>
<p style="text-align: justify;">La scelta del proprio dominio, che altro non è che l&#8217;indirizzo web del tuo sito, è molto importante e deve essere valutata a fondo, potrebbe essere la chiave per ottenere un buon posizionamento in poco tempo o il motivo per il quale il tuo sito sarà relegato nei meandri del web.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sulla carta&#8221; non esistono domini migliori di altri, ma esistono domini che identificheranno e posizioneranno il tuo Brand meglio di altri, che ne miglioreranno la percezione e cosi anche la fidelizzazione dei visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono quindi le best practices nella scelta del dominio?</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Identifica quale sarà il tuo pubblico di riferimento</strong>, se il tuo target saranno gli italiani un dominio con estensione <strong>.it</strong> potrebbe essere la scelta migliore, questo tipo di estensione è infatti molto conosciuto nel nostro paese e le persone non faranno fatica a ricordarla. Se invece vuoi creare un sito web che abbia come target, un pubblico in parte estero, sarebbe più indicato scegliere il <strong>.com</strong> perchè all&#8217;estero il .it è poco conosciuto come da noi è poco conosciuto il .de (Germania) o il .co.uk (Inghilterra).</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Crea il tuo Brand</strong>, associa i tuoi contenuti ad un nome facilmente identificabile e poco generico, il web è ormai pieno zeppo di siti di ogni genere, il tuo obiettivo sarà quello di distinguerti dalla massa e ritagliarti la tua nicchia. Se ad esempio hai in programma di creare un <strong>blog di viaggi</strong> evita di scegliere il dominio <strong>blogdiviaggi.it</strong> perché Google non vede di buon occhio un dominio composto esattamente dalle keywords (parole chiave) inerenti alla propria attività, come spiega in modo dettagliato questo articolo di <a title="scegliere il dominio" href="http://www.hostingtalk.it/guida-domini-lezione-9-seo-e-domini-come-scegliere-il-nome-giusto_-c0000063t/" target="_blank">HostingTalk</a>.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Scegli un nome a dominio semplice</strong>, evitando trattini, lettere accentate e altre &#8220;stravaganze grammaticali&#8221;, tutto ciò agevolerà il tuo pubblico a ricordare il dominio più facilmente.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore aiuto per affermare la tua identità online potrebbe essere quello di optare per i nuovi domini che l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ICANN" target="_blank">ICANN</a> ha recentemente reso disponibili al pubblico, ti riporto qualche esempio:</p>
<ul>
<li>.pizza</li>
<li>.bar</li>
<li>.blog</li>
<li>.xxx</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">queste nuove estensioni permettono al visitatore di identificare immediatamente il tuo tipo di attività ed hanno il vantaggio di essere valide tanto in Italia quanto all&#8217;estero essendo parole ormai standardizzate a livello mondiale.</p>
<p>I nuovi domini web sono interessati, proprio in questo periodo, da massicce campagne di marketing in loro favore, per far svanire la normale diffidenza iniziale nei confronti del nuovo prodotto, non sarà quindi difficile trovare delle offerte interessanti che facciano proprio al caso tuo.</p>
<p>Il costo del dominio è irrisorio, e normalmente non supera poche decine di euro l&#8217;anno, ti segnalo ad esempio <a title="1&amp;1" href="http://www.1and1.it/nuove-estensioni-di-dominio" target="_blank">questa offerta  di 1&amp;1</a> che permette di acquistare i domini web .<strong>it</strong> e .<strong>com</strong> a solo<strong> 1€/anno.</strong></p>
<h2>QUALE HOSTING SCEGLIERE?</h2>
<p style="text-align: justify;">Adesso avrai bisogno di un server che conterrà il tuo sito web, e al quale collegherai il dominio scelto (spesso questa operazione è fatta in automatico dall&#8217;hosting provider se viene acquistata in contemporanea un&#8217;offerta che includa dominio+hosting).</p>
<p style="text-align: justify;">Con una breve ricerca troverai una vasta offerta di server/hosting, ed inizialmente potresti trovare qualche difficoltà a comprendere quale sia quella più adatta alle tue esigenze, qui di seguito troverai riassunte le varie tipologie di servizi offerti ed il loro significato:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Hosting Condiviso</strong>: è la soluzione più economica per mettere online il tuo sito web, con l&#8217;obiettivo di contenere i costi, gli hosting provider ospiteranno il tuo sito su un server condiviso con decine e decine di altri siti web, riservandoti un certo spazio sull&#8217;hard disk del server. I vantaggi di questa soluzione sono i costi davvero contenuti dell&#8217;offerta, con circa 50€ l&#8217;anno avrai il tuo sito online. Fra gli svantaggi: le prestazioni abbastanza limitate a  disposizione che si tradurranno in scarse performance non appena il  sito web riceverà un traffico giornaliero costante, specie se utilizzerai un CMS come WordPress e un tema premium che comprenda molti script. Fra gli svantaggi è da segnalare anche la scarsa affidabilità che questa soluzione comporta, se un tuo vicino eseguisse script dannosi questo potrebbe intaccare le performance e la sicurezza del tuo sito web.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Hosting Semidedicato:</strong> molto simile all&#8217;hosting condiviso, con la differenza che condividerai lo stesso server con pochi altri siti, quindi ci saranno più risorse a tua disposizione, tutto a beneficio delle prestazioni.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Server Dedicato:</strong> come è intuibile dal nome, con questo tipo di offerta ti sarà concesso un intero server fisico. Il vantaggio di questa soluzione è proprio nelle elevate prestazioni concesse, fra gli svantaggi invece ci sarà un costo abbastanza elevato (in genere superiore ai 70€/mese), dovrai inoltre occuparti della gestione del server in prima persona a meno che non ti venga offerto il servizio Managed che indica appunto l&#8217;impegno dell&#8217;hosting provider nel gestirti il server.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>VPS (Virtual Provate Server)</strong>: si tratta di una virtualizzazione di un server dedicato, quindi da un server fisico verranno creati vari server virtuali, completamente indipendenti fra loro. Con questa soluzione si garantisce ad ogni cliente risorse dedicate ed elevate performance, il sito web inoltre non sarà ospitato assieme a quelli di altri clienti, ma risiederà in uno spazio completamente isolato, incrementando notevolmente la sicurezza rispetto agli hosting condivisi e semidedicati, un ottimo compromesso fra hosting condiviso e server dedicato. I vantaggi del VPS sono le prestazioni elevate, il controllo del server (scelta del sistema operativo, gestione del firewall e installazione di scripts di terze parti), la scalabilità delle risorse e infine i costi ridotti rispetto ad un server dedicato (a partire da poco più di 100€/anno).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa breve panoramica sui servizi hosting maggiormente diffusi quale sarà la più adatta alle tue esigenze?</p>
<p style="text-align: justify;">Se stai creando un nuovo sito web, e non hai alcuna esperienza nella gestione server potresti optare per un <strong>hosting condiviso</strong>, inizialmente infatti avrai un traffico irrisorio che non richiederà chissa quali risorse hardware, inoltre non dovrai preoccuparti di nulla in quanto sarà l&#8217;hosting provider ad occuparsi della gestione del server.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il tuo sito riceverà abbastanza traffico da saturare le risorse a tua disposizione, sarà sufficiente acquistare un <strong>hosting semidedicato</strong> e &#8220;scalare&#8221; cosi la tua offerta, anche in questo caso penserà a tutto l&#8217;hosting provider e non avrai interruzioni del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece hai voglia di gestire in prima persona anche la parte del server potresti optare per un <strong>VPS</strong>, garantirai al tuo sito web migliori performance e maggior sicurezza con costi pressoché simili ad un buon hosting semidedicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il server dedicato è da scartare a priori se non hai la minima esperienza nella sua gestione e se stai creando un progetto tutto nuovo, difficilmente infatti necessiterai di tante risorse, almeno inizialmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualunque sia il servizio da te prescelto assicurati che abbia come sistema operativo Linux, requisito fondamentale per il corretto funzionamento della quasi totalità dei CMS.</p>
<h2>LA SCELTA DEL CMS</h2>
<p style="text-align: justify;">Adesso non ti resta che scegliere il miglior CMS per realizzare il tuo sito web, hai l&#8217;imbarazzo della scelta, qui di seguito ti mostrerò i più conosciuti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>WordPress</strong>: nato principalmente come software per il blogging adesso è  tutt&#8217;altra cosa, negli anni ha avuto la capacità di adattarsi alle nuove esigenze comunicative ed il gran lavoro fatto dagli sviluppatori e dall&#8217;immensa comunità di supporto hanno portato alla creazione di un software magnifico, con cui è possibile creare: Blog, piccoli E-commerce, portfolio, siti aziendali, siti simil-youtube e molto altro. La grande disponibilità di plugin, temi e di tutorial online permettono a chiunque, con un pò di buona volontà, di creare un progetto accattivante e facile da indicizzare.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Joomla</strong>: altro CMS opensource molto conosciuto, con un&#8217;ottima comunità di supporto e un&#8217;infinità di plugin e temi che ne estendono le funzioni. Anche se il suo funzionamento è completamente differente da WordPress questi 2 CMS permettono di ottenere gli stessi risultati, anche con Joomla è possibile realizzare siti web di vario genere: blog, siti aziendali, portfolio, piccoli E-commerce etc etc.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Drupal</strong>: CMS completamente opensource, mantenuto da migliaia di sviluppatori in tutto il mondo. Più avanzato rispetto ai precedenti, la scelta migliore per la realizzazione di siti web complessi che richiedano elevata affidabilità e sicurezza. Grazie alla sua grande flessibilità e scalabilità è possibile realizzare qualunque tipo si sito web, dal semplice blog personale ad un complesso sito istituzionale o e-commerce. Molto più ostico da imparare rispetto a WordPress e Joomla.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Prestashop</strong>: il più giovane fra tutti i CMS di questa lista, nato nel 2007 come CMS prettamente orientato al commercio elettronico sta riscontrando notevole successo per la realizzazioni di siti E-commerce grazie ad alcune sue peculiarità: facilità di utilizzo, possibilità di gestire ogni aspetto della vendita (spedizione, fatturazione, gestione magazzino), grande possibilità di personalizzazione grafica e un&#8217;ottima community di supporto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non mi resta che augurarti un grosso &#8220;inboccaallupo&#8221; per il tuo prossimo sito web, spero che questa lettura ti sia stata utile, e ti abbia chiarito quanti più dubbi possibile. Hai altre informazioni utili da integrare a questo articolo? segnalacele nei commenti, gli altri lettori apprezzeranno molto!</p>
 <!-- Easy AdSense Lite: PreFiltered - NoAds --><p>Il post <a rel="nofollow" href="/creare-un-sito-web-con-cms">Tutto ciò che devi sapere per creare un sito web con i CMS</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come installare Telegram su Ubuntu (PPA)</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-installare-telegram-su-ubuntu-ppa</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-installare-telegram-su-ubuntu-ppa#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 08:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Telegram]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6734</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per installare Telegram su Ubuntu ci sono sicuramente più metodi; giusto per citarne qualcuno, possiamo usarlo tramite un plugin di Pidgin o tramite l&#8217;applicazione web ufficiale. Quest&#8217;ultima però &#8211; per i miei gusti &#8211; è un po&#8217; scomoda, in quanto, dopo aver lanciato l&#8217;applicazione, non fa altro che avviare una nuova scheda sul nostro browser.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo Carbonell, autore di atareao.es &#8211; un blog spagnolo &#8211; ha creato il PPA dell&#8217;applicazione ufficiale, installabile quindi facilmente tramite terminale.</p>
<p>Installare Telegram su Ubuntu</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione è semplice come per ogni pacchetto, bisogna prima aggiungere il repository, quindi aggiornare e installare: ecco i tre comandi</p>
<p>sudo add-apt-repository ppa:atareao/telegram<br />
sudo apt-get update<br />
sudo apt-get install telegram</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dovreste trovare Telegram tra le app installate, se così non fosse riavviate.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa negativa di questo repository è la mancanza di aggiornamento automatico; per quanto riguarda le funzioni, invece, siamo impossibilitati a registrare audio direttamente dall&#8217;applicazione. Possiamo però registrarlo tramite applicazioni esterne e mandarlo come file, dato che Telegram supporta l&#8217;invio di file con diverse estensioni.<br />
Le notifiche su schermo vengono mostrate in basso a destra; non sono quindi integrate con quella di sistema e per ricevere i messaggi l&#8217;app deve rimanere aperta.<br />
Inizialmente l&#8217;applicazione sarà in inglese, bisogna quindi raggiungere le impostazioni per scaricare la lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente con i prossimi rilasci non potrà che migliorare.</p>
<p style="text-align: right;">Via<br />
Fonte</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-installare-telegram-su-ubuntu-ppa">Come installare Telegram su Ubuntu (PPA)</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per installare <strong>Telegram su Ubuntu</strong> ci sono sicuramente più metodi; giusto per citarne qualcuno, possiamo usarlo tramite un plugin di <strong>Pidgin</strong> o tramite l&#8217;applicazione web ufficiale. Quest&#8217;ultima però &#8211; per i miei gusti &#8211; è un po&#8217; scomoda, in quanto, dopo aver lanciato l&#8217;applicazione, non fa altro che avviare una nuova scheda sul nostro browser.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lorenzo Carbonell</strong>, autore di <strong>atareao.es</strong> &#8211; un blog spagnolo &#8211; ha creato il PPA dell&#8217;applicazione ufficiale, installabile quindi facilmente tramite terminale.</p>
<h2>Installare Telegram su Ubuntu</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione è semplice come per ogni pacchetto, bisogna prima aggiungere il repository, quindi aggiornare e installare: ecco i tre comandi</p>
<pre class="linux-code"><code>sudo add-apt-repository ppa:atareao/telegram
sudo apt-get update
sudo apt-get install telegram</code></pre>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dovreste trovare Telegram tra le app installate, se così non fosse riavviate.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La cosa negativa</span> di questo repository è la mancanza di <strong>aggiornamento automatico</strong>; per quanto riguarda le funzioni, invece, siamo impossibilitati a registrare audio direttamente dall&#8217;applicazione. Possiamo però registrarlo tramite applicazioni esterne e mandarlo come file, dato che Telegram supporta l&#8217;invio di file con diverse estensioni.<br />
Le notifiche su schermo vengono mostrate in basso a destra; non sono quindi integrate con quella di sistema e per ricevere i messaggi l&#8217;app deve rimanere aperta.<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2015/01/installare-telegram-su-ubuntu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6739" src="/WP/wp-content/uploads/2015/01/installare-telegram-su-ubuntu.jpg" alt="installare Telegram su Ubuntu" width="815" height="307" /></a>Inizialmente l&#8217;applicazione sarà in inglese, bisogna quindi raggiungere le impostazioni per scaricare la lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente con i prossimi rilasci non potrà che migliorare.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="webupd8" href="http://www.webupd8.org/2015/01/install-official-telegram-desktop-app.html" target="_blank">Via</a><br />
<a title="atareao" href="http://www.atareao.es/ubuntu/telegram-con-stickers-en-ubuntu/#more-9241" target="_blank">Fonte</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Riprodurre video dal PC alla TV con Chromecast (e non solo)</title>
		<link>http://www.inthebit.it/riprodurre-video-dal-pc-alla-tv-chromecast</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/riprodurre-video-dal-pc-alla-tv-chromecast#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 16:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Chromecast]]></category>
		<category><![CDATA[DLNA]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6352</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per riprodurre i video del PC sulla TV grazie a Chromecast, il nuovo dispositivo creato da Google per rendere la condivisione multimediale fra i dispositivi di rete estremamente semplice e funzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non nascondo di aver avuto alcune difficoltà nello scegliere il titolo di questa guida perché i risultati che otterrai non si limiteranno semplicemente a riprodurre i video dal PC alla TV, ma potrai godere di un potente e bellissimo Media Server, Plex, in grado di condividere video, immagini, musica di qualunque dispositivo presente nella rete domestica e riprodurlo sulla TV e su altri dispositivi di rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono altre &#8220;vie&#8221; più immediate per ottenere dei risultati simili: potresti ad esempio utilizzare alcune estensioni per Chrome come Google Cast o VideoStream ma dopo averle provate posso assicurarti che la qualità e la fluidità video, ad oggi, non sono paragonabili a quelle ottenute con Plex Media Server, che fra le altre &#8220;chicche&#8221; ha quella di scaricare automaticamente informazioni aggiuntive relative ai video inseriti nella libreria multimediale, come ad esempio Trailer, contenuti extra e copertine dei film. Infine catalogherà in automatico Serie TV e film per Tag, Categoria, Anno, Nomi di attori/registi e molte altre interessanti funzionalità.</p>
<p>Plex Media Server &#8211; Formati supportati</p>
<p style="text-align: justify;">Plex supporta la maggiorparte dei più comuni formati media (avi, mkv, flv, jpeg, png etc.), ha integrato inoltre un sistema di Transcodifica che permette di riprodurre, qualora ce ne fosse il bisogno, formati audio/video non compatibili, ma in questo caso è richiesto un hardware abbastanza recente nello specifico i requisiti minimi sono:</p>
<p>Senza Transcodifica: CPU Dualcore da 1.6 Ghz<br />
Transcodifica (risoluzione video 720p): CPU Dualcore da 2.0 Ghz<br />
Transcodifica (risoluzione video 1080p) CPU Dualcore da 2.4 Ghz</p>
<p>Plex Media Server &#8211; Installazione</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione di Plex è davvero semplice, riuscirai ad installarlo e configurarlo in pochi minuti, è inoltre un software multipiattaforma  installabile su Windows, Linux, Mac, Android, IOS.</p>
<p>Registrati nel sito ufficiale di Plex Media Server &#124; Link <br />
Scarica Plex sul tuo PC &#124; Download<br />
Avvia Plex, verrà aperto nel browser l&#8217;indirizzo del server locale Plex (127.0.0.1:3400). Segui i passaggi iniziali di configurazione fra cui la scelta del nome del server e le cartelle contenenti i file multimediali da inserire nella libreria. Se durante la configurazione sarai avvisato che Plex non è riuscito a comunicare con il tuo server, ignoralo, non è un passaggio fondamentale per il suo funzionamento, permette di rendere accessibile il Server all&#8217;esterno della rete locale e (forse) per scaricare le informazioni extra dei contenuti. E&#8217; possibile comunque configurarlo in un secondo momento.<br />
Adesso non devi far altro che aggiungere i contenuti multimediali nelle cartelle scansionate da Plex e sarai pronto a trasmetterli alla TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Server non accessibile dall'esterno? Ecco la soluzione. Clicca<br />
Se durante la configurazione guidata, Plex non è stato in grado di comunicare all'esterno della rete locale, la causa è che la porta numero 32400 utilizzata da Plex è bloccata dal router, per risolvere il probleme procedere in questo modo:</p>
<p>Apri la porta 32400 (o un'altra a tuo piacimento) nel router.<br />
Vai nelle impostazioni [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/riprodurre-video-dal-pc-alla-tv-chromecast">Riprodurre video dal PC alla TV con Chromecast (e non solo)</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per riprodurre i video del PC sulla TV grazie a Chromecast, il nuovo dispositivo creato da Google per rendere la condivisione multimediale fra i dispositivi di rete estremamente semplice e funzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non nascondo di aver avuto alcune difficoltà nello scegliere il titolo di questa guida perché i risultati che otterrai non si limiteranno semplicemente a riprodurre i video dal PC alla TV, ma potrai godere di un potente e bellissimo Media Server, <strong>Plex</strong>, in grado di condividere video, immagini, musica di qualunque dispositivo presente nella rete domestica e riprodurlo sulla TV e su altri dispositivi di rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono altre &#8220;vie&#8221; più immediate per ottenere dei risultati simili: potresti ad esempio utilizzare alcune estensioni per Chrome come <a title="Google Cast" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/google-cast/boadgeojelhgndaghljhdicfkmllpafd?hl=it" target="_blank"><strong>Google Cast</strong></a> o <a title="Videostream" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/videostream-for-google-ch/cnciopoikihiagdjbjpnocolokfelagl" target="_blank"><strong>VideoStream</strong></a> ma dopo averle provate posso assicurarti che la qualità e la fluidità video, ad oggi, non sono paragonabili a quelle ottenute con <strong>Plex Media Server</strong>, che fra le altre &#8220;chicche&#8221; ha quella di scaricare automaticamente informazioni aggiuntive relative ai video inseriti nella libreria multimediale, come ad esempio Trailer, contenuti extra e copertine dei film. Infine catalogherà in automatico Serie TV e film per Tag, Categoria, Anno, Nomi di attori/registi e molte altre interessanti funzionalità.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Plex Media Server &#8211; Formati supportati</h2>
<p style="text-align: justify;">Plex supporta la maggiorparte dei più comuni formati media (avi, mkv, flv, jpeg, png etc.), ha integrato inoltre un sistema di Transcodifica che permette di riprodurre, qualora ce ne fosse il bisogno, formati audio/video non compatibili, ma in questo caso è richiesto un hardware abbastanza recente nello specifico i requisiti minimi sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Senza Transcodifica: CPU Dualcore da 1.6 Ghz</li>
<li style="text-align: justify;">Transcodifica (risoluzione video 720p): CPU Dualcore da 2.0 Ghz</li>
<li style="text-align: justify;">Transcodifica (risoluzione video 1080p) CPU Dualcore da 2.4 Ghz</li>
</ul>
<h2>Plex Media Server &#8211; Installazione</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione di Plex è davvero semplice, riuscirai ad installarlo e configurarlo in pochi minuti, è inoltre un software multipiattaforma  installabile su Windows, Linux, Mac, Android, IOS.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Registrati nel sito ufficiale di Plex Media Server | <strong><a title="Link" href="https://plex.tv/" target="_blank">Link</a> </strong></li>
<li>Scarica Plex sul tuo PC | <a title="Link" href="https://plex.tv/downloads" target="_blank"><strong>Download</strong></a></li>
<li>Avvia Plex, verrà aperto nel browser l&#8217;indirizzo del server locale Plex (127.0.0.1:3400). Segui i passaggi iniziali di configurazione fra cui la scelta del nome del server e le cartelle contenenti i file multimediali da inserire nella libreria. Se durante la configurazione sarai avvisato che Plex non è riuscito a comunicare con il tuo server, ignoralo, non è un passaggio fondamentale per il suo funzionamento, permette di rendere accessibile il Server all&#8217;esterno della rete locale e (forse) per scaricare le informazioni extra dei contenuti. E&#8217; possibile comunque configurarlo in un secondo momento.</li>
<li>Adesso non devi far altro che aggiungere i contenuti multimediali nelle cartelle scansionate da Plex e sarai pronto a trasmetterli alla TV.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><div class="panel-group"><div class="panel panel-default"><div class="panel-heading"><h3 class="panel-title"><a class="no-scroll" data-toggle="collapse" href="#toggle_0_1340048856">Server non accessibile dall'esterno? Ecco la soluzione. Clicca</a></h3></div><div id="toggle_0_1340048856" class="panel-collapse collapse "><div class="panel-body">
Se durante la configurazione guidata, Plex non è stato in grado di comunicare all'esterno della rete locale, la causa è che la porta numero 32400 utilizzata da Plex è bloccata dal router, per risolvere il probleme procedere in questo modo:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Apri la porta 32400 (o un'altra a tuo piacimento) nel router.</li>
<li style="text-align: justify;">Vai nelle<strong> impostazioni di Plex</strong> --&gt; <strong>Server</strong> --&gt; <strong>Connetti</strong>, immetti il numero della porta appena aperta nel router e seleziona "<strong>Riprova</strong>"
<p><div id="attachment_6375" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/Plex-impostazioni.jpg"><img class="wp-image-6375 size-full" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/Plex-impostazioni.jpg" alt="Plex impostazioni" width="800" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">Plex - Configurazione Server</p></div></li>
<li style="text-align: justify;">Questa volta Plex troverà la porta 32400 aperta e riuscirà a connettersi correttamente indicando su quale porta è disponibile il server.
<div id="attachment_6377" style="width: 1110px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex2.jpg"><img class="size-full wp-image-6377" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex2.jpg" alt="Plex connessione server " width="1100" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Plex connessione server eseguita correttamente</p></div>
</div></div></div></div></li>
</ul>
<p>Complimenti! il tuo server è pronto, non rimane che organizzare i contenuti multimediali, ma prima vorrei chiederti:</p>
<blockquote><p>Questa guida è di tuo gradimento?</p></blockquote>
<p>Se la risposta è SI, apprezzerei molto che gli mettessi un <strong>+1</strong> o un <strong>Like</strong>, in questo modo saprò che l&#8217;argomento ti interessa e potrei scrivere altri articoli come questo <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" /></p>
<div class="g-plusone"></div>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
(function() {     var po = document.createElement('script'); po.type = 'text/javascript'; po.async = true;     po.src = 'https://apis.google.com/js/plusone.js';     var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(po, s);   })();
// ]]&gt;</script></p>
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<p><script>// <![CDATA[
(function(d, s, id) {   var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];   if (d.getElementById(id)) return;   js = d.createElement(s); js.id = id;   js.async=true;   js.src = "//connect.facebook.net/en_US/all.js#xfbml=1&#038;appId=###############";   fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));
// ]]&gt;</script></p>
<h2>Come Aggiungere una cartella alla libreria</h2>
<p>Plex Media Server scansiona periodicamente alcune cartelle presenti nel PC alla ricerca di file multimediali da includere nella libreria, per questa operazione si avvale dei cosiddetti &#8220;Agenti&#8221; che hanno il compito di individuare in base al tipo di file (Film, Serie TV, Musica, Video Amatoriali) le informazioni che permetteranno di organizzare i contenuti nel migliore dei modi.</p>
<p>E&#8217; molto importante quindi definire per ogni cartella aggiunta, il tipo di file contenuti, vediamo insieme come farlo:</p>
<p>dalla schermata iniziale di Plex, seleziona il pulsante &#8220;<strong>+</strong>&#8221; per aggiungere alla libreria una cartella del PC</p>
<div id="attachment_6416" style="width: 865px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex-libreria.jpg"><img class="size-full wp-image-6416" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex-libreria.jpg" alt="Plex aggiunta cartella" width="855" height="311" /></a><p class="wp-caption-text">Plex &#8211; Aggiungere cartella alla libreria</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ti verrà richiesto che tipo di File sono contenuti nella cartella che verrà aggiunta, puoi scegliere fra:</p>
<ul>
<li>Film</li>
<li>Spettacoli TV</li>
<li>Musica</li>
<li>Foto</li>
<li>Video Amatoriali</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nel passo successivo dovrai selezionare la cartella del PC da scansionare. Terminate queste 2 semplici operazioni, Plex mostrerà i file trovati e ne scaricherà automaticamente le copertine da internet.</p>
<p style="text-align: justify;">se la scansione non trova alcun file il problema potrebbe essere che Plex non ha il permesso di leggere il contenuto della cartella, per risolvere, sarà sufficiente  cliccare con il tasto destro su uno dei video della cartella e dare i<strong> permessi di lettura</strong> ad &#8220;<strong>Everyone</strong>&#8221; (su Windows) o al gruppo &#8220;<strong>Altri</strong>&#8221; su Ubuntu e rieseguire la scansione da Plex.</p>
<p style="text-align: justify;">Per riprodurre i file sulla TV è sufficiente selezionarli dalla libreria di Plex e cliccare sull&#8217;icona di Chromecast in alto a destra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex-chormecast.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6428" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/plex-chormecast.jpg" alt="chromecast plex" width="360" height="87" /></a></p>
<h2>Come organizzare i contenuti multimediali</h2>
<p>Plex cataloga i contenuti multimediali DIVINAMENTE! a patto di fornirgli le informazioni in modo corretto, ci sono quindi alcuni regole nel nominare i file multimediali che ti permetteranno di sfruttrele potenzialità di Plex, cercherò di riassumerle per tipo di file.</p>
<h3>Film</h3>
<p><strong>NomeFilm (Anno di rilascio).estensione </strong></p>
<pre>es. "Avatar (2009).avi"</pre>
<p>se il film è composto da 2 parti: potrai usare alcuni accorgimenti per far capire a Plex che i 2 file fanno parte dello stesso video:</p>
<p>crea una cartella chiamata &#8220;<strong>NomeFilm (anno di rilascio)</strong>&#8221; ed al suo interno dovrai inserire le 2 parti del video nominate in questo modo: <strong>nomeFilm (anno di rilascio) -cd1.avi,</strong> <strong>nomeFilm (anno di rilascio) -cd2.avi</strong></p>
<pre>/avatar (2009)
      avatar (2009) -cd1.avi
      avatar (2009) -cd2.avi</pre>
<p>al posto di cd puoi utilizzare: disc (disc1, disc2, disc3 etc), disk, dvd, part e pt.</p>
<h3>Serie TV</h3>
<p>Per catalogare le Serie TV in base a stagioni ed episodi puoi utilizzare i seguenti accorgimenti:</p>
<p>Creare una cartella chiamata &#8220;<strong>nomeSerieTV</strong>&#8221; al cui interno inserire una cartella per ogni stagione che a sua volta ne conterrà tutti gli episodi, ecco un esempio:</p>
<pre>/The Shield
           /Stagione 01
                The Shield s01e01.avi
                The Shield s01e02.avi
                The Shield s01e03.avi
           /Stagione 02
                The Shield s02e01.avi
                The Shield s02e02.avi</pre>
<p>Nel caso delle serie TV Plex ignorerà il titolo dell&#8217;episodio l&#8217;unica informazione rilevante è <strong>sXXeXX</strong> (s01e01=stagione1, episodio1)</p>
<h3>Musica</h3>
<p>Per catalogare la musica utilizzare la seguente struttura:<br />
<strong>/Nome Artista/Nome Album/N° Traccia-Nome Traccia.estensione</strong></p>
<pre>/Pink Floyd
           /Wish You Were Here
                  01 - Shine On You Crazy Diamond.m4a
                  02 - Welcome to the Machine.m4a
</pre>
<p>Queste sono alcune delle nozioni basilari per organizzare la libreria di Plex, per altre caratteristiche interessanti come ad esempio l&#8217;impostazione di uno sfondo personalizzato per ogni film, serieTV, album musicale, leggere la documentazione ufficiale relativa alla preparazione dei contenuti Multimediali di Plex a questo <strong><a title="Link" href="https://support.plex.tv/hc/en-us/categories/200028098-Media-Preparation" target="_blank">Link</a>.</strong></p>
<p>Spero che tutto ciò ti sia stato utile, al prossimo articolo!</p>
 <!-- Easy AdSense Lite: PreFiltered - NoAds --><p>Il post <a rel="nofollow" href="/riprodurre-video-dal-pc-alla-tv-chromecast">Riprodurre video dal PC alla TV con Chromecast (e non solo)</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Guida]Come creare un tema Android (Theme Engine)</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-creare-un-tema-android</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-creare-un-tema-android#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 16:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[CyanogenMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[Theme Engine]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6319</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mondo Android ci si può sbizzarrire creando qualsiasi cosa: applicazioni, giochi, widget, icone, temi, etc; magari guadagnandoci anche. È vero che lo sviluppo di giochi e app richiede la conoscenza di uno o più linguaggi e spesso di più persone, ma creare un pacchetto di icone o un tema invece è molto più semplice rispetto ai precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercando però in giro sulla rete, è anche vero che non troviamo guide dettagliate a riguardo, quindi in questo articolo spiegheremo come creare un tema Android! Per questa guida dobbiamo ringraziare +Cristiano Spada, che, oltre ad aver ricevuto un ottimo successo con i suoi unici e bellissimi temi, è stato anche gentilissimo da spiegarci ed illustrarci come creare un tema Android! Ovviamente il tema sarà compatibile con Theme Engine e quindi su ROM cucinate (CM, PA, etc)</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qualche esempio dei temi realizzati da Cristiano e disponibili sul Play Store, e a seguire la guida! Qui trovate tutti i suoi temi.</p>
<p>Hazy Smooth White</p>
<p>				Hazy Smooth WHITE CM11 THEME<br />
				CriGio<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p>Hazy Smooth Dark</p>
<p>				Lazy DARK CM12 THEME<br />
				CriGio<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p>AnimUI White</p>
<p>Questo è il mio tema preferito: è un tema animato, forse l&#8217;unico del genere. E&#8217; disponibile anche in nero.</p>
<p> <br />
 </p>
<p>				AnimUI CM11 THEME DARK<br />
				CriGio<br />
				1,25 €&#160;&#160;&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Introduzione</p>
<p style="text-align: justify;">Questa guida è dedicata a tutte quelle persone che hanno voglia di iniziare a “lavorare” nel vasto mondo Android; non sono richieste particolari competenze, non c’è programmazione, tuttavia un minimo di conoscenza del pc (per configurarlo al meglio) e di programmi di grafica (photoshop, gimp, ecc..) è assolutamente necessario.<br />
Per comodità dividerò la guida in più parti: nelle prime vi guiderò nella configurazione degli ambienti di lavoro (prima Windows e poi Linux), in seguito vi darò qualche consiglio per iniziare a creare i vostri PNG e quindi il vostro tema.</p>
<p>&#8211;&#62; Introduzione &#60;&#8211;<br />
Configurazione Windows<br />
Configurazione Linux<br />
Creare un tema Android</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-creare-un-tema-android">[Guida]Come creare un tema Android (Theme Engine)</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mondo Android ci si può sbizzarrire creando qualsiasi cosa: applicazioni, giochi, widget, icone, temi, etc; magari guadagnandoci anche. È vero che lo sviluppo di giochi e app richiede la conoscenza di uno o più linguaggi e spesso di più persone, ma creare un pacchetto di icone o un tema invece è molto più semplice rispetto ai precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercando però in giro sulla rete, è anche vero che non troviamo guide dettagliate a riguardo, quindi in questo articolo spiegheremo come <strong>creare un tema Android</strong>! Per questa guida dobbiamo ringraziare <strong><a title="Cristiano Spada G+" href="https://plus.google.com/u/0/+CristianoSpada" target="_blank">+Cristiano Spada</a></strong>, che, oltre ad aver ricevuto un ottimo successo con i suoi unici e bellissimi temi, è stato anche gentilissimo da spiegarci ed illustrarci come creare un tema Android! Ovviamente il tema sarà compatibile con <strong>Theme Engine</strong> e quindi su ROM cucinate (CM, PA, etc)</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qualche esempio dei temi realizzati da Cristiano e disponibili sul Play Store, e a seguire la guida! <a title="CriGio Temi " href="https://play.google.com/store/apps/developer?id=CriGio" target="_blank">Qui trovate tutti i suoi temi</a>.</p>
<h3>Hazy Smooth White</h3>
<table class="aligncenter" style="height: 414px;" width="621">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/SrvKjwVlhc6F_IecI9KZP90319EgkKObkCDSz67GKo1wkBMXYiuHKtu87H8WnY4obg=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/SrvKjwVlhc6F_IecI9KZP90319EgkKObkCDSz67GKo1wkBMXYiuHKtu87H8WnY4obg=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/sMPvlxRoK1Jhx8fSR-6q4WLEsotx-U5Iyk2IiaqViVbzwB8RszL3oh5uq7cjznsrvQ=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/sMPvlxRoK1Jhx8fSR-6q4WLEsotx-U5Iyk2IiaqViVbzwB8RszL3oh5uq7cjznsrvQ=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh6.ggpht.com/0zFFe0LJx35YFYRpSl0oGCS67vvCXI7e3yGMvT2oCp7VXUWe7k42YPepiPAP4CDO920=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/0zFFe0LJx35YFYRpSl0oGCS67vvCXI7e3yGMvT2oCp7VXUWe7k42YPepiPAP4CDO920=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://lh3.ggpht.com/Ia08PoTAPYRSjoje0oKAkjhPq-QRyT-beBF_KBNxpIO8sGcOSwhKUOPx5xWS9WZlXAw=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh3.ggpht.com/Ia08PoTAPYRSjoje0oKAkjhPq-QRyT-beBF_KBNxpIO8sGcOSwhKUOPx5xWS9WZlXAw=h900-rw" alt="" width="199" height="199" /></a></td>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/ffpfNjpMLw6CxEjzKOjgm4lHw2BEiKct6QKRln7pHVInxgb3MB-sYgN-74N_RTC87A=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/ffpfNjpMLw6CxEjzKOjgm4lHw2BEiKct6QKRln7pHVInxgb3MB-sYgN-74N_RTC87A=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh4.ggpht.com/-WMyvdqfIOtEmXK1ZxkU8GiLZxD_Dva_SSIP3G9BWKJZUGEJKEGLWEIW2GAbJXJZPA=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh4.ggpht.com/-WMyvdqfIOtEmXK1ZxkU8GiLZxD_Dva_SSIP3G9BWKJZUGEJKEGLWEIW2GAbJXJZPA=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.smooth.material.theme" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.smooth.material.theme.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.smooth.material.theme" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">Hazy Smooth WHITE CM11 THEME</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">CriGio</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 85.94008445739746%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.smooth.material.theme" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br />
<h3>Hazy Smooth Dark</h3>
<table class="aligncenter" style="height: 417px;" width="620">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://lh4.ggpht.com/RiB_zZr3eGr_Eu3WSfONj-whw7r1fsJuptkFDDi_1Y8391DsQBElpcEN-diSljM9bWR2=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh4.ggpht.com/RiB_zZr3eGr_Eu3WSfONj-whw7r1fsJuptkFDDi_1Y8391DsQBElpcEN-diSljM9bWR2=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/kWpFoYYP1XPnrcYRycGMPZV6YHAt_SfYcaDNPGZOQ0Bals8Yfog4IarZ1V786ker-J0=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/kWpFoYYP1XPnrcYRycGMPZV6YHAt_SfYcaDNPGZOQ0Bals8Yfog4IarZ1V786ker-J0=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/glEGAw3eqOrNn9zY4ci79Wavhgre-3CW2neJt6UoeXSdNXcD6ilUbevb3k3AOPjd2CWK=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/glEGAw3eqOrNn9zY4ci79Wavhgre-3CW2neJt6UoeXSdNXcD6ilUbevb3k3AOPjd2CWK=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="https://lh6.ggpht.com/yaMD3i7MtX5PSonTpilX1sHSqxkgg-JxSFcI4hDl03DRpY47GL6nHz5J86fvxtxl_g=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/yaMD3i7MtX5PSonTpilX1sHSqxkgg-JxSFcI4hDl03DRpY47GL6nHz5J86fvxtxl_g=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh6.ggpht.com/NCMG02HtDA9A-7Gg-9CVyGpbpi3CJ6dO5RI8_XzQbPii0kGzZvUMiodwKCZn9m6GdNU=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/NCMG02HtDA9A-7Gg-9CVyGpbpi3CJ6dO5RI8_XzQbPii0kGzZvUMiodwKCZn9m6GdNU=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh3.ggpht.com/mGSGKGnDqfBvJycjRmEFgLPaAky7_pdWgrAxIHi9BWfYzI--yh9UAbze9VQVPDtkUw=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh3.ggpht.com/mGSGKGnDqfBvJycjRmEFgLPaAky7_pdWgrAxIHi9BWfYzI--yh9UAbze9VQVPDtkUw=h900-rw" alt="" width="136" height="200" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.smooth.material.dark" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.smooth.material.dark.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.smooth.material.dark" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">Lazy DARK CM12 THEME</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">CriGio</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 92.23684310913086%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.smooth.material.dark" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br />
<h3>AnimUI White</h3>
<p>Questo è il mio tema preferito: è un tema <strong>animato</strong>, forse l&#8217;unico del genere. E&#8217; disponibile anche in nero.</p>
<table class="aligncenter" style="height: 235px;" width="600">
<tbody>
<tr>
<td>
<div align="center"><iframe src="//www.youtube.com/embed/LKm8MfrPhf4" width="300" height="220" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
</td>
<td><a href="https://lh6.ggpht.com/MbLw5ai82DGOK_cdaH-zRs3JFliTF2MmBhGftqwi2H7xSamwA63_XgZiBVvLc_pnnjN_=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/MbLw5ai82DGOK_cdaH-zRs3JFliTF2MmBhGftqwi2H7xSamwA63_XgZiBVvLc_pnnjN_=h900-rw" alt="" width="283" height="220" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="aligncenter" style="height: 452px;" width="620">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/pVYjZnl2kzdsHpT1fl3J3TSxC33lJa6vYt4Fi4RCJQ870Vq0Gy052tUCK9iJzxD9D88=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/pVYjZnl2kzdsHpT1fl3J3TSxC33lJa6vYt4Fi4RCJQ870Vq0Gy052tUCK9iJzxD9D88=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh6.ggpht.com/vlq_A3xErV5Cfnj6rSxenDTXSCWBH-4_QJq4vM53Fbwt2qZITNqSEkG9REjtD2INfg=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/vlq_A3xErV5Cfnj6rSxenDTXSCWBH-4_QJq4vM53Fbwt2qZITNqSEkG9REjtD2INfg=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh3.ggpht.com/eDPhgDZ6EEw_kBw8uYk5WMuWWZ-UT042Ty7aXtlZpe36hV-ozdXo9iBVEkJfdnaG61k=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh3.ggpht.com/eDPhgDZ6EEw_kBw8uYk5WMuWWZ-UT042Ty7aXtlZpe36hV-ozdXo9iBVEkJfdnaG61k=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="https://lh3.ggpht.com/l_dQV7qC6fvYiCoLE5cwfK76yo4Rd0IJtb-jMWOiING5Jleg-xMQnYB2KFjtdeAJQg=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh3.ggpht.com/l_dQV7qC6fvYiCoLE5cwfK76yo4Rd0IJtb-jMWOiING5Jleg-xMQnYB2KFjtdeAJQg=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td> <a href="https://lh6.ggpht.com/TlFO7Vid25wOTZ8rdnhPFwXO_JfdA_-u7k--8StPpL2Gs7zCliJrW320-4sK6ueqzI4=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh6.ggpht.com/TlFO7Vid25wOTZ8rdnhPFwXO_JfdA_-u7k--8StPpL2Gs7zCliJrW320-4sK6ueqzI4=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
<td><a href="https://lh5.ggpht.com/9zBQK2jZD4IY0OoMeAk-2tYeHRov62yzlAospEnCzulCB9ZNqB4if-leQSM3j1eNozc=h900-rw"><img class="aligncenter" src="https://lh5.ggpht.com/9zBQK2jZD4IY0OoMeAk-2tYeHRov62yzlAospEnCzulCB9ZNqB4if-leQSM3j1eNozc=h900-rw" alt="" width="200" height="200" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.cos.smooth.dark" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.cos.smooth.dark.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.cos.smooth.dark" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">AnimUI CM11 THEME DARK</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">CriGio</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">1,25 €</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 89.41176414489746%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.cos.smooth.dark" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br />
<p>&nbsp;</p>
<h2>Introduzione</h2>
<p style="text-align: justify;">Questa guida è dedicata a tutte quelle persone che hanno voglia di iniziare a “lavorare” nel vasto mondo Android; non sono richieste particolari competenze, non c’è programmazione, tuttavia un minimo di conoscenza del pc (per configurarlo al meglio) e di programmi di grafica (photoshop, gimp, ecc..) è assolutamente necessario.<br />
Per comodità dividerò la guida in più parti: nelle prime vi guiderò nella configurazione degli ambienti di lavoro (prima Windows e poi Linux), in seguito vi darò qualche consiglio per iniziare a creare i vostri PNG e quindi il vostro tema.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">&#8211;&gt; Introduzione &lt;&#8211;</li>
<li style="text-align: justify;"><a title="Configurazione Windows" href="/come-creare-un-tema-android/2">Configurazione Windows</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a title="Configurazione Linux" href="/come-creare-un-tema-android/3">Configurazione Linux</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a title="Creare un tema Android" href="/come-creare-un-tema-android/4">Creare un tema Android</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Come installare Chrome su Ubuntu</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-installare-chrome-ubuntu</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-installare-chrome-ubuntu#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 18:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Chrome]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Su Ubuntu troviamo una vasta scelta di browser tra i repository ufficiali.. ma se cerchiamo di installare Chrome su Ubuntu, troviamo Chromium come browser. Aprendo una piccola parentesi, le differenze tra i due browser sono che uno è basato sui sorgenti dell&#8217;altro, ed esattamente Chromium è il progetto open source e Google ha usato i sorgenti &#8211; non solo di Chromium, ma anche di altri progetti &#8211; per creare un proprio browser, inserendo ovviamente anche codice chiuso. In sintesi i browser sono molto simili ma Chromium dovrebbe rispettare maggiormente la nostra privacy; resta poi all&#8217;utente la scelta su quale dei due usare </p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche: Installare Chrome 64 bit su Windows</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo però installare Chrome su Ubuntu e non trovandolo tra i repository, istintivamente lo cerchiamo su Google che ci rimanderà al sito ufficiale dove troveremo il pacchetto deb per la nostra distribuzione.<br />
E se volessimo installarlo tramite terminale? Anche se il browser dovrebbe aggiornarsi automaticamente, quella del terminale è una scelta che preferisco anche perché consente di installare non solo la versione stable, ma anche la beta e la unstable.</p>
<p>Installare Chrome su Ubuntu da terminale</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione vale per tutte le ultime release di Ubuntu che vanno dalla 12.04 alla 14.10 sia 32 bit che 64 bit.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa bisogna scaricare e installare la chiave dai repository di Google che equivale alla seguente riga di comando da terminale</p>
<p>wget -q -O - https://dl-ssl.google.com/linux/linux_signing_key.pub &#124; sudo apt-key add -</p>
<p style="text-align: justify;">e di conseguenza aggiungere i repository di Chrome</p>
<p>sudo sh -c 'echo "deb http://dl.google.com/linux/chrome/deb/ stable main" &#62;&#62; /etc/apt/sources.list.d/google-chrome.list'</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso come per qualsiasi pacchetto, basta aggiornare tutti i repository e installare Chrome:</p>
<p>sudo apt-get update<br />
sudo apt-get install google-chrome-stable</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco fatto, abbiamo installato Google Chrome su Ubuntu; se vogliamo provare le versioni beta o unstable, basta invece dare uno dei due rispettivi comandi seguenti</p>
<p>sudo apt-get install google-chrome-beta<br />
sudo apt-get install google-chrome-unstable</p>
<p>La rimozione è anch&#8217;essa semplicissima, basta sostituire install con remove.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho sempre usato Chromium e non ho mai avuto alcun problema. Se invece vogliamo parlare di privacy, credo non basti chiedersi soltanto quale browser sia il più sicuro, ma bisogna considerare molti più fattori: per esempio una protezione più avanzata della nostra privacy, potremmo averla utilizzando la VPN o la rete TOR, ma ci sono ovviamente moltissime altre soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi quali mezzi di protezione e quali browser utilizzate?</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-installare-chrome-ubuntu">Come installare Chrome su Ubuntu</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Su Ubuntu troviamo una vasta scelta di browser tra i repository ufficiali.. ma se cerchiamo di installare <strong>Chrome</strong> su Ubuntu, troviamo <strong>Chromium</strong> come browser. Aprendo una piccola parentesi, le differenze tra i due browser sono che uno è basato sui sorgenti dell&#8217;altro, ed esattamente Chromium è il progetto open source e Google ha usato i sorgenti &#8211; non solo di Chromium, ma anche di altri progetti &#8211; per creare un proprio browser, inserendo ovviamente anche <strong>codice chiuso</strong>. In sintesi i browser sono molto simili ma Chromium dovrebbe rispettare maggiormente la nostra privacy; resta poi all&#8217;utente la scelta su quale dei due usare <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche: <a title="Chrome 64 bit Windows" href="/installare-google-chrome-64-bit-windows" target="_blank">Installare Chrome 64 bit su Windows</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Volendo però installare Chrome su Ubuntu e non trovandolo tra i repository, istintivamente lo cerchiamo su Google che ci rimanderà al <a title="Google Chrome" href="http://www.google.com/chrome/" target="_blank">sito ufficiale</a> dove troveremo il pacchetto deb per la nostra distribuzione.<br />
E se volessimo installarlo tramite terminale? Anche se il browser dovrebbe aggiornarsi automaticamente, quella del terminale è una scelta che preferisco anche perché consente di installare non solo la versione <em>stable</em>, ma anche la <em>beta</em> e la <em>unstable</em>.</p>
<h2>Installare Chrome su Ubuntu da terminale</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione vale per tutte le ultime release di Ubuntu che vanno dalla <strong>12.04</strong> alla <strong>14.10</strong> sia <strong>32 bit</strong> che <strong>64 bit</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa bisogna scaricare e installare la <strong>chiave</strong> dai <a href="http://www.google.com/linuxrepositories/" target="_blank">repository di Google</a> che equivale alla seguente riga di comando da terminale</p>
<pre>wget -q -O - https://dl-ssl.google.com/linux/linux_signing_key.pub | sudo apt-key add -</pre>
<p style="text-align: justify;">e di conseguenza aggiungere i repository di Chrome</p>
<pre>sudo sh -c 'echo "deb http://dl.google.com/linux/chrome/deb/ stable main" &gt;&gt; /etc/apt/sources.list.d/google-chrome.list'
</pre>
<p style="text-align: justify;">Adesso come per qualsiasi pacchetto, basta aggiornare tutti i repository e installare Chrome:</p>
<pre>sudo apt-get update
sudo apt-get install google-chrome-stable</pre>
<p style="text-align: justify;">Ecco fatto, abbiamo installato Google Chrome su Ubuntu; se vogliamo provare le versioni beta o unstable, basta invece dare uno dei due rispettivi comandi seguenti</p>
<pre>sudo apt-get install google-chrome-beta
sudo apt-get install google-chrome-unstable
</pre>
<p>La rimozione è anch&#8217;essa semplicissima, basta sostituire <em>install</em> con <em>remove</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho sempre usato Chromium e non ho mai avuto alcun problema. Se invece vogliamo parlare di privacy, credo non basti chiedersi soltanto quale browser sia il più sicuro, ma bisogna considerare molti più fattori: per esempio una protezione più avanzata della nostra privacy, potremmo averla <a title="VPN Ubuntu e Android" href="/mettiti-sicuro-usa-vpn" target="_blank">utilizzando la VPN</a> o <a href="/orbot-anonimato-garantito-android" target="_blank">la rete TOR</a>, ma ci sono ovviamente moltissime altre soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi quali mezzi di protezione e quali browser utilizzate?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come rimuovere le pubblicità da Android</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-rimuovere-pubblicita-android</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-rimuovere-pubblicita-android#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 14:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5965</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo ti mostrerò come eliminare la maggiorparte degli annunci pubblicitari da applicazioni e siti internet, questo ti consentirà di ridurre i tempi di caricamento delle pagine Web e di eliminare antiestetici banner pubblicitari dalle app.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutto ciò è scorretto, chi inserisce una pubblicità all&#8217;interno del proprio prodotto non lo fa certo con l&#8217;intenzione di infastidire l&#8217;utente, ma sta semplicemente cercando di monetizzare il proprio lavoro facendo pagare l&#8217;inserzionista invece dell&#8217;utilizzatore effettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò passiamo alle precisazioni: questo articolo non vuole in alcun modo incentivare la pirateria, nascondere un banner pubblicitario può sembrare un&#8217;operazione superficiale e di poco conto, ma ricorda che così facendo priverai lo sviluppatore del guadagno che gli spetta. Tutto ciò viene presentato a scopo illustrativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rimuovere le pubblicità da Android ti servirà Adaway, un&#8217; applicazione molto leggera che occupa poca RAM e non appesantisce per niente il dispositivo. Basterà installarla, configurarla e farà tutto in background, in completa autonomia.</p>
<p>Requisiti</p>
<p>Permessi di Root<br />
Adaway &#124; Download<br />
Android 2.1+</p>
<p>Installazione di Adaway</p>
<p style="text-align: justify;">Installa Adaway come un normale Apk di terze parti, assicurati quindi che nel menù di Android, in:</p>
<p>Impostazioni &#8211;&#62; Sicurezza</p>
<p style="text-align: justify;">sia spuntata la voce &#8220;Origini Sconosciute&#8220;, quindi tramite un file explorer cliccare sul file .apk di Adaway per installarlo.</p>
<p>Configurazione di Adaway</p>
<p style="text-align: justify;">La configurazione di Adaway è di una semplicità disarmante, una volta avviata l&#8217;applicazione, nella schermata iniziale seleziona &#8220;Scarica i file e applica il blocco pubblicità&#8220;, nient&#8217;altro, d&#8217;ora in poi potrai anche dimenticarti di Adaway perchè farà tutto in background!</p>
<p class="wp-caption-text">Adaway: Rimuovere pubblicità da Android</p>
<p style="text-align: justify;">Per disabilitare il blocco della pubblicità sarà sufficiente selezionare l&#8217;omonimo tasto nella schermata iniziale vista in precedenza.</p>
<p>Quali sono le conclusioni?</p>
<p style="text-align: justify;">Adaway è un applicazione davvero interessante, personalmente la ritengo la migliore nel suo genere per il semplice motivo che impedisce il caricamento di quasi tutte le pubblicità, può capitare che gli sfugga qualche banner ma si tratta di poche eccezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-rimuovere-pubblicita-android">Come rimuovere le pubblicità da Android</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo ti mostrerò come eliminare la maggiorparte degli annunci pubblicitari da applicazioni e siti internet, questo ti consentirà di ridurre i tempi di caricamento delle pagine Web e di eliminare antiestetici banner pubblicitari dalle app.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tutto ciò è scorretto, chi inserisce una pubblicità all&#8217;interno del proprio prodotto non lo fa certo con l&#8217;intenzione di infastidire l&#8217;utente, ma sta semplicemente cercando di monetizzare il proprio lavoro facendo pagare l&#8217;inserzionista invece dell&#8217;utilizzatore effettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Detto ciò passiamo alle precisazioni: questo articolo non vuole in alcun modo incentivare la pirateria, nascondere un banner pubblicitario può sembrare un&#8217;operazione superficiale e di poco conto, ma ricorda che così facendo priverai lo sviluppatore del guadagno che gli spetta. Tutto ciò viene presentato a scopo illustrativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per rimuovere le pubblicità da Android ti servirà <strong>Adaway</strong>, un&#8217; applicazione molto leggera che occupa poca RAM e non appesantisce per niente il dispositivo. Basterà installarla, configurarla e farà tutto in background, in completa autonomia.</p>
<h3>Requisiti</h3>
<ul>
<li>Permessi di Root</li>
<li>Adaway | <a title="download" href="https://f-droid.org/repository/browse/?fdid=org.adaway" target="_blank"><strong>Download</strong></a></li>
<li>Android 2.1+</li>
</ul>
<h3>Installazione di Adaway</h3>
<p style="text-align: justify;">Installa Adaway come un normale Apk di terze parti, assicurati quindi che nel menù di Android, in:</p>
<blockquote><p>Impostazioni &#8211;&gt; Sicurezza</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">sia spuntata la voce &#8220;<strong>Origini Sconosciute</strong>&#8220;, quindi tramite un file explorer cliccare sul file .apk di Adaway per installarlo.</p>
<h3>Configurazione di Adaway</h3>
<p style="text-align: justify;">La configurazione di Adaway è di una semplicità disarmante, una volta avviata l&#8217;applicazione, nella schermata iniziale seleziona &#8220;<strong>Scarica i file e applica il blocco pubblicità</strong>&#8220;, nient&#8217;altro, d&#8217;ora in poi potrai anche dimenticarti di Adaway perchè farà tutto in background!</p>
<div id="attachment_6029" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/Adaway.jpg"><img class="size-full wp-image-6029" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/Adaway.jpg" alt="Adaway" width="300" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Adaway: Rimuovere pubblicità da Android</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per disabilitare il blocco della pubblicità sarà sufficiente selezionare l&#8217;omonimo tasto nella schermata iniziale vista in precedenza.</p>
<h4>Quali sono le conclusioni?</h4>
<p style="text-align: justify;">Adaway è un applicazione davvero interessante, personalmente la ritengo la migliore nel suo genere per il semplice motivo che impedisce il caricamento di quasi tutte le pubblicità, può capitare che gli sfugga qualche banner ma si tratta di poche eccezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
 <!-- Easy AdSense Lite: PreFiltered - NoAds --><p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-rimuovere-pubblicita-android">Come rimuovere le pubblicità da Android</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ubuntu 14.10: Come aggiornare all&#8217;ultima versione della nota distribuzione Linux</title>
		<link>http://www.inthebit.it/ubuntu-14-10-come-aggiornare-allultima-versione-nota-distribuzione-linux</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/ubuntu-14-10-come-aggiornare-allultima-versione-nota-distribuzione-linux#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 11:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornare]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu 14.10]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5951</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chi si imbatte per la prima volta in aggiornare il proprio sistema operativo con kernel base GNU/Linux (Ubuntu in questo caso) potrebbe incontrare delle difficoltà ad aggiornare, sopratutto se si proviene da una LTS. Oggi vediamo come aggiornare all&#8217;ultima versione del sistema operativo di Shuttleworth!</p>
<p style="text-align: justify;">Metodo 1: Aggiornare dal gestore pacchetti (GUI)</p>
<p style="text-align: justify;">Per i principianti che provengono da LTS e non sanno &#8220;giocare&#8221; col gestore dei sorgenti potrebbero incontrare delle difficoltà a scaricare l&#8217;upgrade dal proprio gestore pacchetti, perciò vediamo come abilitare gli aggiornamenti anche alle non-LTS</p>
<p style="text-align: justify;">1) Apri software e aggiornamenti dalla dashboard</p>
<p style="text-align: justify;">2) Vai sulla scheda &#8220;Aggiornamenti&#8221; e in basso in &#8220;Notificare nuove versioni di Ubuntu&#8221; selezionare &#8220;Per qualsiasi versione&#8221;, inserire la password quando richiesta e chiudere, quindi aggiornate i repository quando richiesto (Aggiornamento cache)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">3) Verificare gli aggiornamenti, quindi dalla dashboard cercare &#8220;Aggiornamenti Software&#8221;, attendere e dopo verrà notificato che l&#8217;ultima versione di Ubuntu è disponibile e chiederà di aggiornare, quindi premete &#8220;Aggiorna&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">4) Ecco una &#8220;piccolissima&#8221; documentazione in inglese, clicchiamo su Esegui Avanzamento</p>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo il download delle nuove versioni e del SO&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una volta scaricato l&#8217;aggiornamento installiamo quanto scaricato!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto per il Metodo 1</p>
<p style="text-align: justify;">Metodo 2: Installazione pulita o upgrade da CD</p>
<p style="text-align: justify;">Per installare la nuova versione di Ubuntu si può anche scegliere di scaricare l&#8217;immagine ISO e montarla su una pendrive USB come bootable, per farla partire su PC.</p>
<p style="text-align: justify;">Per scaricare la ISO della nuova versione del SO cliccate qui e configurate la vostra versione, dopo cliccate su Avvia Download!</p>
<p style="text-align: justify;">Per montare la ISO su USB vi rimandiamo alla nostra guida  che spiega anche come installare Ubuntu in dual-boot con Windows (valido anche per 14.10)</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/ubuntu-14-10-come-aggiornare-allultima-versione-nota-distribuzione-linux">Ubuntu 14.10: Come aggiornare all&#8217;ultima versione della nota distribuzione Linux</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chi si imbatte per la prima volta in aggiornare il proprio sistema operativo con kernel base GNU/Linux (Ubuntu in questo caso) potrebbe incontrare delle difficoltà ad aggiornare, sopratutto se si proviene da una LTS. Oggi vediamo come aggiornare all&#8217;ultima versione del sistema operativo di Shuttleworth!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Metodo 1: Aggiornare dal gestore pacchetti (GUI)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per i principianti che provengono da LTS e non sanno &#8220;giocare&#8221; col gestore dei sorgenti potrebbero incontrare delle difficoltà a scaricare l&#8217;upgrade dal proprio gestore pacchetti, perciò vediamo come abilitare gli aggiornamenti anche alle non-LTS</p>
<p style="text-align: justify;">1) Apri software e aggiornamenti dalla dashboard</p>
<p style="text-align: justify;">2) Vai sulla scheda &#8220;Aggiornamenti&#8221; e in basso in &#8220;Notificare nuove versioni di Ubuntu&#8221; selezionare &#8220;Per qualsiasi versione&#8221;, inserire la password quando richiesta e chiudere, quindi aggiornate i repository quando richiesto (Aggiornamento cache)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/updatersw.jpeg"><img class="aligncenter wp-image-5952 " src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/updatersw.jpeg" alt="updatersw" width="569" height="406" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">3) Verificare gli aggiornamenti, quindi dalla dashboard cercare &#8220;Aggiornamenti Software&#8221;, attendere e dopo verrà notificato che l&#8217;ultima versione di Ubuntu è disponibile e chiederà di aggiornare, quindi premete &#8220;Aggiorna&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">4) Ecco una &#8220;piccolissima&#8221; documentazione in inglese, clicchiamo su Esegui Avanzamento</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/licenceacct.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5953" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/licenceacct.jpeg" alt="licenceacct" width="612" height="540" /></a>Attendiamo il download delle nuove versioni e del SO&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/downloading.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5955" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/downloading.jpeg" alt="downloading" width="385" height="319" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scaricato l&#8217;aggiornamento installiamo quanto scaricato!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/avanzamento_versione.jpeg"><img class="aligncenter wp-image-5956" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/avanzamento_versione.jpeg" alt="avanzamento_versione" width="469" height="518" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto per il <strong>Metodo 1</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Metodo 2: Installazione pulita o upgrade da CD</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per installare la nuova versione di Ubuntu si può anche scegliere di scaricare l&#8217;immagine ISO e montarla su una pendrive USB come bootable, per farla partire su PC.</p>
<p style="text-align: justify;">Per scaricare la ISO della nuova versione del SO cliccate <a href="http://ubuntu.it/download">qui</a> e configurate la vostra versione, dopo cliccate su Avvia Download!</p>
<p style="text-align: justify;">Per montare la ISO su USB vi rimandiamo alla nostra <a href="/guida-installare-ubuntu-13-10-da-usb-dual-boot">guida  </a>che spiega anche come installare Ubuntu in dual-boot con Windows (valido anche per 14.10)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Guida] Backup EFS e ripristino</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-backup-efs</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-backup-efs#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 17:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[Backup]]></category>
		<category><![CDATA[efs]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Ripristino]]></category>
		<category><![CDATA[Xiaomi MI2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5907</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il modding è bello finché tutto va bene. Sembrerà complicato le prime volte, ma dopo aver imparato a flashare la prima custom recovery, rom o kernel che sia, sarà una passeggiata; però ciò non significa che non possono verificarsi comunque problemi, anche gravi talvolta. Basta infatti una rom danneggiata &#8211; magari per un download andato male &#8211; o un kernel non compatibile o peggio ancora una rom di un altro terminale per andare in contro a problemi indesiderati.</p>
<p style="text-align: justify;">Salta e vai direttamente alla guida Samsung &#8211; LG &#8211; Xiaomi</p>
<p style="text-align: justify;">Errore: nel migliore dei casi, la ROM non viene installata e fin qui tutto bene, non è successo nulla. Basta scaricare nuovamente la ROM e in ogni caso assicurarsi PRIMA che il file MD5 checksum del file scaricato sia uguale.</p>
<p style="text-align: justify;">Soft brick: uno dei problemi più comuni è quello di soft brick che relativamente non è un grosso problema, ma più una scocciatura di una possibile perdita di dati. Si riconosce perché all&#8217;avvio, il telefono rimane fisso sul logo del telefono o della rom: bootloop. Basta avere un&#8217;immagine del backup &#8211; ovviamente fatto prima &#8211; da ripristinare e per questo vi mando alla guida del Nandroid Backup. In caso contrario è sufficiente effettuare un wipe data o flashare nuovamente il file della ROM installata</p>
<p style="text-align: justify;">Hard brick: è un problema più grave del soft brick perché c&#8217;è il rischio che il terminale non si accenda più. Tuttavia, se si ha un po&#8217; di fortuna, se il terminale viene riconosciuto dal PC si trova sempre un modo per recuperarlo e per molti smartphone si trovano tante guide sul web. Addirittura per determinati modelli ci sono guide per risvegliarlo anche se questo non da più alcun segno di vita. Nel peggiore dei casi bisogna ricorrere all&#8217;assistenza e molto probabilmente il guasto non verrà riconosciuto in garanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Corruzione /efs: per quanto mi riguarda è la cosa peggiore che possa capitare. Se durante il flash viene toccata la partizione che contiene questi file, con conseguente alterazione o eliminazione, si rischia di avere un telefono inutilizzabile: privo di IMEI e quindi rete, WiFi e bluetooth. In questa partizione troviamo quindi file unici che identificano ogni singolo telefono.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un caso raro ma purtroppo può succedere da un momento all&#8217;altro, quindi vediamo come effettuare un backup di questi file. È ovvio che sono necessari i permessi di root, anche perché senza di essi è impossibile che i file vengano eliminati/corrotti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Guida backup efs</p>
<p style="text-align: justify;">Il procedimento cambia da dispositivo a dispositivo e ci sono più modi per farlo, soprattutto quanto riguarda device Samsung. Io spiegherò solo due metodi, che per me sono i più semplici e immediati ma allo stesso tempo sicuri, ovvero quello da recovery e quello da terminale. Il primo probabilmente funzionerà solo su un determinato numero di telefoni, il secondo funzionerà sulla maggior parte, ma attenzione perché per ogni dispositivo il percorso da eseguire sarà differente.</p>
<p>&#160;</p>
<p>1. Backup efs da recovery</p>
<p style="text-align: justify;">Una custom recovery mette a disposizione molti più tool e opzioni che facilitano l&#8217;utilizzo e la gestione del terminale. Nella recovery Philz, [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-backup-efs">[Guida] Backup EFS e ripristino</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il modding è bello finché tutto va bene. Sembrerà complicato le prime volte, ma dopo aver imparato a flashare la prima custom recovery, rom o kernel che sia, sarà una passeggiata; però ciò non significa che non possono verificarsi comunque problemi, anche gravi talvolta. Basta infatti una rom danneggiata &#8211; magari per un download andato male &#8211; o un kernel non compatibile o peggio ancora una rom di un altro terminale per andare in contro a problemi indesiderati.</p>
<p style="text-align: justify;">Salta e vai direttamente alla guida <a href="#samsung">Samsung</a> &#8211; <a href="#lg">LG</a> &#8211; <a href="#xiaomi">Xiaomi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Errore:</b> nel migliore dei casi, la ROM non viene installata e fin qui tutto bene, non è successo nulla. Basta scaricare nuovamente la ROM e in ogni caso assicurarsi PRIMA che il file <strong>MD5 checksum </strong>del file scaricato sia uguale.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Soft brick: </b>uno dei problemi più comuni è quello di <strong>soft brick </strong>che relativamente non è un grosso problema, ma più una scocciatura di una possibile perdita di dati. Si riconosce perché all&#8217;avvio, il telefono rimane fisso sul logo del telefono o della rom: <strong>bootloop</strong>. Basta avere un&#8217;immagine del backup &#8211; ovviamente fatto prima &#8211; da ripristinare e per questo vi mando alla guida del <a title="Guida Nandroid Backup" href="/guida-nandroid-backup" target="_blank">Nandroid Backup</a>. In caso contrario è sufficiente effettuare un wipe data o flashare nuovamente il file della ROM installata</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hard brick</strong>: è un problema più grave del soft brick perché c&#8217;è il rischio che il terminale non si accenda più. Tuttavia, se si ha un po&#8217; di fortuna, se il terminale viene riconosciuto dal PC si trova sempre un modo per recuperarlo e per molti smartphone si trovano tante guide sul web. Addirittura per determinati modelli ci sono guide per risvegliarlo anche se questo non da più alcun segno di vita. Nel peggiore dei casi bisogna ricorrere all&#8217;assistenza e molto probabilmente il guasto non verrà riconosciuto in garanzia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corruzione /efs</strong>: per quanto mi riguarda è la cosa peggiore che possa capitare. Se durante il flash viene toccata la partizione che contiene questi file, con conseguente alterazione o eliminazione, si rischia di avere un telefono inutilizzabile: privo di IMEI e quindi rete, WiFi e bluetooth. In questa partizione troviamo quindi file <strong>unici</strong> che identificano ogni singolo telefono.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un caso raro ma purtroppo può succedere da un momento all&#8217;altro, quindi vediamo come effettuare un backup di questi file. È ovvio che sono necessari i permessi di root, anche perché senza di essi è impossibile che i file vengano eliminati/corrotti.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a id="samsung"></a></p>
<h2>Guida backup efs</h2>
<p style="text-align: justify;">Il procedimento cambia da dispositivo a dispositivo e ci sono più modi per farlo, soprattutto quanto riguarda device <strong>Samsung</strong>. Io spiegherò solo due metodi, che per me sono i più semplici e immediati ma allo stesso tempo sicuri, ovvero quello da recovery e quello da terminale. Il primo probabilmente funzionerà solo su un determinato numero di telefoni, il secondo funzionerà sulla maggior parte, ma attenzione perché per ogni dispositivo <strong>il percorso da eseguire sarà differente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>1. Backup efs da recovery</h3>
<p style="text-align: justify;">Una custom recovery mette a disposizione molti più tool e opzioni che facilitano l&#8217;utilizzo e la gestione del terminale. Nella recovery Philz, per esempio, troviamo un&#8217;opzione molto utile e rapida per creare un backup al volo, ecco come:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>riavviare in recovery</li>
<li>scegliere <em>backup and restore</em></li>
<li>scegliere <em>custom backup and restore</em>, quindi <em>custom backup job</em></li>
<li>a questo punto selezionare SOLTANTO <em>Backup efs</em> e scegliere <em>Start custom backup and restore</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Il backup verrà salvato nella cartella <em>clockworkmod/custom_backup/.efs_backup</em>. È consigliato salvare il backup in un luogo sicuro</p>
<p style="text-align: justify;">Il ripristino ha lo stesso procedimento con la differenza che bisognerà scegliere <em>restore</em> al posto di backup. <span style="text-decoration: underline;">Molto probabilmente, il procedimento funzionerà solo su device Samsung.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>2. Backup efs da terminale</h3>
<p>Per effettuare il backup da un terminale (o con ADB) è necessario installarne uno dal <a title="terminale play store" href="https://play.google.com/store/search?q=terminale&amp;c=apps&amp;hl=it" target="_blank">play store</a> a meno che la vostra rom non ne abbia uno preinstallato (come la CM). Dopo basta avviarlo ed eseguire i seguenti comandi:</p>
<h4>2.1 Backup efs dispositivi Samsung</h4>
<h5>Backup</h5>
<pre>su
busybox tar zcvf /sdcard/efs-backup.tar.gz /efs</pre>
<h5></h5>
<h5>Ripristino</h5>
<pre>su
busybox tar zxvf /sdcard/<strong>NOMEBACKUP</strong>.tar.gz -C /</pre>
<p>dove <strong>NOMEBACKUP </strong>è il nome del vostro backup. E&#8217; necessario <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=stericson.busybox&amp;hl=it" target="_blank">busybox</a></p>
<h4 style="padding-left: 30px;">2.1.1 Alternativa dispositivi Samsung</h4>
<h5 style="padding-left: 30px;">Backup</h5>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>su memoria interna</strong></p>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/dev/block/mmcblk0p3 of=/storage/sdcard/efs.img bs=4096</pre>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>su memoria esterna</strong></p>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/dev/block/mmcblk0p3 of=/storage/extSdCard/efs.img bs=4096</pre>
<h5 style="padding-left: 30px;"></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;">Ripristino</h5>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>da memoria interna</strong></p>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/storage/sdcard/efs.img of=/dev/block/mmcblk0p3 bs=4096</pre>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>da memoria esterna</strong></p>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/storage/extSdCard/efs.img of=/dev/block/mmcblk0p3 bs=4096</pre>
<p>&nbsp;</p>
<h4>2.2 (LG) Backup efs LG Optimus G</h4>
<h5>Backup</h5>
<pre>su
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs1 of=/sdcard/m9kefs1.img
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs2 of=/sdcard/m9kefs2.img
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs3 of=/sdcard/m9kefs3.img</pre>
<h5>Ripristino</h5>
<pre>su
dd if=/sdcard/m9kefs1.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs1
dd if=/sdcard/m9kefs2.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs2
dd if=/sdcard/m9kefs3.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs3</pre>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="padding-left: 30px;">2.2.1 Backup efs LG G2, G3</h4>
<h5 style="padding-left: 30px;">Backup</h5>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/modemst1 of=/sdcard/modemst1.img
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/modemst2 of=/sdcard/modemst2.img</pre>
<h5 style="padding-left: 30px;">Ripristino</h5>
<pre style="padding-left: 30px;">su
dd if=/sdcard/modemst1.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/modemst1
dd if=/sdcard/modemst2.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/modemst2</pre>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Backup efs Xiaomi Mi2</h4>
<h5><strong>Backup</strong></h5>
<pre>su
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs1 of=/sdcard/m9kefs1.img
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs2 of=/sdcard/m9kefs2.img
dd if=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs3 of=/sdcard/m9kefs3.img</pre>
<h5>Ripristino</h5>
<pre>su
dd if=/sdcard/m9kefs1.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs1
dd if=/sdcard/m9kefs2.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs2
dd if=/sdcard/m9kefs3.img of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/m9kefs3</pre>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">I file che andiamo a &#8216;backuppare&#8217; sono i file importanti che identificano l&#8217;IMEI, il modem, il BT. La guida è stata scritta in base ai dispositivi che maggiormente sono esposti a questo rischio, in particolar modo i Samsung.<br />
Ciò che è consigliato è di <strong>non copiare assolutamente i file tramite un file explorer</strong>, perché i file perderebbero dati importanti.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Comandi</h4>
<p style="text-align: justify;">I comandi si possono anche eseguire da pc tramite ADB, eseguendo <em>adb shell</em> prima dei comandi esposti sopra. Il comando <em>su</em> è usato per ottenere i permessi di root. Infine <a title="dd Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dd_(Unix)" target="_blank"><em>dd</em></a> serve per scrivere file in blocchi e di conseguenza <i>if=file</i> è il nome del file dal quale prendere i dati e <em>of=file </em>è il file sul quale scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il rischio su altri dispositivi sia basso, è possibile creare un backup efs con i comandi appena spiegati sostituendo opportunamente la radice e la destinazione del file. È possibile controllare la posizione del file con un comune file explorer. Per un eventuale chiarimento, non esitate a chiedere!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ottimizzare Nexus 7 con il Modding</title>
		<link>http://www.inthebit.it/ottimizzare-nexus-7-modding</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/ottimizzare-nexus-7-modding#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 12:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Nexus 7]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[ROM]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5528</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era l&#8217;ormai lontano 2012 quando Google lanciò il primo Nexus in versione tablet, il Nexus 7, che ancora adesso riesce a competere con molti dei tablet in commercio, ma diciamocela tutta: il peso degli anni inizia a sentirsi durante l&#8217;uso quotidiano, microlag, applicazioni che si avviano con qualche secondo di troppo ed altri piccoli aspetti che potrebbero infastidire chi ricerca la fluidità massima.Non dimentichiamoci però che quello che abbiamo tra le mani è comunque un Nexus, e come tale, basterà un pò di modding per renderlo più prestante della maggiorparte dei tablet che troverete domani sugli scaffali del Mediaworld </p>
<p>TEORIA- Quali operazioni andremo ad effettuare?</p>
<p>Installazione di una Rom che esalti le prestazioni e non appesantisca troppo il Nexus 7, nello specifico la Purity basata su Android 4.4.4, una rom essenziale, con poche funzionalità aggiuntive rispetto ad Android Stock ma più reattiva.<br />
Installazione di un Kernel che sfrutti a dovere l&#8217;hardware del Nexus 7, ho scelto dopo varie prove l&#8217; M-Kernel che oltre ad innumerevoli funzionalità come ad esempio il Touch To Wake effettuerà in automatico l&#8217;overclock della GPU portando la frequenza da 416Mhz a 446Mhz. con l&#8217;installazione dell&#8217;M-kernel il Benchmark Antutu è passato da circa 16000 ad oltre 21000!</p>
<p>Passiamo adesso alla parte pratica.</p>
<p>Ricordo che queste operazioni possono danneggiare il vostro terminale, non mi assumo alcuna responsabilità per eventuali danni o malfunzionamenti. Questa guida è riferita al Nexus 7 2012 e NON alla versione 2013!!<br />
REQUISITI:</p>
<p>NB: Dopo svariate ricerche non ho trovato una versione della ROM Purity per il Nexus 7 Tilapia (La versione WIFI+3G), quindi i seguenti passaggi sono validi solo per Nexus 7 Grouper (la versione solo WIFI).</p>
<p>Nexus 7 aggiornato alla versione 4.4 di Android<br />
Backup completo perchè perdere tutti i vostri dati<br />
Nexus 7 sbloccato (con Recovery Custom, io utilizzo la TWRP) &#124; Guida Sblocco Nexus 7 <br />
File ROM Purity (scegliete l&#8217;ultima versione rilasciata) &#124; Download Purity-ROM<br />
File GAPPS &#124; Download GAPPS<br />
File M-Kernel &#124; Download M-Kernel-a69 (MD5sum: &#8220;1a012a693c567105582386addc766a63&#8243;)</p>
<p>PROCEDIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">controllate sempre il codice MD5sum per verificare l&#8217;integrità del file scaricato, successivamente trasferite il file di ROM, GAPPS e Kernel nella memoria interna del Nexus 7 (es. cartella Download) e riavviate in Recovery.</p>
<p>Come prima operazione, verificate che i file appena trasferiti nel Nexus 7 siano accessibili dalla Recovery: selezionate &#8220;Install&#8221; e cercate fra le cartelle della memoria interna i 2 file di ROM e Kernel, una volta trovati tornate indietro alla schermata iniziale della recovery e iniziamo con il modding!<br />
Dalla schermata principale della Recovery selezionate Wipe &#8211;&#62; Advanced Wipe e dalla lista selezionate: &#8220;Dalvik cache&#8220;, &#8220;System&#8220;, &#8220;Cache&#8221; e &#8220;Data&#8221; questa operazione eliminerà ogni traccia della vecchia ROM. ATTENZIONE! NON SELEZIONARE &#8220;INTERNAL STORAGE&#8221;!! se lo farete verrà formattata la memoria interna, e vi ritroverete senza Android e senza file da poter installare che significa Brick del Nexus 7<br />
dalla schermata iniziale della recovery selezionare &#8220;Install&#8221; e installate il File zip della Rom Purity<br />
Selezionare nuovamente &#8220;install&#8221; e questa volta installare il file zip le GAPPS<br />
Selezionare nuovamente &#8220;Install&#8221; e installare il file zip del Kernel<br />
Riavviate e godetevi il Nexus 7.</p>
<p style="text-align: justify;">LEGGI QUESTO SUGGERIMENTOPer sfruttare appieno le caratteristiche [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/ottimizzare-nexus-7-modding">Ottimizzare Nexus 7 con il Modding</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era l&#8217;ormai lontano 2012 quando Google lanciò il primo Nexus in versione tablet, il Nexus 7, che ancora adesso riesce a competere con molti dei tablet in commercio, ma diciamocela tutta: il peso degli anni inizia a sentirsi durante l&#8217;uso quotidiano, microlag, applicazioni che si avviano con qualche secondo di troppo ed altri piccoli aspetti che potrebbero infastidire chi ricerca la fluidità massima.Non dimentichiamoci però che quello che abbiamo tra le mani è comunque un Nexus, e come tale, basterà un pò di modding per renderlo più prestante della maggiorparte dei tablet che troverete domani sugli scaffali del Mediaworld <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">TEORIA- Quali operazioni andremo ad effettuare?</h3>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Installazione di una Rom che esalti le prestazioni e non appesantisca troppo il Nexus 7, nello specifico la Purity basata su Android 4.4.4, una rom essenziale, con poche funzionalità aggiuntive rispetto ad Android Stock ma più reattiva.</li>
<li style="text-align: justify;">Installazione di un Kernel che sfrutti a dovere l&#8217;hardware del Nexus 7, ho scelto dopo varie prove l&#8217; M-Kernel che oltre ad innumerevoli funzionalità come ad esempio il Touch To Wake effettuerà in automatico l&#8217;overclock della GPU portando la frequenza da 416Mhz a 446Mhz. con l&#8217;installazione dell&#8217;M-kernel il Benchmark Antutu è passato da circa 16000 ad oltre 21000!</li>
</ol>
<p>Passiamo adesso alla parte pratica.</p>
<div class="alert alert-dismissable alert-warning">Ricordo che queste operazioni possono danneggiare il vostro terminale, non mi assumo alcuna responsabilità per eventuali danni o malfunzionamenti. Questa guida è riferita al Nexus 7 2012 e NON alla versione 2013!!</div>
<h3><strong>REQUISITI:</strong></h3>
<p>NB: Dopo svariate ricerche non ho trovato una versione della ROM Purity per il Nexus 7 Tilapia (La versione WIFI+3G), quindi<strong> i seguenti passaggi sono validi solo per Nexus 7 Grouper (la versione solo WIFI).</strong></p>
<ul>
<li>Nexus 7 aggiornato alla versione 4.4 di Android</li>
<li>Backup completo perchè perdere tutti i vostri dati</li>
<li>Nexus 7 sbloccato (con Recovery Custom, io utilizzo la TWRP) | <strong><a title="Root e Recovery Nexus 7 2012 [Android 4.4] [No Toolkit]" href="/root-e-recovery-nexus-7-2012-android-4-4-toolkit" target="_blank">Guida Sblocco Nexus 7 </a></strong></li>
<li>File ROM Purity (scegliete l&#8217;ultima versione rilasciata) | <a href="http://htcfanboys.com/download/DariosF/index.php?action=list&amp;folder=6954" target="_blank"><strong>Download Purity-ROM</strong></a></li>
<li>File GAPPS | <strong><a title="Download GAPPS [mini, micro, full, ..] Android 4.4.x" href="/download-gapps" target="_blank">Download GAPPS</a></strong></li>
<li>File M-Kernel | <a href="https://mega.co.nz/#!JkUznL6T!u-NOoJXZpuI7qiX41WLOY0SRyplCEb09B3jRTuMjd0Q" target="_blank"><strong>Download M-Kernel-a69</strong></a> (MD5sum: &#8220;1a012a693c567105582386addc766a63&#8243;)</li>
</ul>
<h3>PROCEDIMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">controllate sempre il codice MD5sum per verificare l&#8217;integrità del file scaricato, successivamente<strong> trasferite il file</strong> di <strong>ROM</strong>, <strong>GAPPS</strong> e <strong>Kernel</strong> nella <strong>memoria interna</strong> del Nexus 7 (es. cartella Download) e riavviate in Recovery.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Come prima operazione, verificate che i file appena trasferiti nel Nexus 7 siano accessibili dalla Recovery: selezionate &#8220;<strong>Install</strong>&#8221; e cercate fra le cartelle della memoria interna i 2 file di ROM e Kernel, una volta trovati tornate indietro alla schermata iniziale della recovery e iniziamo con il modding!</li>
<li style="text-align: justify;">Dalla schermata principale della Recovery selezionate <strong>Wipe &#8211;&gt; Advanced Wipe</strong> e dalla lista selezionate: &#8220;<strong>Dalvik cache</strong>&#8220;, &#8220;<strong>System</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Cache</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Data</strong>&#8221; questa operazione eliminerà ogni traccia della vecchia ROM. <span style="text-decoration: underline;"><strong>ATTENZIONE! NON SELEZIONARE &#8220;INTERNAL STORAGE&#8221;!!</strong></span> se lo farete verrà formattata la memoria interna, e vi ritroverete senza Android e senza file da poter installare che significa Brick del Nexus 7</li>
<li style="text-align: justify;">dalla schermata iniziale della recovery selezionare &#8220;<strong>Install</strong>&#8221; e installate il File zip della <strong>Rom Purity</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Selezionare nuovamente &#8220;<strong>install</strong>&#8221; e questa volta installare il file zip le <strong>GAPPS</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Selezionare nuovamente &#8220;<strong>Install</strong>&#8221; e installare il file zip del <strong>Kernel</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Riavviate e godetevi il Nexus 7.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><div class="panel-group"><div class="panel panel-default"><div class="panel-heading"><h3 class="panel-title"><a class="no-scroll" data-toggle="collapse" href="#toggle_0_1700740354">LEGGI QUESTO SUGGERIMENTO</a></h3></div><div id="toggle_0_1700740354" class="panel-collapse collapse "><div class="panel-body">Per sfruttare appieno le caratteristiche del nuovo Kernel come ad esempio l'attivazione della funzionalità TouchToWake (risvegliare il tablet con il doppio tocco sullo schermo), scaricate l'applicazione TricksterMod dal PlayStore:</p>
<p style="text-align: justify;"><br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.bigeyes0x0.trickstermod" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.bigeyes0x0.trickstermod.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.bigeyes0x0.trickstermod" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">Trickster MOD Kernel Settings</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">Team Trickster</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 92.4264144897461%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.bigeyes0x0.trickstermod" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br /></p>
<p style="text-align: justify;">TricksterMod è un'app che si occupa di gestire le funzionalità del Kernel.</p>
</div></div></div></div></p>
<p>Spero che la guida sia stata di vostro gradimento, se incontrate difficoltà durante il procedimento scrivetelo nei commenti.</p>
<p><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5545" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity.jpg" alt="nexus7-purity" width="300" height="480" /></a><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity2.jpg"><img class="alignright wp-image-5546 size-full" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity2.jpg" alt="nexus7-purity2" width="300" height="480" /></a></p>
<p><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity1.jpg"><img class="alignleft wp-image-5547 size-full" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/nexus7-purity1.jpg" alt="nexus7-purity1" width="300" height="480" /></a><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/10/Nexus7-antutu.jpg"><img class="alignright wp-image-5548 size-full" src="/WP/wp-content/uploads/2014/10/Nexus7-antutu.jpg" alt="Nexus7-antutu" width="300" height="480" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come flashare una custom ROM su THL T11 con SP FLASH TOOL</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-flashare-una-custom-rom-su-thl-t11-con-sp-flash-tool</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-flashare-una-custom-rom-su-thl-t11-con-sp-flash-tool#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 07:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ChiaraGI]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[thl t11]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5197</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Salve, rieccomi qui per parlarvi ancora di modding. </p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta ci occupiamo di uno smartphone e precisamente del recente THL T11, un telefono della casa cinese THL basato su processore octacore MTK 6592 ma, per quanto riguarda le caratteristiche e le recensioni del prodotto, vi rimando alla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo grado, come i malati di modding sanno, occorre rootare il telefono ed inserirvi una CWM per poter dare il via al gioco&#8230;Nel mio caso, dopo aver installato i classici driver da PDAnet , ho provato svariate volte ad effettuare il root con i classici programmi che tutti noi conosciamo come FRAMAROOT ( QUI allego il link alla nostra pagina sul programma), ZHUODASHI, ROOT GENIUS etc. ma non sono riuscita  a fare nulla di nulla.<br />
Intendiamoci, non è detto che a voi non riesca, anzi&#8230;io in questo articolo vi racconto la mia esperienza e quindi, anche le cose che non sono andate a buon fine!</p>
<p style="text-align: justify;">Per ovviare a questo problema (che avrebbe influenzato tutte le azioni a venire, poiché senza root non si fa nulla&#8230;) ho scelto un&#8217;altra strada, ho usato SP FLASH TOOL per flashare una custom rom, identica alla stock ma già rootata e con CWM! Procedura assai comoda per avere tutto quello che cerchiamo, in un sol botto!</p>
<p>Per prima cosa abbiamo detto di scaricare i driver con PDanet, QUI il link ad una mia vecchia guida dove spiego come usare il programma.<br />
Secondo, scaricare SP FLASH TOOL &#8230; io ho usato l&#8217;ultima versione, la 5.<br />
Dopodiché andremo a scaricarci la ROM, andando su NEEDROM, nella sezione per il THL T11 e scaricando la ROM THL T11 Fix  THL_T11_140401_MNSop.cz</p>
<p>
<p class="wp-caption-text">Needrom</p>
<p> Entrambi i file sono pacchetti RAR che dovrete quindi scompattare in 2 cartelle sul desktop, per comodità.<br />
Aprite la cartella di SP F.TOOL e installate il file flash_tool Applicazione, vi verrà chiesta l&#8217;autorizzazione, date l&#8217;ok e si aprirà la finestra del programma.</p>
<p>
<p class="wp-caption-text">SP Flash Tool</p>
<p>Adesso aprite la cartella della ROM e controllate che ci sia il file MT6592_Android_scatter e tutti quelli che vedete nell&#8217;immagine sottostante.</p>
<p class="wp-caption-text">Rom scompattata</p>
<p>Cominciamo la procedura di flash&#8230; attenzione a non sbagliare perché la gestione del telefono è un po&#8217; macchinosa!<br />
Attivate la modalità debug e spegnete il telefono.<br />
Tornate sulla applicazione di SP F.T e controllate che nella finestrella in alto (Download Agent) si sia pre-caricato il file MTK_AllInOne_DA, lo dovrebbe fare in automatico ma se così non fosse, tappate su Download Agent e caricatelo dalla cartella scompattata di SP F.T.<br />
Nello spazio sottostante (Scatter-loading) caricate il file MT6592_Android_scatter.txt dalla cartella scompattata della ROM.</p>
<p>
<p class="wp-caption-text">Finestra del programma SP F.Tool</p>
<p>Adesso siete pronti&#8230; avete il telefono spento, staccate la batteria per qualche secondo, poi rimettetela al suo posto ma lasciate il telefono spento per tutta la durata della procedura di flash! Tappate sulla freccia verde Download e solo allora collegate il telefono spento alla USB del PC.<br />
Prima tappate su Download e POI attaccate il telefono al PC! E&#8217; molto importante rispettare i tempi.<br />
Vedrete il programma lavorare, aspettate che tutto sia finito, deve apparirvi un cerchietto verde al centro dello schermo e solo allora staccate il cavo USB e accendete il telefono. </p>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa procedura vi ritroverete [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-flashare-una-custom-rom-su-thl-t11-con-sp-flash-tool">Come flashare una custom ROM su THL T11 con SP FLASH TOOL</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Salve, rieccomi qui per parlarvi ancora di <strong>modding. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta ci occupiamo di uno smartphone e precisamente del recente <strong>THL T11, </strong>un telefono della casa cinese THL basato su processore octacore MTK 6592 ma, per quanto riguarda le caratteristiche e le recensioni del prodotto, vi rimando alla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo grado, come i malati di<strong> modding</strong> sanno, occorre <strong>rootare</strong> il telefono ed inserirvi una <strong>CWM </strong>per poter dare il via al gioco&#8230;Nel mio caso, dopo aver installato i classici <strong>driver </strong>da<strong> <a href="http://pdanet.co/" target="_blank">PDAnet</a></strong> , ho provato svariate volte ad effettuare il<strong> root </strong>con i classici programmi che tutti noi conosciamo come <strong>FRAMAROOT </strong>( <strong><a href="/framaroot-root-android-senza-pc" target="_blank">QUI</a></strong> allego il link alla nostra pagina sul programma), <strong>ZHUODASHI</strong>, <strong>ROOT GENIUS</strong> etc. ma non sono riuscita  a fare nulla di nulla.<br />
Intendiamoci, non è detto che a voi non riesca, anzi&#8230;io in questo articolo vi racconto la mia esperienza e quindi, anche le cose che non sono andate a buon fine!</p>
<p style="text-align: justify;">Per ovviare a questo problema (che avrebbe influenzato tutte le azioni a venire, poiché senza<strong> root</strong> non si fa nulla&#8230;) ho scelto un&#8217;altra strada, ho usato<strong> SP FLASH TOOL </strong>per flashare una <strong>custom rom</strong>, identica alla stock ma già<strong> rootata</strong> e con <strong>CWM</strong>! Procedura assai comoda per avere tutto quello che cerchiamo, in un sol botto!</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Per prima cosa abbiamo detto di scaricare i <strong>driver</strong> con PDanet, <strong><a href="/guida-per-ottenere-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-su-windows-xp" target="_blank">QUI</a> </strong>il link ad una mia vecchia guida dove spiego come usare il programma.</li>
<li style="text-align: justify;">Secondo, scaricare <strong><a href="http://androidxda.com/smart-phone-flash-tool" target="_blank">SP FLASH TOOL </a></strong>&#8230; io ho usato l&#8217;ultima versione, la 5.</li>
<li style="text-align: justify;">Dopodiché andremo a scaricarci la<strong> ROM</strong>, andando su <strong><a href="http://www.needrom.com/phone-roms/thl/" target="_blank">NEEDROM</a></strong>, nella sezione per il THL T11 e scaricando la<strong><strong> ROM THL T11 Fix  THL_T11_140401_MNSop.cz</strong></strong>
<p><div id="attachment_5200" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t114.jpg"><img class="wp-image-5200" src="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t114.jpg" alt="thl-t11" width="400" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Needrom</p></div></li>
<li style="text-align: justify;"> Entrambi i file sono pacchetti <strong>RAR </strong>che dovrete quindi scompattare in 2 cartelle sul desktop, per comodità.</li>
<li style="text-align: justify;">Aprite la cartella di <strong>SP F.TOOL </strong>e installate il file<strong> flash_tool Applicazione,</strong> vi verrà chiesta l&#8217;autorizzazione, date l&#8217;ok e si aprirà la finestra del programma.
<p><div id="attachment_5203" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t11-2.jpg"><img class="wp-image-5203" src="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t11-2.jpg" alt="thl t11 " width="400" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">SP Flash Tool</p></div></li>
<li style="text-align: justify;">Adesso aprite la cartella della <strong>ROM </strong>e controllate che ci sia il file<strong> MT6592_Android_scatter </strong>e tutti quelli che vedete nell&#8217;immagine sottostante.</li>
</ul>
<div id="attachment_5204" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-5204" src="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t11-3.jpg" alt="thl-t11" width="400" height="225" /><p class="wp-caption-text">Rom scompattata</p></div>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Cominciamo la procedura di flash&#8230; attenzione a non sbagliare perché la gestione del telefono è un po&#8217; macchinosa!<br />
Attivate la modalità<strong> debug </strong>e spegnete il telefono.</li>
<li style="text-align: justify;">Tornate sulla applicazione di <strong>SP F.T</strong> e controllate che nella finestrella in alto (<strong>Download Agent</strong>) si sia pre-caricato il file <strong>MTK_AllInOne_DA, </strong>lo dovrebbe fare in automatico ma se così non fosse, tappate su Download Agent e caricatelo dalla cartella scompattata di <strong>SP F.T</strong>.<br />
Nello spazio sottostante (<strong>Scatter-loading</strong>) caricate il file <strong>MT6592_Android_scatter.txt </strong>dalla cartella scompattata della <strong><strong>ROM.</strong></strong></p>
<p><div id="attachment_5207" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t111.jpg"><img class="wp-image-5207" src="/WP/wp-content/uploads/2014/07/thl-t111.jpg" alt="thl-t11" width="400" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Finestra del programma SP F.Tool</p></div></li>
<li style="text-align: justify;">Adesso siete pronti&#8230; avete il telefono spento, staccate la batteria per qualche secondo, poi rimettetela al suo posto ma<strong> lasciate il telefono spento per tutta la durata della procedura di flash! </strong>Tappate sulla freccia verde <strong>Download </strong>e <strong>solo allora collegate il telefono spento alla USB del PC.<br />
Prima tappate su Download e POI attaccate il telefono al PC! </strong>E&#8217; molto importante rispettare i tempi.</li>
<li style="text-align: justify;">Vedrete il programma lavorare, aspettate che tutto sia finito, deve apparirvi un cerchietto verde al centro dello schermo e <strong>solo allora staccate il cavo USB e accendete il telefono. </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa procedura vi ritroverete il telefono esattamente con la stessa<strong> ROM</strong> (perché è una versione<strong> FIX</strong> della stock <strong>ROM</strong>) ma <strong>rootato</strong> e dotato di <strong>CWM. </strong>Da questo momento potete installare tutte le<strong> custom ROM</strong> che volete e per fortuna, pur essendo uno smartphone molto recente, avete già svariate possibilità tra cui la <strong>MIUI.<br />
Ricordatevi che con SP FLASH TOOL potete &#8220;rianimare&#8221; il telefono in svariate situazioni all&#8217;apparenza drammatiche&#8230; </strong>Ad esempio io consiglio di tenere cara questa <strong>ROM, </strong>in modo da avere sempre uno scoglio sicuro a cui attaccarsi se le cose dovessero andare male durante i vostri esperimenti di <strong>modding.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come ultima cosa vi lascio un link,<strong> <a href="https://www.dropbox.com/s/b11e8ie4odhl3d8/MT65XX%20USB%20VCOM%20drivers.zip" target="_blank">VCOM</a><a href="https://www.dropbox.com/s/b11e8ie4odhl3d8/MT65XX%20USB%20VCOM%20drivers.zip" target="_blank"> drivers</a>, </strong>dove troverete altri <strong>drivers </strong>per <strong>SP F.T </strong>se quelli descritti non dovessero bastare. Per quanto riguarda me e la mia esperienza non ce n&#8217;è stato bisogno ma conoscendo la moltitudine di variabili in queste situazione, ve lo metto lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buon modding!</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>CyanogenMod 11 con Double Tap To Wake su Nexus 4</title>
		<link>http://www.inthebit.it/cyanogenmod-11-double-tap-to-wake-nexus-4</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/cyanogenmod-11-double-tap-to-wake-nexus-4#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 16:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[ClockworkMod]]></category>
		<category><![CDATA[CyanogenMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[KitKat]]></category>
		<category><![CDATA[Nexus 4]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Wipe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4771</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo aver recensito la Rastakat Rom in questo articolo, torniamo oggi ad interessarci del Nexus 4 e di un&#8217;altra fantastica Rom rilasciata pochi giorni fa: la CyanogenMod 11 Snapshot M6.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo rilascio, il team Cyanogen rispolvera le qualità che l&#8217;hanno contraddistinto nel panorama Android,  messe alla prova dai bugs della precedente versione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Leggi anche:</p>
<p>Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti.<br />
Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: oggi si parla di personalizzazione.<br />
Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti.<br />
Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi si parla di sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La fluidità è massima, i lag assenti e come in ogni Cyano, la semplicità grafica nasconde in realtà funzionalità davvero utili:</p>
<p>Possibilità di personalizzare l&#8217;interfaccia grafica tramite temi appositi.<br />
SMS criptati direttamente dalla ROM senza la necessità di ulteriori applicazioni.<br />
Gestione dell&#8217;audio avanzata grazie a DSP Manager.<br />
Permessi di root abilitati di default.<br />
Gestione dei permessi applicazioni avanzata grazie a Privacy Guard.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono solo alcune delle caratteristiche di qualità implementate dagli sviluppatori che offrono agli utenti ampie possibilità di personalizzazione grafiche, ottimizzazione delle prestazioni con particolare attenzione alla sicurezza.</p>
<p>Installazione Cyanogenmod 11 Nexus 4</p>
<p style="text-align: justify;">Per installare la CM11 sul Nexus 4 devi prima installare una custom recovery (consigliata la CWM) se non l&#8217;hai ancora fatto leggi questo articolo che ti mostrerà come fare.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa guida verrà installato anche il kernel Hells Core che implementa una gestione completa delle performance e il double tap to wake.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver installato il kernel il risultato ottenuto dal benchmark Antutu è 21006 contro i 20140 ottenuti con il kernel stock.</p>
<p>Scarica la CM11 per Nexus 4 (scegli la versione con nome in codice mako) &#124; Link Download<br />
Scarica le Gapps (scegliere versione CM11) &#124; Link Download<br />
Kernel Hells Core (versione b46 t4) &#124; Download<br />
[MD5 sum: 84749068bb7e0395ea7e8576e7854b28]</p>
<p style="text-align: justify;">Trasferisci i file nella memoria interna (ad esempio nella cartella Download) e riavvia in recovery (con la recovery TWRP  sono state dichiarate alcune incompatibilità quindi utilizza la CWM).</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso effettua un Wipe completo del sistema:</p>
<p>Wipe Data/Factory reset<br />
Wipe Cache<br />
Advanced &#8211;&#62;Wipe Davik Cache<br />
Mounts&#38;Storage &#8211;&#62;Format /system [opzionale] (questo cancellerà Android, assicuratevi quindi di aver i file di una Rom pronta da flashare, in caso contrario il telefono non si avvierà perche senza sistema operativo.)</p>
<p style="text-align: justify;">Infine installa i file di Rom, Gapps e Kernel selezionandoli in successione con l&#8217;opzione &#8220;Install zip from /sdcard&#8221;  dalla CWM e attendendo di volta in volta il termine della loro installazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Seleziona adesso &#8220;Reboot System Now&#8221; e attendi il primo avvio della CM11.</p>
<p>Abilitare Double Tap To Wake su Nexus 4</p>
<p>Il double tap to wake è quella funzione che permette di risvegliare il telefono con un doppio tap sullo schermo (spento) senza la pressione di alcun tasto fisico, una funzionalità molto utile sul Nexus 4 per non abusare eccessivamente del tasto power.</p>
<p>Questa caratteristica è implementata dal Kernel Hells Core ed è possibile abilitarla tramite le sue impostazioni accessibili tramite l&#8217;appliazione specifica scaricabile dal PlayStore cliccando il badge.</p>
<p>				Hellscore Kernel Manager<br />
				themike10452<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p>Avvia l&#8217;applicazione, recati nella sezione &#8220;Controllo Touch&#8221; e imposta [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/cyanogenmod-11-double-tap-to-wake-nexus-4">CyanogenMod 11 con Double Tap To Wake su Nexus 4</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo aver recensito la<strong> Rastakat Rom</strong> in<strong> <a title="Rastakat: Custom ROM per Nexus 4 basata su Android 4.4.2" href="/rastakat-custom-rom-per-nexus-4-android-4-4-2" target="_blank">questo articolo</a></strong>, torniamo oggi ad interessarci del Nexus 4 e di un&#8217;altra fantastica Rom rilasciata pochi giorni fa: la <strong>CyanogenMod 11 Snapshot M6.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo rilascio, il team Cyanogen rispolvera le qualità che l&#8217;hanno contraddistinto nel panorama Android,  messe alla prova dai bugs della precedente versione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><div class="alert alert-dismissable alert-info">Leggi anche:</p>
<ul>
<li><strong><a title="Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti" href="/alla-scoperta-delle-funzioni-cyanogenmod-oggi-parliamo-di-aggiornamenti" target="_blank">Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti.</a></strong></li>
<li><a title="Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: oggi si parla di personalizzazione" href="/scoperta-funzioni-cyanogenmod-oggi-personalizzazione" target="_blank"><strong>Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: oggi si parla di personalizzazione.</strong></a></li>
<li><a title="Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti" href="/alla-scoperta-delle-funzioni-cyanogenmod-oggi-parliamo-di-aggiornamenti" target="_blank"><strong>Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi parliamo di Aggiornamenti.</strong></a></li>
<li><strong><a title="Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi si parla di sicurezza!" href="/scoperta-delle-funzioni-cyanogenmod-oggi-si-parla-sicurezza" target="_blank">Alla scoperta delle funzioni della CyanogenMod: Oggi si parla di sicurezza.</a></strong></li>
</ul>
<p></div></p>
<p style="text-align: justify;">La fluidità è massima, i lag assenti e come in ogni Cyano, la semplicità grafica nasconde in realtà funzionalità davvero utili:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Possibilità di personalizzare l&#8217;interfaccia grafica tramite temi appositi.</li>
<li>SMS criptati direttamente dalla ROM senza la necessità di ulteriori applicazioni.</li>
<li>Gestione dell&#8217;audio avanzata grazie a DSP Manager.</li>
<li>Permessi di root abilitati di default.</li>
<li>Gestione dei permessi applicazioni avanzata grazie a <strong>Privacy Guard</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste sono solo alcune delle caratteristiche di qualità implementate dagli sviluppatori che offrono agli utenti ampie possibilità di personalizzazione grafiche, ottimizzazione delle prestazioni con particolare attenzione alla sicurezza.</p>
<h2 style="color: #d64a2b;">Installazione Cyanogenmod 11 Nexus 4</h2>
<p style="text-align: justify;">Per installare la <strong>CM11</strong> sul Nexus 4 devi prima installare una<strong> custom recovery</strong> (consigliata la CWM) se non l&#8217;hai ancora fatto<a title="Root e Recovery Nexus 4 con Android 4.4" href="/root-e-recovery-nexus-4-con-android-4-4" target="_blank"><strong> leggi questo articolo</strong></a> che ti mostrerà come fare.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa guida verrà installato anche il <strong>kernel Hells Core</strong> che implementa una <strong>gestione completa delle performance</strong> e il <strong>double tap to wake.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver installato il kernel il risultato ottenuto dal benchmark Antutu è 21006 contro i 20140 ottenuti con il kernel stock.</p>
</blockquote>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Scarica la CM11 per Nexus 4 (scegli la versione con nome in codice mako) | <a title="Cyanogenmod 11" href="http://download.cyanogenmod.org/?type=snapshot" target="_blank"><strong>Link Download</strong></a></li>
<li>Scarica le Gapps (scegliere versione CM11) | <a title="Gapps Cm11" href="http://wiki.cyanogenmod.org/w/Google_Apps" target="_blank"><strong>Link Download</strong></a></li>
<li><strong>Kernel Hells Core</strong> (versione b46 t4) | <a title="Download" href="https://mega.co.nz/#!I1cXEShZ!m0FgNlhO1LkihuoGMWZiP0xW49VoP4dwmSxHXrARDIU" target="_blank"><strong>Download</strong> </a><br />
[MD5 sum: 84749068bb7e0395ea7e8576e7854b28]</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Trasferisci i file nella memoria interna (ad esempio nella cartella Download) e riavvia in recovery (con la recovery TWRP  sono state dichiarate alcune incompatibilità quindi utilizza la CWM).</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso effettua un Wipe completo del sistema:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Wipe Data/Factory reset</strong></li>
<li><strong>Wipe Cache</strong></li>
<li><strong>Advanced &#8211;&gt;Wipe Davik Cache</strong></li>
<li><strong>Mounts&amp;Storage &#8211;&gt;Format /system</strong> [opzionale] (questo cancellerà Android, assicuratevi quindi di aver i file di una Rom pronta da flashare, in caso contrario il telefono non si avvierà perche senza sistema operativo.)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine installa i file di<strong> Rom</strong>, <strong>Gapps</strong> e <strong>Kernel</strong> selezionandoli in successione con l&#8217;opzione &#8220;<strong>Install zip from /sdcard</strong>&#8221;  dalla CWM e attendendo di volta in volta il termine della loro installazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Seleziona adesso &#8220;<strong>Reboot System Now</strong>&#8221; e attendi il primo avvio della <strong>CM11.</strong></p>
<h2 style="color: #d64a2b;">Abilitare Double Tap To Wake su Nexus 4</h2>
<p>Il <strong>double tap to wake</strong> è quella funzione che permette di risvegliare il telefono con un doppio tap sullo schermo (spento) senza la pressione di alcun tasto fisico, una funzionalità molto utile sul Nexus 4 per non abusare eccessivamente del tasto power.</p>
<p>Questa caratteristica è implementata dal Kernel Hells Core ed è possibile abilitarla tramite le sue impostazioni accessibili tramite l&#8217;appliazione specifica scaricabile dal PlayStore cliccando il badge.</p>
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				<span class="play-store-developer">themike10452</span> </span><br /> 
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				</div>
				</div></div><br />
<p>Avvia l&#8217;applicazione, recati nella sezione &#8220;<strong>Controllo Touch</strong>&#8221; e imposta &#8220;<strong>DoubleTap2Wake</strong>&#8221; su <strong>ON.</strong></p>
<p>Fatto! goditi il tuo Nexus 4</p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Weekend Modding][Xposed Framework] Modulo XHaloFloatingWindows</title>
		<link>http://www.inthebit.it/weekend-modding-xposed-framework-modulo-xhalofloatingwindows</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/weekend-modding-xposed-framework-modulo-xhalofloatingwindows#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 May 2014 13:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Xposed Framework]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Su questo blog è stato trattato più volte l&#8217;argomento riguardante Xposed Framework e i propri moduli, ma adesso ho pensato di aprire una rubrica dedicata a questi moduli e quindi al modding Android e ne parlerò ogni weekend. Non ci sarà quindi un giorno preciso, ma tra venerdì e domenica pubblicherò un articolo che descriverà nel dettaglio uno o più moduli e, probabilmente, anche altri argomenti relativi comunque al modding.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non conoscete ancora Xposed Framework, potete leggere l&#8217;articolo introduttivo e la guida all&#8217;installazione. Ovviamente è necessario avere i permessi di root.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo questa rubrica con XHaloFloatingWindows, un modulo di cui ci ha già parlato Pietro, ma che a mio parere merita più attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è possibile intuire dal nome, XHaloFloatingWindows permette di trasformare le finestre delle applicazioni in vere e proprie finestre fluttuanti, ottenendo dunque il famoso multi-window. Dopo aver installato e attivato questo modulo, questo ci avviserà che sarà possibile ottenere le finestre fluttuanti delle applicazioni di cui riceviamo le notifiche tramite applicazioni presenti sul Play Store.<br />
In realtà è possibile avere le finestre fluttuanti anche senza installare ulteriori app, e non solo per le app di cui riceviamo le notifiche, ma per tutte le app! Vediamo come..</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che è necessario installare e abilitare il modulo tramite Xposed Framework, quindi riavviare il terminale per far funzionare questo e tutti i moduli.<br />
Avviando XHaloFloatingWindows possiamo configurare quali app dovranno aprirsi in un popup, le dimensioni che dovrà avere quest&#8217;ultimo, la trasparenza e tanto altro. Vediamo qualche impostazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: non giocate molto con la trasparenza, potreste non vedere più le finestre se impostate un valore molto basso!</p>
<p style="text-align: justify;">Nella schermata di avvio abbiamo le impostazioni base del popup.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Finestra Popup: possiamo impostare l&#8217;opacità, le dimensioni e in quale parte dello schermo il popup verrà mostrato.<br />
Grandezza della Finestra Popup: come è facile dedurre è possibile impostare le dimensioni standard con le quali si avvierà il popup<br />
Comportamento del Popup: possiamo gestire come far apparire la tastiera, se far sì che le applicazioni rimangano nel Task Manager o no, creare una Whitelist e una Blacklist e scegliere quali di queste liste aprire in un popup e quali no.<br />
SystemUI Mods: con le impostazione presenti in questa scheda possiamo aggiungere una voce alle notifiche presenti nell&#8217;area notifiche, che con una pressione prolungata mostreranno l&#8217;opzione per aprirla in un popup; possiamo invertire questa opzione, in modo che con un normale tap l&#8217;app venga aperta in un popup e con un tap prolungato si attivi la voce &#8216;apri normalmente&#8217;.</p>
<p>Statusbar Taskbar mostra le applicazioni usate di recente</p>
<p style="text-align: justify;">Se tramite il tasto in alto scegliamo invece Mobilità &#38; Ridimensionabilità sarà possibile personalizzare ulteriormente l&#8217;aspetto e il comportamento del pupop. Dopo aver attivato queste opzioni tramite l&#8217;apposito switch On/Off possiamo personalizzare:</p>
<p>Barra del Titolo: scegliere se far apparire o no un ulteriore barra sopra il popup e relative configurazioni<br />
Moving Setting: per salvare l&#8217;ultima posizione del popup e per far sì che le finestre aperte dalla stessa app abbiano la stessa dimensione<br />
Opzioni Ridimensionabilità: per attivare effetti di spostamento, come il ridimensionamento in [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/weekend-modding-xposed-framework-modulo-xhalofloatingwindows">[Weekend Modding][Xposed Framework] Modulo XHaloFloatingWindows</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Su questo blog è stato trattato più volte l&#8217;argomento riguardante <strong>Xposed Framework</strong> e i propri <em>moduli</em>, ma adesso ho pensato di aprire una rubrica dedicata a questi moduli e quindi al <a href="/rom">modding Android</a> e ne parlerò ogni <strong>weekend</strong>. Non ci sarà quindi un giorno preciso, ma tra venerdì e domenica pubblicherò un articolo che descriverà nel dettaglio uno o più moduli e, probabilmente, anche altri argomenti relativi comunque al modding.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non conoscete ancora Xposed Framework, potete leggere l&#8217;<a href="/xposed-framework-installazione-modulo-app-setting">articolo introduttivo e la guida all&#8217;installazione</a>. Ovviamente <span style="text-decoration: underline;">è necessario avere i permessi di root</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo questa rubrica con <strong>XHaloFloatingWindows</strong>, un modulo di cui ci <a href="/xposed-framework-modulo-xhalofloatingwindows-notifiche-halo-jellybean">ha già parlato Pietro</a>, ma che a mio parere merita più attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è possibile intuire dal nome, XHaloFloatingWindows permette di trasformare le finestre delle applicazioni in vere e proprie finestre fluttuanti, ottenendo dunque il famoso <em>multi-window. </em>Dopo aver installato e attivato questo modulo, questo ci avviserà che sarà possibile ottenere le finestre fluttuanti delle applicazioni di cui riceviamo le notifiche tramite applicazioni presenti sul Play Store.<br />
In realtà è possibile avere le finestre fluttuanti anche senza installare ulteriori app, e non solo per le app di cui riceviamo le notifiche, ma per tutte le app! Vediamo come..</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che è necessario installare e abilitare il modulo tramite Xposed Framework, quindi riavviare il terminale per far funzionare questo e tutti i moduli.<br />
Avviando XHaloFloatingWindows possiamo configurare quali app dovranno aprirsi in un popup, le dimensioni che dovrà avere quest&#8217;ultimo, la trasparenza e tanto altro. Vediamo qualche impostazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><div class="alert alert-dismissable alert-danger"><strong>Attenzione</strong>: non giocate molto con la trasparenza, potreste non vedere più le finestre se impostate un valore molto basso!</div></p>
<p style="text-align: justify;">Nella schermata di avvio abbiamo le impostazioni base del popup.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows.jpeg"><img class=" wp-image-4742 aligncenter" src="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows.jpeg" alt="XHaloFloatingWindows" width="203" height="360" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Finestra Popup:</em> possiamo impostare l&#8217;opacità, le dimensioni e in quale parte dello schermo il popup verrà mostrato.</li>
<li><em>Grandezza della Finestra Popup: </em>come è facile dedurre è possibile impostare le dimensioni standard con le quali si avvierà il popup</li>
<li><em>Comportamento del Popup: </em>possiamo gestire come far apparire la tastiera, se far sì che le applicazioni rimangano nel Task Manager o no, creare una Whitelist e una Blacklist e scegliere quali di queste liste aprire in un popup e quali no.</li>
<li><em>SystemUI Mods: </em>con le impostazione presenti in questa scheda possiamo aggiungere una voce alle notifiche presenti nell&#8217;area notifiche, che con una pressione prolungata mostreranno l&#8217;opzione per aprirla in un popup; possiamo invertire questa opzione, in modo che con un normale tap l&#8217;app venga aperta in un popup e con un tap prolungato si attivi la voce &#8216;apri normalmente&#8217;.<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-xhalo.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4739" src="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-xhalo.jpeg" alt="XHaloFloatingWindows-xhalo" width="203" height="360" /></a></li>
<li><em>Statusbar Taskbar</em> mostra le applicazioni usate di recente<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-task1.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4744" src="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-task1.jpeg" alt="XHaloFloatingWindows-task" width="203" height="147" /></a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se tramite il tasto in alto scegliamo invece <em>Mobilità &amp; Ridimensionabilità</em> sarà possibile personalizzare ulteriormente l&#8217;aspetto e il comportamento del pupop. Dopo aver attivato queste opzioni tramite l&#8217;apposito switch On/Off possiamo personalizzare:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><em>Barra del Titolo:</em> scegliere se far apparire o no un ulteriore barra sopra il popup e relative configurazioni</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Moving Setting:</em> per salvare l&#8217;ultima posizione del popup e per far sì che le finestre aperte dalla stessa app abbiano la stessa dimensione</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Opzioni Ridimensionabilità</em>: per attivare effetti di spostamento, come il ridimensionamento in tempo reale o la <strong>Snap-in</strong><em> </em>per &#8216;incollare&#8217; le finestre ai bordi del display durante lo spostamento (cioè come avviene su Linux o su Windows)</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Triangolo:</em> permette di impostare e configurare un triangolo che verrà mostrato in basso a sinistra del popup, utile per spostare o ridimensionare quest&#8217;ultimo.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Quadrato:</em> come il precedente, ma sulla destra</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Bordi:</em> come dice il nome stesso, è possibile impostare se mostrare o no i bordi attorno alla finestra fluttuante, il colore e la larghezza.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Other Settings: </em>infine per scegliere se mostrare l&#8217;app nell&#8217;area notifiche una volta minimizzata, se usare lo stesso colore nella barra del titolo (richiede il modulo <strong>Tinted StatusBar</strong>), etc.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">Ed ecco come può apparire un popup<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-popup1.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4743" src="/WP/wp-content/uploads/2014/05/XHaloFloatingWindows-popup1.jpeg" alt="XHaloFloatingWindows-popup" width="203" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per finire, tramite <i>Area test </i>possiamo avviare qualche app per prova o raggiungere il thread XDA per ricevere supporto.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Download |</strong> <a href="http://repo.xposed.info/module/de.robv.android.xposed.installer" target="_blank">Link</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo è uno dei miei moduli preferiti, molto utile in display più ampi e al contrario difficile da gestire su display di dimensioni contenute. L&#8217;applicazione è stata provata su CyanogenMod 11 e funziona su gran parte delle ROM. Può funzionare anche su MIUI, ma <b>ATTENZIONE</b> non è possibile usare Xposed Framework in quanto il vostro terminale andrebbe in <strong>bootloop</strong>! In alternativa dovrete usare infatti <a href="/wsm-tools-moduli-xposed-per-rom-miui">WSM Tools</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima settimana parlerò di <strong>GravityBox</strong>, un modulo molto interessante per personalizzare nel minimo dettaglio il nostro dispositivo. Se avete qualche dubbio o richiesta di qualche modulo in particolare fatemelo sapere nei commenti!<br />
Alla prossima <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggi anche</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="/xposed-framework-installazione-modulo-app-setting">Installazione Xposed e modulo APPSetting </a></li>
<li><a href="/xposed-framework-xprivacy-gestire-i-permessi-delle-applicazioni">XPrivacy</a></li>
<li><a href="/xposed-framework-2-moduli-avere-assolutamente">Tinted Status Bar e Network speed Indicator</a></li>
</ul>
</blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>Samsung Galaxy Ace Plus con Android 4.2.2 Jelly Bean</title>
		<link>http://www.inthebit.it/samsung-galaxy-ace-plus-android-4-2-jelly-bean</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/samsung-galaxy-ace-plus-android-4-2-jelly-bean#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 18:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[CyanogenMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4617</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sei stufo del tuo Galaxy Ace Plus? effettivamente utilizzare Android 2.3 Gingerbread nel 2014 non è di certo gratificante, quindi perchè non aggiornare il telefono ad una versione recente di Android? con la grafica di Jelly Bean e le migliorie introdotte da Google nelle sue ultime versioni di Android potresti rinnovare il tuo interesse per questo telefono.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo gli aggiornamenti ufficiali si sono fermati da tempo, ma fortunatamente  nel mondo Android esistono soluzioni &#8220;non ufficiali&#8221; a qualunque esigenza, in questa guida infatti, andremo ad installare una fantastica Custom Rom, la CyanogenMod 10.1 (non ufficiale).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ROM è fra le migliori attualmente disponibili per il Galaxy Ace Plus, basata su Android 4.2.2 Jelly Bean, un upgrade sostansioso che vi farà apprezzare le migliorie introdotte da Google nelle ultime versioni di Android e incrementerà le applicazioni disponibili per il vostro device.</p>
<p>CYANOGENMOD 10.1 CARATTERISTICHE</p>
<p>Questa è la Cyanogen by TechKang con molti bug corretti<br />
basata sul Kernel 3.0.101<br />
basata su Android 4.2.2 Jelly Bean<br />
Wifi Thethering<br />
FM Radio<br />
Torcia<br />
Camera funzionante<br />
Ottimizzazione delle prestazioni</p>
<p>BUGS</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico bug presente in questa ROM è il flash non funzionante nella fotocamera/videocamera, funziona soltanto con l&#8217;applicazione &#8220;Torcia&#8221;, inoltre appena si scatta una foto viene mostrata per un attimo un anteprima dell&#8217;immagine verde, ma la foto viene comunque salvata correttamente.</p>
<p>PREPARATI PER L&#8217;INSTALLAZIONE</p>
<p>Ti serviranno alcuni software per poter flashare la cyanogenmod sul Galaxy Ace Plus:</p>
<p>Samsung Kies (non Kies3!) &#124; Download<br />
Odin3 v1.85 &#124; Download</p>
<p style="text-align: justify;">Installa Kies sul PC e successivamente estrai il file compresso di Odin in una cartella del PC (ad esempio nel Dektop).</p>
<p style="text-align: justify;">Per installare una Custom ROM come la CyanogenMod è necessaria innanzitutto una recovery modificata che permetta di eseguire operazioni avanzate sul dispositivo Android, in questa guida utilizzeremo la Recovery TWRP.</p>
<p>Ricordo che queste operazioni potrebbero causare danni anche permanenti al dispositivo, non ci assumiamo alcuna responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chiarezza ho suddiviso la guida in 3 pagine:</p>
<p>Pagina 1 &#8211; Introduzione e  presentazione CyanogenMod 10.1<br />
Pagina 2 -Installazione Recovery TWRP<br />
Pagina 3 &#8211; Installazione CyanogenMod 10.1</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/samsung-galaxy-ace-plus-android-4-2-jelly-bean">Samsung Galaxy Ace Plus con Android 4.2.2 Jelly Bean</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei stufo del tuo Galaxy Ace Plus? effettivamente utilizzare Android 2.3 Gingerbread nel 2014 non è di certo gratificante, quindi perchè non aggiornare il telefono ad una versione recente di Android? con la grafica di Jelly Bean e le migliorie introdotte da Google nelle sue ultime versioni di Android potresti rinnovare il tuo interesse per questo telefono.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo gli aggiornamenti ufficiali si sono fermati da tempo, ma fortunatamente  nel mondo Android esistono soluzioni &#8220;non ufficiali&#8221; a qualunque esigenza, in questa guida infatti, andremo ad installare una fantastica Custom Rom, la CyanogenMod 10.1 (non ufficiale).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ROM è fra le migliori attualmente disponibili per il Galaxy Ace Plus, basata su Android 4.2.2 Jelly Bean, un upgrade sostansioso che vi farà apprezzare le migliorie introdotte da Google nelle ultime versioni di Android e incrementerà le applicazioni disponibili per il vostro device.</p>
<h2>CYANOGENMOD 10.1 CARATTERISTICHE</h2>
<ul>
<li>Questa è la Cyanogen by TechKang con molti bug corretti</li>
<li>basata sul Kernel 3.0.101</li>
<li>basata su Android 4.2.2 Jelly Bean</li>
<li>Wifi Thethering</li>
<li>FM Radio</li>
<li>Torcia</li>
<li>Camera funzionante</li>
<li>Ottimizzazione delle prestazioni</li>
</ul>
<h2>BUGS</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico bug presente in questa ROM è il flash non funzionante nella fotocamera/videocamera, funziona soltanto con l&#8217;applicazione &#8220;Torcia&#8221;, inoltre appena si scatta una foto viene mostrata per un attimo un anteprima dell&#8217;immagine verde, ma la foto viene comunque salvata correttamente.</p>
<h2>PREPARATI PER L&#8217;INSTALLAZIONE</h2>
<p>Ti serviranno alcuni software per poter flashare la cyanogenmod sul Galaxy Ace Plus:</p>
<ul>
<li><strong>Samsung Kies (non Kies3!) |</strong> <a title="Download" href="http://www.samsung.com/it/support/usefulsoftware/KIES/JSP#versionInfo" target="_blank"><strong>Download</strong></a></li>
<li><strong>Odin3 v1.85 | <a title="Download" href="https://mega.co.nz/#!UtEnyDIB!_wajwk4UhwOxHRa-zezw7i0MI-0c33eusU1FTBddl-Y" target="_blank">Download</a></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Installa Kies sul PC e successivamente estrai il file compresso di Odin in una cartella del PC (ad esempio nel Dektop).</p>
<p style="text-align: justify;">Per installare una Custom ROM come la CyanogenMod è necessaria innanzitutto una recovery modificata che permetta di eseguire operazioni avanzate sul dispositivo Android, in questa guida utilizzeremo la Recovery TWRP.</p>
<div class="alert alert-dismissable alert-danger">Ricordo che queste operazioni potrebbero causare danni anche permanenti al dispositivo, non ci assumiamo alcuna responsabilità.</div>
<p style="text-align: justify;">Per chiarezza ho suddiviso la guida in 3 pagine:</p>
<ul>
<li><strong>Pagina 1 &#8211; Introduzione e  presentazione CyanogenMod 10.1</strong></li>
<li><strong>Pagina 2 -<a title="Trasferire file fra Android e Ubuntu (Xubuntu) via Wifi" href="/samsung-galaxy-ace-plus-android-4-2-jelly-bean/2" target="_blank">Installazione Recovery TWRP</a></strong></li>
<li><strong>Pagina 3 &#8211; <a href="/samsung-galaxy-ace-plus-android-4-2-jelly-bean/3" target="_blank">Installazione CyanogenMod 10.1</a></strong></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Salvare allegati Gmail in Google Drive automaticamente</title>
		<link>http://www.inthebit.it/salvare-allegati-gmail-in-google-drive-automaticamente</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/salvare-allegati-gmail-in-google-drive-automaticamente#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2014 17:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Email]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4531</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se siete intenzionati a salvare allegati Gmail in Google Drive può tornarvi utile un pratico Script realizzato da Amit Agarwal chiamato &#8220;Send to Google Drive&#8221; che scansionerà il vostro account Gmail alla ricerca di allegati e li salverà in una cartella specifica di Google Drive.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ormai avviene da tempo, Google permette di applicare delle Label (etichette) alle nostre Email in modo da mantenere in ordine la posta e catalogare in modo accurato le nostre conversazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite lo script sarà possibile scegliere quale Label scansionare e quale estensioni degli allegati andranno salvate, questi filtri permetteranno di caricare in Google Drive solo gli allegati di nostro interesse.</p>
<p>FUNZIONAMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo come installare e configurare lo Script &#8220;Send to Google Drive&#8221;:</p>
<p>Creare una copia dello Script nel vostro Google Drive &#124;cliccando qui&#124;<br />
Nel vostro account Google Drive ritroverete adesso una copia dello script in formato &#8220;Gsheet&#8221;.<br />
Aprite lo script, il primo passo sarà quello di selezionare &#8220;Gmail Attachments&#8221; dal menu in alto, e selezionare &#8220;Step 1:Authorize&#8221; che permette allo script di accedere al nostro account Google.</p>
<p>
<p class="wp-caption-text">Salvare allegati Gmail in Google Drive: configurazione Send to Google Drive</p>
<p>L&#8217;immagine precedente mostra l&#8217;interfaccia con la quale è possibile configurare lo script:</p>
<p>Nella prima riga dovremo selezionare la Label Gmail da scansionare alla ricerca degli allegati (inserendo &#8220;inbox&#8220;) verrà scansionata tutta la Posta in Arrivo.<br />
Nella seconda riga potremo scelgliere il nome della cartella di Google Drive che conterrà tutti gli allegati salvati.<br />
Nella terza il nome dell&#8217;etichetta da applicare alle email conteneti gli allegati processati dallo script.<br />
Infine dovremo scegliere che tipo di estensioni file ci interessano, impostando ad esempio jpg verranno salvati solo gli allegati in formato &#8220;.jpg&#8220;, impostando &#8220;all&#8221; verranno salvati tutti i formati.</p>
<p>Non rimane che eseguire lo script selezionando &#8220;Gmail Attachments&#8221; dal menù in alto e scegliere &#8220;Step 2:Run Program&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Verrà creata quindi una cartella in Google Drive chiamata &#8220;Gmail  Attachments&#8221; che pian piano si riempirà con gli allegati delle nostre Email, il processo di scansione richiederà un po&#8217; di tempo, specie in caso di molte Email.</p>
<p style="text-align: justify;">Send to Google Drive è uno script gratuito ma per i più esigenti è disponibile anche in versione premium (34,99$) con ulteriori personalizzazioni come ad esempio la possibilità di specificare più Label Gmail da scansionare, organizzare gli allegati salvati in sottocartelle e altre funzionalità, potrete acquistare la versione a pagamento QUI.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se siete intenzionati a salvare allegati Gmail in Google Drive può tornarvi utile un pratico Script realizzato da <strong>Amit Agarwal</strong> chiamato &#8220;<strong>Send to Google Drive</strong>&#8221; che scansionerà il vostro account Gmail alla ricerca di allegati e li salverà in una cartella specifica di Google Drive.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ormai avviene da tempo, Google permette di applicare delle Label (etichette) alle nostre Email in modo da mantenere in ordine la posta e catalogare in modo accurato le nostre conversazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite lo script sarà possibile scegliere quale Label scansionare e quale estensioni degli allegati andranno salvate, questi filtri permetteranno di caricare in Google Drive solo gli allegati di nostro interesse.</p>
<h2>FUNZIONAMENTO</h2>
<p style="text-align: justify;">Vediamo come installare e configurare lo Script &#8220;Send to Google Drive&#8221;:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Creare una copia dello Script nel vostro Google Drive <strong>|<a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0Aofk8L6brI_edGJVQk4yaDRadjRvZG53QWtUR0hjX2c&amp;newcopy=true" target="_blank">cliccando qui</a>|</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Nel vostro account Google Drive ritroverete adesso una copia dello script in formato &#8220;Gsheet&#8221;.<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Send-to-google-drive.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4562" alt="google script" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Send-to-google-drive.jpg" width="467" height="40" /></a></li>
<li style="text-align: justify;">Aprite lo script, il primo passo sarà quello di selezionare &#8220;<strong>Gmail Attachments</strong>&#8221; dal menu in alto, e selezionare &#8220;<strong>Step 1:Authorize</strong>&#8221; che permette allo script di accedere al nostro account Google.
<p><div id="attachment_4563" style="width: 614px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/send-to-google-drive1.jpg"><img class="size-full wp-image-4563" alt="send to google drive" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/send-to-google-drive1.jpg" width="604" height="385" /></a><p class="wp-caption-text">Salvare allegati Gmail in Google Drive: configurazione Send to Google Drive</p></div></li>
</ul>
<ul>
<li>L&#8217;immagine precedente mostra l&#8217;interfaccia con la quale è possibile configurare lo script:
<ul>
<li style="text-align: justify;">Nella prima riga dovremo selezionare la Label Gmail da scansionare alla ricerca degli allegati (inserendo &#8220;<strong>inbox</strong>&#8220;) verrà scansionata tutta la <strong>Posta in Arrivo. </strong></li>
<li style="text-align: justify;">Nella seconda riga potremo scelgliere il nome della cartella di Google Drive che conterrà tutti gli allegati salvati.</li>
<li style="text-align: justify;">Nella terza il nome dell&#8217;etichetta da applicare alle email conteneti gli allegati processati dallo script.</li>
<li style="text-align: justify;">Infine dovremo scegliere che tipo di estensioni file ci interessano, impostando ad esempio <strong>jpg</strong> verranno salvati solo gli allegati in formato &#8220;<strong>.jpg</strong>&#8220;, impostando &#8220;<strong>all</strong>&#8221; verranno salvati tutti i formati.</li>
</ul>
</li>
<li>Non rimane che eseguire lo script selezionando &#8220;<strong>Gmail Attachments</strong>&#8221; dal menù in alto e scegliere &#8220;<strong>Step 2:Run Program</strong>&#8220;</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Verrà creata quindi una cartella in Google Drive chiamata &#8220;<strong>Gmail  Attachments</strong>&#8221; che pian piano si riempirà con gli allegati delle nostre Email, il processo di scansione richiederà un po&#8217; di tempo, specie in caso di molte Email.</p>
<p style="text-align: justify;">Send to Google Drive è uno script gratuito ma per i più esigenti è disponibile anche in versione premium (34,99$) con ulteriori personalizzazioni come ad esempio la possibilità di specificare più Label Gmail da scansionare, organizzare gli allegati salvati in sottocartelle e altre funzionalità, potrete acquistare la versione a pagamento <strong><a href="http://www.labnol.org/internet/send-gmail-to-google-drive/21236/" target="_blank">QUI</a>.</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Samsung Galaxy: Guida ROOT, Recovery e flash</title>
		<link>http://www.inthebit.it/samsung-galaxy-guida-root-recovery-e-flash</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/samsung-galaxy-guida-root-recovery-e-flash#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 08:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[CyanogenMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4219</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per chi si imbatte nel modding per la prima volta può sembrargli un&#8217;operazione un po&#8217; difficile, ma con questo articolo scoprirete che non lo è!</p>
<p>Infatti vi propongo una guida semplice, passo passo con le foto di tutti i passaggi&#8230;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Download</p>
<p>Cominciamo con lo scaricare tutto il necessario:</p>
<p>ROM: CyanogenMod 11 (Download a seconda del tuo terminale) &#124; Link</p>
<p> Root: CF-AutoRoot (Download a seconda del modello) &#124; Link</p>
<p>Recovery: ClockWorkMod Recovery Touch 6.0.4.4 (o non touch 6.0.4.3) &#124;  Link</p>
<p> ROM MANAGER</p>
<p>				ROM Manager<br />
				ClockworkMod<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p>ODIN3 v3.09 (windows) &#124; Link</p>
<p>&#160;</p>
<p>Procedimento<br />
ROOT</p>
<p>Spegniamo il telefono<br />
Avviare in Download Mode come in foto: (da spento Volume-; Home; Power)</p>
<p>confermare premendo volume su<br />
andare su Odin<br />
estrarre cf-autoroot<br />
selezionare quest&#8217;ultimo tramite il tasto AP di Odin<br />
non premere niente</p>
<p>torniamo al telefono in download mode, colleghiamolo e aspettiamo che in odin in alto a sinistra venga un rettangolo blu con COM(*)&#8230;</p>
<p>una volta verificato tutto premiamo start..<br />
al termine, su odin apparirà reset e sul telefono comparirà un omino android &#8220;pirata&#8221; rosso.. alla fine si riavvia automaticamente</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, root fatto! lo possiamo vedere dal menu delle app, dove ci dovrebbe essere un app chiamata SuperSU</p>
<p>Installazione Recovery</p>
<p style="text-align: justify;">Ora passiamo all&#8217;installazione della recovery CWM 6.0.4.4 Touch, scaricabile dal link che vi ho postato. La trasfersisco sul telefono e scarico rom manager, poi la flasho</p>
<p style="text-align: justify;">Flashiamo prima la recovery 6.0.4.3(non touch) poi aggiorniamola alla 6.0.4.4 da recovery nel seguente modo:</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è l&#8217;interfaccia di ROM MANAGER (immagini seguenti).</p>
<p>Clicchiamo su Recovery Setup<br />
clicchiamo sulla prima voce ClockworkMod Recovery (nella voce INSTALL OR UPDATE RECOVERY)</p>
<p>confermiamo modello telefono quindi clicchiamo sul nostro modello</p>
<p>ok, lasciamo tutto il resto come sta e clicchiamo su Installa clockworkmod recovery
</p>
<p>a seconda della vostra connessione il download sara più o meno veloce.<br />
Diamo i permessi di root confermando al popup di superuser<br />
Clockwork mod recovery installata con successo!<br />
Andiamo ora in recovery premendo la stessa combinazione di Download Mode ma invece del volume giù premiamo volume su, nel mio caso è piu aggiornata della 6.0.4.4, quindi non mettero&#8217; la touch.<br />
Facciamo reboot system now<br />
Spostiamoci su Yes-Disable recovery flash e confermiamo per evitare che venga ri-flashata la stock recovery (Originale)</p>
<p>ROM e GAPPS<br />
Adesso non ci resta che trasferire Gapps e CM11 sul telefono, installarle da recovery e il gioco è fatto.</p>
<p>andare in recovery<br />
Install ZIP<br />
Selezionare Storage<br />
Selezionare Cartella in cui abbiamo copiato i file<br />
Selezionare CM11-xxxxxx-xxxxxx.zip<br />
Dare Yes<br />
Wipe Data<br />
Stessa procedura da Install ZIP a Selezionare cartella<br />
Selezionare GAPPS-4.4-KK-xxxxx.zip<br />
Dare Yes<br />
dare reboot system now</p>
<p>Ok, raga, la cosa è automatica non vi sto a postare screen&#8230; Se non capite qualcosa lasciate pure un commento!</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi si imbatte nel modding per la prima volta può sembrargli un&#8217;operazione un po&#8217; difficile, ma con questo articolo scoprirete che non lo è!</p>
<p>Infatti vi propongo una guida semplice, passo passo con le foto di tutti i passaggi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #d64a2b;">Download</span></h4>
<p>Cominciamo con lo scaricare tutto il necessario:</p>
<p><strong>ROM: CyanogenMod 11</strong> (Download a seconda del tuo terminale) <strong>|</strong> <a href="http://download.cyanogenmod.org" target="_blank">Link</a></p>
<p><strong> Root: CF-AutoRoot</strong> (Download a seconda del modello) <strong>|</strong> <a href="http://autoroot.chainfire.eu/" target="_blank">Link</a></p>
<p><strong>Recovery: ClockWorkMod Recovery Touch 6.0.4.4</strong> (o non touch 6.0.4.3) <strong>|</strong> <a href="http://forum.xda-developers.com/galaxy-s3/development/recovery-clockworkmod-6-0-4-4-touch-t2200501/page10" target="_blank"> Link</a></p>
<p><strong> ROM MANAGER</strong><br />
<br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.koushikdutta.rommanager" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.koushikdutta.rommanager.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.koushikdutta.rommanager" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">ROM Manager</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">ClockworkMod</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 87.98593521118164%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.koushikdutta.rommanager" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br /></p>
<p><strong>ODIN3 v3.09</strong> (windows) <strong>|</strong> <a href="http://forum.xda-developers.com/galaxy-s3/themes-apps/27-08-2013-odin-3-09-odin-1-85-versions-t2189539" target="_blank">Link</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Procedimento</span></h3>
<h4><span style="color: #d64a2b;">ROOT</span></h4>
<ol>
<li>Spegniamo il telefono</li>
<li>Avviare in Download Mode come in foto: (da spento Volume-; Home; Power)<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/avvio-recovery-mode-samsung-galaxy.jpeg"><img class="wp-image-4221 aligncenter" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/avvio-recovery-mode-samsung-galaxy.jpeg" alt="avvio-recovery-mode-samsung-galaxy" width="346" height="259" /></a></li>
<li>confermare premendo volume su</li>
<li>andare su Odin</li>
<li>estrarre cf-autoroot</li>
<li>selezionare quest&#8217;ultimo tramite il tasto <em>AP</em> di Odin</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">non premere niente</span><br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4222" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3.jpeg" alt="odin3-sgs3" width="360" height="263" /></a></li>
<li>torniamo al telefono in download mode, colleghiamolo e aspettiamo che in odin in alto a sinistra venga un rettangolo blu con COM(*)&#8230;<br />
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/download-mode-sgs3.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4223" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/download-mode-sgs3.jpeg" alt="download-mode-sgs3" width="288" height="216" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3-flash.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4224" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3-flash.jpeg" alt="odin3-sgs3-flash" width="288" height="213" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</li>
<li>una volta verificato tutto premiamo start..</li>
<li>al termine, su odin apparirà reset e sul telefono comparirà un omino android &#8220;pirata&#8221; rosso.. alla fine si riavvia automaticamente</li>
</ol>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/root-sgs3.jpeg"><img class=" wp-image-4225 aligncenter" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/root-sgs3.jpeg" alt="root-sgs3" width="288" height="216" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3-rooted.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4227" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/odin3-sgs3-rooted.jpeg" alt="odin3-sgs3-rooted" width="288" height="212" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Ok, root fatto! lo possiamo vedere dal menu delle app, dove ci dovrebbe essere un app chiamata <strong>SuperSU</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;">Installazione Recovery</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Ora passiamo all&#8217;installazione della recovery CWM 6.0.4.4 Touch, scaricabile dal link che vi ho postato. La trasfersisco sul telefono e scarico rom manager, poi la flasho</p>
<p style="text-align: justify;">Flashiamo prima la recovery 6.0.4.3(non touch) poi aggiorniamola alla 6.0.4.4 da recovery nel seguente modo:</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è l&#8217;interfaccia di ROM MANAGER (immagini seguenti).</p>
<ol>
<li>Clicchiamo su <em>Recovery Setup</em></li>
<li>clicchiamo sulla prima voce ClockworkMod Recovery (nella voce INSTALL OR UPDATE RECOVERY)<br />
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4229" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager.jpeg" alt="rom-manager" width="203" height="360" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-recovery.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4228" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-recovery.jpeg" alt="rom-manager-recovery" width="203" height="360" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</li>
<li>confermiamo modello telefono quindi clicchiamo sul nostro modello<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-modello.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4230" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-modello.jpeg" alt="rom-manager-modello" width="203" height="360" /></a></li>
<li>ok, lasciamo tutto il resto come sta e clicchiamo su <em><em>Installa clockworkmod recovery<br />
</em></em></p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-cwm.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4231" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-cwm.jpeg" alt="rom-manager-cwm" width="203" height="360" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-installazione-cwm.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4232" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/rom-manager-installazione-cwm.jpeg" alt="rom-manager-installazione-cwm" width="203" height="360" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>a seconda della vostra connessione il download sara più o meno veloce.</li>
<li>Diamo i permessi di root confermando al popup di superuser</li>
<li>Clockwork mod recovery installata con successo!</li>
<li>Andiamo ora in recovery premendo la stessa combinazione di Download Mode ma invece del volume giù premiamo volume su, nel mio caso è piu aggiornata della 6.0.4.4, quindi non mettero&#8217; la touch.</li>
<li>Facciamo <em>reboot system now</em></li>
<li>Spostiamoci su <em>Yes-Disable recovery flash</em> e confermiamo per evitare che venga ri-flashata la stock recovery (Originale)<br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/sgs3-recovery.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-4233" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/sgs3-recovery.jpeg" alt="sgs3-recovery" width="360" height="270" /></a></li>
</ol>
<h4><span style="color: #d64a2b;">ROM e GAPPS</span></h4>
<div>Adesso non ci resta che trasferire Gapps e CM11 sul telefono, installarle da recovery e il gioco è fatto.</div>
<div></div>
<div>
<ol>
<li>andare in recovery</li>
<li>Install ZIP</li>
<li>Selezionare Storage</li>
<li>Selezionare Cartella in cui abbiamo copiato i file</li>
<li>Selezionare CM11-xxxxxx-xxxxxx.zip</li>
<li>Dare Yes</li>
<li>Wipe Data</li>
<li>Stessa procedura da Install ZIP a Selezionare cartella</li>
<li>Selezionare GAPPS-4.4-KK-xxxxx.zip</li>
<li>Dare Yes</li>
<li>dare reboot system now</li>
</ol>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Ok, raga, la cosa è automatica non vi sto a postare screen&#8230; Se non capite qualcosa lasciate pure un commento!</div>
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		<title>Guida al Backup Android con ADB</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-backup-android-adb</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-backup-android-adb#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 08:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Backup]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4189</guid>
		<description><![CDATA[<p>In questo articolo vedremo come effettuare un Backup di Android sfruttando i comandi ADB.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è valido per ogni smartphone che abbia come sistema operativo Android, indipendentemente dal modello del nostro device, non è necessario inoltre avere i permessi di root e neanche il bootloader sbloccato. Vediamo quindi in dettaglio la procedura da seguire a seconda del sistema operativo installato sul nostro PC:</p>
<p>Installazione e configurazione ADB con Windows</p>
<p>Scarichiamo l&#8217;SDK Android Developers dal Sito Ufficiale.<br />
Andiamo nella cartella di destinazione del download e estraiamo l&#8217;SDK, e rinominiamolo  &#8220;sdk&#8220;.<br />
apriamo il cmd come amministratore e digitiamo:</p>
<p>$ cd Download<br />
$ cd sdk<br />
$ cd sdk<br />
$ cd platform-tools<br />
Fermiamoci un attimo e vediamo adesso il procedimento valido per gli altri sistemi operativi.<br />
Con MacOS il procedimento è uguale a Windows.<br />
Installazione e configurazione ADB con Linux (Ubuntu/Debian)</p>
<p>apriamo la shell/termininale e digitiamo</p>
<p>sudo apt-get install android-tools-adb</p>
<p>Abbiamo terminato con la configurazione iniziale, siamo pronti ad effettuare il Backup.</p>
<p>BACKUP</p>
<p>Colleghiamo il device al PC tramite l&#8217;USB, la corretta sintassi di ADB per creare un file di Backup del nostro Android è la seguente:</p>
<p>adb backup &#60;opzioni&#62; &#60;-f nomefile.ab&#62;</p>
<p>le &#60;opzioni&#62; disponibili per l&#8217;utente sono:</p>
</p>
<p>$ -apk &#124; backup delle applicazioni e dei relativi dati.</p>
<p>$ -noapk        &#124; backup delle sole applicazioni senza dati.</p>
<p>$ -shared       &#124; backup della memoria esterna (microSD)</p>
<p>$ -noshared  &#124; non effettua il backup della memoria esterna</p>
<p>$ -all   &#124; relativo al comando -apk,  seleziona tutte le applicazioni installate nel sistema</p>
<p>$ -f &#8220;nomefile.ab&#8221; &#124; nome del file di backup *.ab</p>
<p><p>Per effettuare un backup completo possiamo usare ad esempio:</p>
<p>$ adb backup -apk -all -f galaxyS3_backup_app_20140406.ab</p>
<p>ovviamente il nome del file potrete modificarlo a vostro piacimento, inoltre se utilizzate Linux date il comando &#8220;sudo -s&#8221; prima di partire.</p>
<p>Eseguito quindi il comando, nel device vi verra&#8217; richiesto di accettare il backup e se volete, di impostare una password criptata.</p>
<p class="wp-caption-text">Backup Android con ADB &#8211; Conferma operazione</p>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo un pochino mentre il terminale continuerà a mostrare il messaggio &#8220;Now unlock your device and confirm backup operation&#8221; e quando il Backup sarà completato nel terminale/cmd vedrete:</p>
<p style="text-align: justify;">root@user-#</p>
<p style="text-align: justify;">oppure C:\User\user&#62;</p>
<p style="text-align: justify;">a seconda che utilizziate Windows o Linux. Il Backup è terminato, vediamo adesso come ripristinarlo sul device.</p>
<p>Ripristino del Backup nel Device Android<br />
Per ripristinare il Backup basta semplicemente aprire il terminale, navigare nella cartella contenente il Backup con la funzione cd e scrivere la seguente sintassi:</p>
<p>$ adb restore &#60;nomefile.ab<br />
dove &#60;nomefile.ab&#62;:  è il nome del file scelto al momento del backup nel nostro esempio:<br />
$ adb restore galaxyS3_backup_app_20140406.ab</p>
<p> Confermare il ripristino dal telefono.</p>
<p>Spero vi sia piaciuta e possa esservi utile. In caso di non-ripristino non prendetevela con me please </p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-backup-android-adb">Guida al Backup Android con ADB</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In questo articolo vedremo come effettuare un Backup di Android sfruttando i comandi ADB.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è valido per ogni smartphone che abbia come sistema operativo Android, indipendentemente dal modello del nostro device, non è necessario inoltre avere i permessi di root e neanche il bootloader sbloccato. Vediamo quindi in dettaglio la procedura da seguire a seconda del sistema operativo installato sul nostro PC:</p>
<h2><span style="font-size: 18px;">Installazione e configurazione ADB con Windows</span></h2>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Scarichiamo l&#8217;SDK Android Developers dal <strong><a title="sito ufficiale" href="http://developer.android.com/sdk/index.html" target="_blank">Sito Ufficiale</a>.</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Andiamo nella cartella di destinazione del download e estraiamo l&#8217;SDK, e rinominiamolo  &#8220;<strong>sdk</strong>&#8220;.</li>
<li style="text-align: justify;">apriamo il cmd come amministratore e digitiamo:</li>
</ul>
<pre>$ cd Download
$ cd sdk
$ cd sdk
$ cd platform-tools</pre>
<div class="alert alert-dismissable alert-info">Fermiamoci un attimo e vediamo adesso il procedimento valido per gli altri sistemi operativi.<br />
Con MacOS il procedimento è uguale a Windows.</div>
<h2><span style="font-size: 18px;">Installazione e configurazione ADB con Linux (Ubuntu/Debian)</span></h2>
<p>apriamo la shell/termininale e digitiamo</p>
<pre>sudo apt-get install android-tools-adb</pre>
<p>Abbiamo terminato con la configurazione iniziale, siamo pronti ad effettuare il Backup.</p>
<hr />
<h3 style="text-align: center;">BACKUP</h3>
<p>Colleghiamo il device al PC tramite l&#8217;USB, la corretta sintassi di ADB per creare un file di Backup del nostro Android è la seguente:</p>
<pre>adb backup &lt;opzioni&gt; &lt;-f nomefile.ab&gt;</pre>
<p>le &lt;opzioni&gt; disponibili per l&#8217;utente sono:</p>
<div class="alert alert-dismissable alert-info"></p>
<p>$ -apk | backup delle applicazioni e dei relativi dati.</p>
<p>$ -noapk        | backup delle sole applicazioni senza dati.</p>
<p>$ -shared       | backup della memoria esterna (microSD)</p>
<p>$ -noshared  | non effettua il backup della memoria esterna</p>
<p>$ -all   | relativo al comando -apk,  seleziona tutte le applicazioni installate nel sistema</p>
<p>$ -f &#8220;nomefile.ab&#8221; | nome del file di backup *.ab</p>
<p></div>
<p>Per effettuare un backup completo possiamo usare ad esempio:</p>
<pre>$ adb backup -apk -all -f galaxyS3_backup_app_20140406.ab</pre>
<p>ovviamente il nome del file potrete modificarlo a vostro piacimento, inoltre se utilizzate Linux date il comando &#8220;<strong>sudo -s</strong>&#8221; prima di partire.</p>
<p>Eseguito quindi il comando, nel device vi verra&#8217; richiesto di accettare il backup e se volete, di impostare una password criptata.</p>
<div id="attachment_4204" style="width: 1143px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Backup-adb.jpg"><img class="size-full wp-image-4204" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Backup-adb.jpg" alt="Adb ubuntu" width="1133" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Backup Android con ADB &#8211; Conferma operazione</p></div>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo un pochino mentre il terminale continuerà a mostrare il messaggio &#8220;Now unlock your device and confirm backup operation&#8221; e quando il Backup sarà completato nel terminale/cmd vedrete:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">root@user-#</p>
<p style="text-align: justify;">oppure C:\User\user&gt;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">a seconda che utilizziate Windows o Linux. Il Backup è terminato, vediamo adesso come ripristinarlo sul device.</p>
<h3><span style="font-size: 18px;">Ripristino del Backup nel Device Android</span></h3>
<div style="text-align: justify;">Per ripristinare il Backup basta semplicemente aprire il terminale, navigare nella cartella contenente il Backup con la funzione cd e scrivere la seguente sintassi:</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<pre>$ adb restore &lt;nomefile.ab</pre>
<div style="text-align: justify;">dove &lt;nomefile.ab&gt;:  è il nome del file scelto al momento del backup nel nostro esempio:</div>
<pre>$ adb restore galaxyS3_backup_app_20140406.ab</pre>
<ul>
<li> Confermare il ripristino dal telefono.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">Spero vi sia piaciuta e possa esservi utile. In caso di non-ripristino non prendetevela con me please <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Creare App Android senza scrivere una linea di codice</title>
		<link>http://www.inthebit.it/creare-app-android-scrivere-linea-codice</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/creare-app-android-scrivere-linea-codice#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 07:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4165</guid>
		<description><![CDATA[<p>Vuoi creare App Android ma non hai le dovute conoscenze Java?</p>
<p style="text-align: justify;">Bene oggi vedremo come creare un App del proprio blog, a dire il vero si tratta più di una web-app che permette esclusivamente la navigazione del proprio sito come se fosse un browser a schermo intero; una soluzione che può tornare utile se si hanno poche conoscenze tecniche (o risorse economiche) per la realizzazione della propria applicazione, ma si vuole comunque offrire ai propri lettori un ulteriore strumento che li aiuti a seguirci e che potrà rivelarsi un ottimo alleato nella loro fidelizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per creare la nostra Applicazione Android utilizzeremo una web platform gratuita, non dovremo infatti installare alcun software sul nostro PC ed è quindi utilizzabile da qualunque sistema operativo abbiate installato sul vostro PC, è necessario avere un browser e una connessione ad internet, nient&#8217;altro.</p>
<p>Il servizio si chiama AppsGeyser, rechiamoci quindi al sito ufficiale e selezioniamo &#8220;Create Now&#8220;.</p>
<p class="wp-caption-text">Creare App Android &#8211; homepage Appsgeyser</p>
<p>Nella prossima finestra clicchiamo su &#8220;Website&#8220;, come vedete ci sono tante categorie che potete utilizzare a seconda delle necessità.</p>
<p>Adesso non ci rimane che &#8220;personalizzare&#8221; la nostra applicazione (le personalizzazioni possibili sono davvero minime), inseriamo nel primo campo l&#8217;indirizzo del sito web, poi il nome dell&#8217;app, la descrizione, l&#8217;icona, l&#8217;orientamento (automatico) e infine la categoria, poi premiamo su CREATE APP.</p>
<p>E infine inseriamo: Nome, Cognome, Email e Password, accettiamo i termini del regolamento di appgeyser.com e SignUp.</p>
<p>Adesso scarichiamo l&#8217;applicazione:  attendiamo 1-2 minuti (tempo necessario per la compilazione dell&#8217;app) e clicchiamo su DOWNLOAD.<br />
Basterà spostare l&#8217;apk sul telefono e il gioco è fatto, o in alternativa, è possibile scansionare il quarcode dal telefono e automaticamente verrà scaricata l&#8217;applicazione.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="font-size: 18px;">Vuoi creare App Android ma non hai le dovute conoscenze Java?</h2>
<p style="text-align: justify;">Bene oggi vedremo come creare un App del proprio blog, a dire il vero si tratta più di una web-app che permette esclusivamente la navigazione del proprio sito come se fosse un browser a schermo intero; una soluzione che può tornare utile se si hanno poche conoscenze tecniche (o risorse economiche) per la realizzazione della propria applicazione, ma si vuole comunque offrire ai propri lettori un ulteriore strumento che li aiuti a seguirci e che potrà rivelarsi un ottimo alleato nella loro fidelizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per creare la nostra Applicazione Android utilizzeremo una web platform gratuita, non dovremo infatti installare alcun software sul nostro PC ed è quindi utilizzabile da qualunque sistema operativo abbiate installato sul vostro PC, è necessario avere un browser e una connessione ad internet, nient&#8217;altro.</p>
<p>Il servizio si chiama <strong>AppsGeyser</strong>, rechiamoci quindi al <strong><a title="appsgeyser" href="http://www.appsgeyser.com/" target="_blank">sito ufficiale</a></strong> e selezioniamo &#8220;<strong>Create Now</strong>&#8220;.</p>
<div id="attachment_4166" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser1.jpg"><img class="size-full wp-image-4166" alt="appsgayser" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser1.jpg" width="600" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Creare App Android &#8211; homepage Appsgeyser</p></div>
<p>Nella prossima finestra clicchiamo su &#8220;<strong>Website</strong>&#8220;, come vedete ci sono tante categorie che potete utilizzare a seconda delle necessità.</p>
<div><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser2.jpg"><img class="size-full wp-image-4167 aligncenter" alt="appsgayser" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser2.jpg" width="600" height="337" /></a></div>
<div></div>
<div style="text-align: justify;">Adesso non ci rimane che &#8220;<strong>personalizzare</strong>&#8221; la nostra applicazione (le personalizzazioni possibili sono davvero minime), inseriamo nel primo campo l&#8217;indirizzo del sito web, poi il nome dell&#8217;app, la descrizione, l&#8217;icona, l&#8217;orientamento (automatico) e infine la categoria, poi premiamo su <strong>CREATE APP</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4168" alt="appsgayser" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser.jpg" width="600" height="408" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">E infine inseriamo: Nome, Cognome, Email e Password, accettiamo i termini del regolamento di appgeyser.com e SignUp.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgeyser5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4173" alt=" appsgeyser" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgeyser5.jpg" width="600" height="337" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">
<div>Adesso scarichiamo l&#8217;applicazione:  attendiamo 1-2 minuti (tempo necessario per la compilazione dell&#8217;app) e clicchiamo su DOWNLOAD.</div>
<div>Basterà spostare l&#8217;apk sul telefono e il gioco è fatto, o in alternativa, è possibile scansionare il quarcode dal telefono e automaticamente verrà scaricata l&#8217;applicazione.</div>
<div><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4174" alt="appsgeyser" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/appsgayser4.jpg" width="600" height="337" /></a></div>
</div>
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		<item>
		<title>7 tool pentesting Ubuntu, vediamo come installarli</title>
		<link>http://www.inthebit.it/7-tool-pentesting-ubuntu-vediamo-come-installarli</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/7-tool-pentesting-ubuntu-vediamo-come-installarli#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 08:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4122</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siete aspiranti pentesters, avete gia in mente di passare a distribuzioni Linux come Kali Linux, Backtrack, BackBox, ma non sapete da dove cominciare? Prima di tutto, (se venite da Windows) dovreste conoscere a fondo il Kernel Linux, in quanto le distribuzioni Kali Linux, Backtrack e BackBox hanno dei Kernel interamente dedicati a loro, e richiedono una conoscenza medio-alta di Linux, percui direi di iniziare con Linux Ubuntu.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vi spieghero&#8217; come installare 7 tools fondamentali per un hacker:</p>
<p>Metasploit Framework (msf)<br />
Armitage<br />
Aircrack-ng (Airodump-ng ; Aireplay-ng ; Airmon-ng ecc&#8230;)<br />
Sql Map (Sql Injection)<br />
Social-Engineering toolkit (set)<br />
LOIC (Low Orbit Ion Cannon In grado di far rallentare l&#8217;host di un sito e se non peggio mandarlo in crash)<br />
nmap (Scan servizi Host)</p>
<p>1. Primo tool: Metasploit Framework</p>
<p style="text-align: justify;">(dovete installare prima PostgreSQL 9.1=&#62; quindi scrivete nel terminale sudo apt-get install postgresql, poi service postgresql start)</p>
<p style="text-align: justify;">Metasploit framework, è a parer mio il miglior tool di sicurezza informatica open-source (dispone di piu&#8217; di 500 Exploit/400 Payload/ 100 Auxiliary /50 encoders) che ognuno dovrebbe conoscere</p>
<p style="text-align: justify;">Come Installare Metasploit Framework:</p>
<p style="text-align: justify;">Colleghiamoci al sito: http://www.rapid7.com/products/metasploit/download.jsp quindi andiamo in fondo per trovare Metasploit Framework e selezioniamo Linux (32 o 64 bit a seconda del vostro sistema)</p>
<p style="text-align: justify;">una volta scaricato apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<p>cd Scaricati<br />
sudo chmod +x (nomefile).run<br />
sudo ./(nomefile).run</p>
<p style="text-align: justify;">Ora ci apparira&#8217; una finestra come questa:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">poi il setup di metasploit vi accompagnera&#8217; nell&#8217;installazione. Sara&#8217; richiesto di accettare il contratto, impostare una cartella vuota (preimpostata: /opt/metasploit), impostare una porta per i servizi Metasploit. Potrete avviare Metasploit con i seguenti comandi</p>
<p>sudo -s<br />
service postgresql start<br />
service metasploit start<br />
msfconsole<br />
2. Installiamo Armitage</p>
<p style="text-align: justify;">Se Metasploit e la sua terrificante shell vi spaventano, c&#8217;è una soluzione: si chiama Armitage e lavora con Java</p>
<p style="text-align: justify;">(installiamo java da Ubuntu Software Center: OpenJDK)</p>
<p style="text-align: justify;">Armitage è un software intelligente che si basa su Metasploit: Armitage ha un interfaccia grafica che consente di scannerizzare l&#8217;host e analizzarne gli attacchi efficaci a quel tipo di Host, molto comodo per chi comincia a esplorare questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">andiamo su http://fastandeasyhacking.com/download e clicchiamo su .tgz</p>
<p style="text-align: justify;">ora apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<p>cd Scaricati<br />
sudo tar -zxvf armitage20140227.tgz<br />
sudo mv armitage /opt/metasploit<br />
cd /opt/metasploit/armitage<br />
sudo ./armitage</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">ora basta cliccare su connect, poi ci chiedera&#8217; di attivare il server MSF noi diamo Si</p>
<p style="text-align: justify;">infine ecco come sara&#8217; la schermata</p>
<p style="text-align: center;">
<p>3. Aircrack-ng: crack delle reti wi-fi WPA/WPA2/WEP</p>
<p style="text-align: justify;">Apriamo il terminale e digitiamo</p>
<p>sudo apt-get install aircrack-ng</p>
<p style="text-align: justify;">e il gioco è fatto, molto semplice</p>
<p>4. SqlMap</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo su http://sqlmap.org</p>
<p style="text-align: justify;">e andiamo in download e selezioniamo here in azzurro, quindi il download partira&#8217; automaticamente, poi apriamo il terminale ed eseguiamo il comando</p>
<p>cd Scaricati<br />
sudo tar -zxvf (nomefile).tar.gz<br />
cd /home<br />
cd ..<br />
mkdir pentest<br />
cd /home/(tuonomeutente)/Scaricati<br />
mv (nomefile_scompattato) /pentest<br />
rn nomefile sqlmap</p>
<p style="text-align: justify;">poi digitiamo ancora:</p>
<p>cd /pentest/sqlmap</p>
<p style="text-align: justify;">(per eseguire sqlmap è necessario python)</p>
<p style="text-align: justify;">infine scriviamo:</p>
<p>python sqlmap.py</p>
<p>(che dovra&#8217; essere impostato secondo alcuni valori)</p>
<p style="text-align: center;">
<p>5. Poco conosciuto, ma molto potente: SET</p>
<p style="text-align: justify;">Set è un programmino (sempre da terminale) molto usato nell&#8217;ambito dell&#8217;ingegneria sociale, è in grado di clonare le pagine (login di facebook, siti di [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siete aspiranti <em>pentesters</em>, avete gia in mente di passare a distribuzioni Linux come <strong>Kali Linux</strong>, <strong>Backtrack</strong>, <strong>BackBox</strong>, ma non sapete da dove cominciare? Prima di tutto, (se venite da Windows) dovreste conoscere a fondo il Kernel Linux, in quanto le distribuzioni Kali Linux, Backtrack e BackBox hanno dei Kernel interamente dedicati a loro, e richiedono una conoscenza medio-alta di Linux, percui direi di iniziare con Linux Ubuntu.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vi spieghero&#8217; come installare 7 tools fondamentali per un hacker:</p>
<ol>
<li><strong>Metasploit Framework (msf)</strong></li>
<li><strong>Armitage</strong></li>
<li><strong>Aircrack-ng (Airodump-ng ; Aireplay-ng ; Airmon-ng ecc&#8230;)</strong></li>
<li><strong>Sql Map (Sql Injection)</strong></li>
<li><strong>Social-Engineering toolkit (set)</strong></li>
<li><strong>LOIC (Low Orbit Ion Cannon In grado di far rallentare l&#8217;host di un sito e se non peggio mandarlo in crash)</strong></li>
<li><strong>nmap (Scan servizi Host)</strong></li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong>1. Primo tool: Metasploit Framework</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">(dovete installare prima PostgreSQL 9.1=&gt; quindi scrivete nel terminale <em>sudo apt-get install postgresql</em>, poi <em>service postgresql start</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">Metasploit framework, è a parer mio il miglior tool di sicurezza informatica open-source (dispone di piu&#8217; di 500 Exploit/400 Payload/ 100 Auxiliary /50 encoders) che ognuno dovrebbe conoscere</p>
<p style="text-align: justify;">Come Installare Metasploit Framework:</p>
<p style="text-align: justify;">Colleghiamoci al sito: <a href="http://www.rapid7.com/products/metasploit/download.jsp" target="_blank">http://www.rapid7.com/products/metasploit/download.jsp</a> quindi andiamo in fondo per trovare Metasploit Framework e selezioniamo Linux (32 o 64 bit a seconda del vostro sistema)</p>
<p style="text-align: justify;">una volta scaricato apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<pre>cd Scaricati
sudo chmod +x (nomefile).run
sudo ./(nomefile).run</pre>
<p style="text-align: justify;">Ora ci apparira&#8217; una finestra come questa:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/msf.jpeg"><img class="size-full wp-image-4125 aligncenter" alt="msf" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/msf.jpeg" width="600" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">poi il setup di metasploit vi accompagnera&#8217; nell&#8217;installazione. Sara&#8217; richiesto di accettare il contratto, impostare una cartella vuota (preimpostata: /opt/metasploit), impostare una porta per i servizi Metasploit. Potrete avviare Metasploit con i seguenti comandi</p>
<pre>sudo -s
service postgresql start
service metasploit start
msfconsole</pre>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong>2. Installiamo Armitage</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Se Metasploit e la sua terrificante shell vi spaventano, c&#8217;è una soluzione: si chiama Armitage e lavora con Java</p>
<p style="text-align: justify;">(installiamo java da Ubuntu Software Center: OpenJDK)</p>
<p style="text-align: justify;">Armitage è un software intelligente che si basa su Metasploit: Armitage ha un interfaccia grafica che consente di scannerizzare l&#8217;host e analizzarne gli attacchi efficaci a quel tipo di Host, molto comodo per chi comincia a esplorare questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">andiamo su <a href="http://fastandeasyhacking.com/download" target="_blank">http://fastandeasyhacking.com/download</a> e clicchiamo su .tgz</p>
<p style="text-align: justify;">ora apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<pre>cd Scaricati
sudo tar -zxvf armitage20140227.tgz
sudo mv armitage /opt/metasploit
cd /opt/metasploit/armitage
sudo ./armitage</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/aha.jpeg"><img class="size-full wp-image-4127 aligncenter" alt="aha" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/aha.jpeg" width="600" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">ora basta cliccare su connect, poi ci chiedera&#8217; di attivare il server MSF noi diamo Si</p>
<p style="text-align: justify;">infine ecco come sara&#8217; la schermata</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/ahah1.jpeg"><img class="size-full wp-image-4128 aligncenter" alt="ahah1" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/ahah1.jpeg" width="600" height="337" /></a></p>
<h3><span style="color: #d64a2b;"><strong>3. Aircrack-ng: crack delle reti wi-fi WPA/WPA2/WEP</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Apriamo il terminale e digitiamo</p>
<pre>sudo apt-get install aircrack-ng</pre>
<p style="text-align: justify;">e il gioco è fatto, molto semplice</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong style="line-height: 1.5em;">4. SqlMap</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Andiamo su <a href="http://sqlmap.org" target="_blank">http://sqlmap.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">e andiamo in download e selezioniamo <em>here</em> in azzurro, quindi il download partira&#8217; automaticamente, poi apriamo il terminale ed eseguiamo il comando</p>
<pre>cd Scaricati
sudo tar -zxvf (nomefile).tar.gz
cd /home
cd ..
mkdir pentest
cd /home/(tuonomeutente)/Scaricati
mv (nomefile_scompattato) /pentest
rn nomefile sqlmap</pre>
<p style="text-align: justify;">poi digitiamo ancora:</p>
<pre>cd /pentest/sqlmap</pre>
<p style="text-align: justify;">(per eseguire sqlmap è necessario python)</p>
<p style="text-align: justify;">infine scriviamo:</p>
<pre>python sqlmap.py</pre>
<p>(che dovra&#8217; essere impostato secondo alcuni valori)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/gg.jpeg"><img class="size-full wp-image-4129 aligncenter" alt="gg" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/gg.jpeg" width="600" height="337" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong>5. Poco conosciuto, ma molto potente: SET</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Set è un programmino (sempre da terminale) molto usato nell&#8217;ambito dell&#8217;ingegneria sociale, è in grado di clonare le pagine (login di facebook, siti di banche, twitter ecc&#8230;), inviare email di phishing e molto altro</p>
<p style="text-align: justify;">ora apriamo il terminale e digitiamo</p>
<pre>cd Scaricati</pre>
<p style="text-align: justify;">e poi copiamo e incolliamo:</p>
<pre>git clone https://github.com/trustedsec/social-engineer-toolkit/ set/</pre>
<p style="text-align: justify;">cosi dovremmo ottenere una cartella chiamata set</p>
<p style="text-align: justify;">ora spostiamola nella cartella pentest</p>
<p style="text-align: justify;">quindi:</p>
<pre>mv set /pentest</pre>
<p style="text-align: justify;">poi per entrare e usare set:</p>
<pre>cd /pentest/set</pre>
<p style="text-align: justify;">(anche questo richiede python)</p>
<p style="text-align: justify;">per eseguire set digitiamo</p>
<pre>python setoolkit</pre>
<p style="text-align: center;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/ggii.jpeg"><img class="size-full wp-image-4131 aligncenter" alt="ggii" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/ggii.jpeg" width="600" height="337" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong>6.LOIC, il piu&#8217; potente programma per attacchi DoS</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Usato dagli <strong>Anonymous</strong> contro scientology e i siti americani di grande importanza contro la pirateria informatica LOIC è un tool scaricato da più di 50000 persone e se cade in mani sbagliate è un vero incubo per gli amministratori IT di tutto il mondo, è in grado di far cadere a pezzi un sito web ed esaurire le risorse dell&#8217;host.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo come si Installa: (dovete scaricare prima git-core e monodevelop da apt-get per eseguire loic)</p>
<pre>cd Scrivania
mkdir loic
cd loic
wget https://raw.github.com/nicolargo/loicinstaller/master/loic.sh
chmod a+x loic.sh
./loic.sh install
./loic.sh run</pre>
<p style="text-align: justify;">ora loic è pronto!</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima volta per eseguirlo vi basta fare questi 3 comandi:</p>
<pre>cd Scrivania</pre>
<pre>cd loic</pre>
<pre>./loic.sh run</pre>
<p style="text-align: justify;">(non chiudete il terminale)</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong>7.Ultimo ma non meno importante Nmap </strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Ultimo ma uno di quelli di fondamentale importanza, Nmap consente di avere una &#8220;vista&#8221; chiamiamola cosi dell&#8217;host da attaccare, infatti analizza:</p>
<ul>
<li>Sistema operativo in uso</li>
<li>Servizi</li>
<li>Porte</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">per installarlo bastera&#8217; semplicemente scrivere nel terminale</p>
<pre>sudo apt-get install nmap</pre>
<p style="text-align: justify;">Spero questa guida vi sia piaciuta, e buona fortuna per il vostro futuro da Hackers!</p>
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