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	<title>InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni! &#187; adb</title>
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	<description>Nel nostro Blog troverai Guide, News, Consigli ed Approfondimenti sul mondo della tecnologia: Android, Linux, Internet service e molto altro ancora!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2015 18:15:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>MIUI ADB device not found</title>
		<link>http://www.inthebit.it/miui-adb-device-not-found</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/miui-adb-device-not-found#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 19:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MIUI]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Xiaomi]]></category>
		<category><![CDATA[Xiaomi MI2]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non so esattamente da cosa dipenda, se sia esattamente colpa del sistema operativo usato o della MIUI; so però che quest&#8217;ultima non riesce a comunicare con ADB. E molto probabilmente è soltanto un bug della versione che ho installato sul mio Xiaomi Mi2, con esattezza la WIUI 4.8.29, ma comunque basata su MIUI. Tuttavia credo che a qualcuno potrebbe tornare utile, nel caso in cui dovesse leggere Device not found, nel tentativo di comunicare col proprio smartphone tramite ADB.</p>
<p>MIUI ADB Windows</p>
<p style="text-align: justify;">Su Windows, nonostante io abbia usato ADB in passato (con CyanogenMod), non sono riuscito a far funzionare ADB. È bastato però scaricare questi driver Xiaomi. In realtà è un tool, per giunta in Cinese, ma &#8211; con l&#8217;installazione del software &#8211; verranno installati anche i driver e la procedura di installazione di questi sarà ultimata non appena lo smartphone verrà collegato al PC.<br />
Quindi, in questo caso è semplice risolvere, e nonostante il software sia in Cinese, l&#8217;installazione è molto intuitiva. Non ci sarà poi alcun bisogno di avviare e utilizzare il software.</p>
<p>MIUI ADB Linux (e Mac)</p>
<p style="text-align: justify;">Su Ubuntu, come su Windows (ma anche su Mac da quello che leggo in giro), provando a linkare i dispositivi tramite ADB (adb devices) e provando quindi ad avviare la shell, un messaggio ci avviserà che non è stato trovato alcun dispositivo: device not found, o semplicemente la lista vuota.<br />
In questo caso, cioè su Linux (credo anche su Mac), non sono necessari i driver; bisogna invece aggiungere semplicemente una stringa a un file, e per farlo sono sufficienti due comandi da terminale</p>
<p>adb kill-server<br />
echo "0x2717" &#62; ~/.android/adb_usb.ini<br />
adb devices</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, tramite questi comandi, ADB dovrebbe vedere il vostro dispositivo! Semplice, no? </p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Via</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/miui-adb-device-not-found">MIUI ADB device not found</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
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</script></div><!-- Easy Plugin for AdSense V8.20 --><p style="text-align: justify;">Non so esattamente da cosa dipenda, se sia esattamente colpa del sistema operativo usato o della MIUI; so però che quest&#8217;ultima non riesce a comunicare con ADB. E molto probabilmente è soltanto un bug della versione che ho installato sul mio Xiaomi Mi2, con esattezza la WIUI 4.8.29, ma comunque basata su MIUI. Tuttavia credo che a qualcuno potrebbe tornare utile, nel caso in cui dovesse leggere <em>Device not found</em>, nel tentativo di comunicare col proprio smartphone tramite ADB.</p>
<h2 style="text-align: justify;">MIUI ADB Windows</h2>
<p style="text-align: justify;">Su Windows, nonostante io abbia usato ADB in passato (con CyanogenMod), non sono riuscito a far funzionare ADB. È bastato però <a title="Driver Xiaomi" href="http://miuiandroid.com/windows/" target="_blank">scaricare questi driver Xiaomi</a>. In realtà è un tool, per giunta in Cinese, ma &#8211; con l&#8217;installazione del software &#8211; verranno installati anche i driver e la procedura di installazione di questi sarà ultimata non appena lo smartphone verrà collegato al PC.<br />
Quindi, in questo caso è semplice risolvere, e nonostante il software sia in Cinese, l&#8217;installazione è molto intuitiva. Non ci sarà poi alcun bisogno di avviare e utilizzare il software.</p>
<h2 style="text-align: justify;">MIUI ADB Linux (e Mac)</h2>
<p style="text-align: justify;">Su Ubuntu, come su Windows (ma anche su Mac da quello che leggo in giro), provando a linkare i dispositivi tramite ADB (<em>adb devices</em>) e provando quindi ad avviare la shell, un messaggio ci avviserà che non è stato trovato alcun dispositivo: <em>device not found</em>, o semplicemente la lista vuota.<br />
In questo caso, cioè su Linux (credo anche su Mac), non sono necessari i driver; bisogna invece aggiungere semplicemente una stringa a un file, e per farlo sono sufficienti due comandi da terminale</p>
<pre>adb kill-server
echo "0x2717" &gt; ~/.android/adb_usb.ini
adb devices</pre>
<p style="text-align: justify;">Adesso, tramite questi comandi, ADB dovrebbe vedere il vostro dispositivo! Semplice, no? <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><a title="MIUI Forum" href="http://en.miui.com/thread-2050-2-1.html" target="_blank">Via</a></p>
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		<title>[Guida] Hotspot Vodafone gratuito!</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-hotspot-vodafone-gratuito</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-hotspot-vodafone-gratuito#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 20:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[PC/Internet]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[terminale]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Vodafone]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6924</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti (purtroppo) che la Vodafone ci fa pagare 4 euro al giorno non appena condividiamo la nostra connessione internet. Fortunatamente possiamo ovviare a questo problema, e per farlo ci sono più metodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, per esempio, ho spiegato come usare il Tethering (USB) Vodafone gratuitamente, tramite un&#8217;applicazione: Tether. Nello stesso post ho promesso che avrei fatto un&#8217;ulteriore guida per far funzionare l&#8217;Hotspot, esattamente modificando gli APN. In realtà, con la modifica degli APN, funzionerà anche il Tethering USB (o Bluetooth), con il vantaggio che non sarà necessario usare applicazioni, le quali &#8211; come nel caso di Tether &#8211; hanno limitazioni e spesso sono a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica dell&#8217;APN è molto veloce e semplice, anche per un neofita del mondo Android, ma a quanto pare non è efficace su tutti i dispositivi (o ROM, probabilmente). Sul mio dispositivo, infatti, è stata inutile, e lo stesso sullo smartphone di un amico. In un altro caso, invece, ha funzionato.<br />
Detto questo, dopo aver spiegato come modificare gli APN, vedremo un metodo alternativo, ovvero tramite ADB.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Modifica APN</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare, è opportuno attivare il Servizio di blocco internet da PC dal sito Vodafone o direttamente dall&#8217;applicazione dedicata: My Vodafone. Non è necessario, ma farlo non costa nulla, anzi, risparmieremo i nostri 4 euro se la configurazione dovesse andare male. Il modo più semplice e immediato è tramite app, ecco come fare:</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver effettuato l&#8217;accesso in My Vodafone, nel menu sulla sinistra, devi selezionare Gestisci Offerte, quindi Altri servizi e scorrere fino a trovare la voce Blocco Internet da PC. Premi &#8220;Attiva&#8221; e attendi l&#8217;SMS di avvenuta attivazione prima di procedere con il prossimo step.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato l&#8217;SMS di conferma, possiamo proseguire con la configurazione degli APN. Per prima cosa, vai nelle Impostazioni -&#62; Reti mobili, adesso apri la voce Nomi punti di accesso (APN). Qui dovresti trovare due APN relativi a Vodafone, i quali hanno nella loro descrizione i seguenti &#8216;indirizzi': mobile.vodafone.it e web.omintel.it. Quest&#8217;ultimo bisogna cancellarlo; questo APN viene infatti attivato quando usiamo il nostro smartphone come Hotspot o Tethering. Dopo averlo cancellato, apri mobile.vodafone.it e, tra tutte le voci, trova Tipo APN; seleziona questa voce, quindi aggiungi &#8220;,dun&#8221; (senza virgolette &#8211; immagine seguente) e salva. Adesso riavvia il telefono, attiva l&#8217;Hotspot e condividi la tua connessione senza pensieri! </p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Modifica tramite ADB</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già anticipato, la procedura appena descritta non funziona su tutti gli smartphone.<br />
In questo caso, bisogna procedere con un metodo un po&#8217; più complicato, ma neanche tanto per chi ha dimestichezza con ADB. Difatti sono sufficienti 2 semplici comandi per avere l&#8217;Hotspot Vodafone gratuito; non è necessario che i permessi di root siano attivi. Infine, come nel caso precedente, sarebbe opportuno attivare i servizi Vodafone per bloccare Internet da PC.</p>
<p style="text-align: justify;">ADB (Android Debug Bridge), per farla semplice, è un tool per comunicare con un dispositivo Android. Tramite un terminale, con ADB possiamo eseguire comandi per ottenere determinate azioni, come: ottenere informazioni relative al nostro device; effettuare il root; installare ROM, etc o effettuare varie modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai capito qualche termine sopracitato, probabilmente è [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-hotspot-vodafone-gratuito">[Guida] Hotspot Vodafone gratuito!</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti (purtroppo) che la <strong>Vodafone ci fa pagare 4 euro</strong> al giorno non appena condividiamo la nostra connessione internet. Fortunatamente possiamo ovviare a questo problema, e per farlo ci sono più metodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, per esempio, <a title="Tethering Vodafone gratis" href="/tethering-vodafone-gratis/" target="_blank">ho spiegato come usare il Tethering (USB) Vodafone gratuitamente</a>, tramite un&#8217;applicazione: <strong>Tether</strong>. Nello stesso post ho promesso che avrei fatto un&#8217;ulteriore guida per far funzionare l&#8217;<strong>Hotspot</strong>, esattamente modificando gli <strong>APN</strong>. In realtà, con la modifica degli APN, funzionerà anche il Tethering USB (o Bluetooth), con il vantaggio che non sarà necessario usare applicazioni, le quali &#8211; come nel caso di Tether &#8211; hanno limitazioni e spesso sono a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica dell&#8217;APN è molto veloce e semplice, anche per un neofita del mondo Android, ma a quanto pare non è efficace su tutti i dispositivi (o ROM, probabilmente). Sul mio dispositivo, infatti, è stata inutile, e lo stesso sullo smartphone di un amico. In un altro caso, invece, ha funzionato.<br />
Detto questo, dopo aver spiegato come modificare gli APN, vedremo un metodo alternativo, ovvero tramite <strong>ADB</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><div id="modificaapn" class="content-section-divider" data-label="Modifica APN"></div></p>
<h2 style="text-align: justify;">Modifica APN</h2>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare, è opportuno attivare il Servizio di blocco internet da PC dal sito Vodafone o direttamente dall&#8217;applicazione dedicata: <strong>My Vodafone</strong>. Non è necessario, ma farlo non costa nulla, anzi, risparmieremo i nostri 4 euro se la configurazione dovesse andare male. Il modo più semplice e immediato è tramite app, ecco come fare:</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver effettuato l&#8217;accesso in My Vodafone, nel menu sulla sinistra, devi selezionare <strong>Gestisci Offerte</strong>, quindi <strong>Altri servizi </strong>e scorrere fino a trovare la voce <strong>Blocco Internet da PC</strong>. Premi &#8220;Attiva&#8221; e attendi l&#8217;SMS di avvenuta attivazione prima di procedere con il prossimo step.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato l&#8217;SMS di conferma, possiamo proseguire con la configurazione degli APN. Per prima cosa, vai nelle Impostazioni -&gt; Reti mobili, adesso apri la voce <strong>Nomi punti di accesso (APN)</strong>. Qui dovresti trovare due APN relativi a Vodafone, i quali hanno nella loro descrizione i seguenti &#8216;indirizzi': <em>mobile.vodafone.it </em>e <em>web.omintel.it</em>. <span style="text-decoration: underline;">Quest&#8217;ultimo bisogna cancellarlo</span>; questo APN viene infatti attivato quando usiamo il nostro smartphone come Hotspot o Tethering. Dopo averlo cancellato, apri mobile.vodafone.it e, tra tutte le voci, trova <strong>Tipo APN</strong>; seleziona questa voce, quindi aggiungi &#8220;<strong>,dun</strong>&#8221; (senza virgolette &#8211; immagine seguente) e salva. Adesso riavvia il telefono, attiva l&#8217;Hotspot e condividi la tua connessione senza pensieri! <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<table class=" aligncenter" style="height: auto;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6982" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-apn" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn-1.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6983" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-apn-1.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-apn-1" width="100%" height="auto" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><div id="modificatramiteadb" class="content-section-divider" data-label="Modifica tramite ADB"></div></p>
<h2>Modifica tramite ADB</h2>
<p style="text-align: justify;">Come ho già anticipato, la procedura appena descritta non funziona su tutti gli smartphone.<br />
In questo caso, bisogna procedere con un metodo un po&#8217; più complicato, ma neanche tanto per chi ha dimestichezza con ADB. Difatti sono sufficienti 2 semplici comandi per avere l&#8217;Hotspot Vodafone gratuito; non è necessario che i permessi di root siano attivi. Infine, come nel caso precedente, sarebbe opportuno attivare i servizi Vodafone per bloccare Internet da PC.</p>
<p style="text-align: justify;">ADB (Android Debug Bridge), per farla semplice, è un tool per comunicare con un dispositivo Android. Tramite un terminale, con ADB possiamo eseguire comandi per ottenere determinate azioni, come: ottenere informazioni relative al nostro device; effettuare il root; installare ROM, etc o effettuare varie modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai capito qualche termine sopracitato, probabilmente è meglio leggere qualche guida a riguardo; tuttavia spiegherò cosa bisognerà fare, così che anche il meno esperto possa capire senza difficoltà.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Installazione</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Windows:</strong> Su Windows, oltre ad ADB, è necessario installare anche i driver del proprio smartphone. Per facilitare l&#8217;operazione, su XDA esiste un tool che, lanciandolo con i privilegi di amministratore, installa tutto il necessario in una manciata di secondi, così il PC sarà pronto a comunicare con il tuo dispositivo Android.<br />
<strong>ADB Installer |</strong> <a title="ADB Installer" href="http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979" target="_blank">Download</a></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Linux:</strong> Di solito &#8211; soprattutto su Ubuntu &#8211; è sufficiente digitare il comando
<pre>sudo apt-get install android-tools-adb android-tools-fastboot</pre>
<p>per installare e far funzionare adb. Non sono necessari driver aggiuntivi. Se la tua distribuzione non dovesse avere i repository, basta aggiungerli e installare adb tramite i due comandi seguenti:</p>
<pre>sudo add-apt-repository ppa:phablet-team/tools &amp;&amp; sudo apt-get update
sudo apt-get install android-tools-adb android-tools-fastboot</pre>
</li>
</ul>
<p>Dopo l&#8217;installazione, dobbiamo &#8216;preparare&#8217; il nostro dispositivo.<br />
Affinché ADB funzioni, bisogna attivare il <strong>Debug USB</strong>; per far ciò, è necessario avere attive le <em>Opzioni sviluppatore</em>. Se sono attive, puoi saltare questo passaggio</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Entra nelle Impostazioni, scorri fino alla fine e apri <strong>Info sul telefono</strong>, quindi &#8216;tappa&#8217; più volte e velocemente sulla voce <strong>Numero build</strong> fino a quando verrà visualizzato un messaggio che ti informerà che le Opzioni sviluppatore sono state attivate.</li>
<li style="text-align: justify;">Torna indietro, nelle Impostazioni, e sopra l&#8217;opzione &#8216;Info sul telefono&#8217; troverai un nuovo menu: &#8216;Opzioni sviluppatore';</li>
<li style="text-align: justify;">accedi e attiva l&#8217;opzione &#8216;Debug USB&#8217;.</li>
</ul>
<table style="width: 100%;">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug.jpg"><img class="aligncenter wp-image-6987" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6986" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-1.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug-1" width="100%" height="auto" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6985" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-debug-2.jpg" alt="hotspot-vodafone-gratuito-debug-2" width="100%" height="auto" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Procedimento</h3>
<p style="text-align: justify;">Adesso è tutto pronto, verifichiamo che ADB comunichi con Android.<br />
Apriamo il <em>prompt dei comandi</em> su Windows; il terminale su Linux. Colleghiamo il nostro dispositivo al PC, quindi nel terminale digitiamo:</p>
<pre>adb devices</pre>
<p style="text-align: justify;">Se appare un messaggio simile a quello dell&#8217;immagine seguente, significa che ADB riconosce il dispositivo, quindi sarà possibile proseguire con i comandi che seguiranno. Se non viene riconosciuto, verificate di aver fatto tutti i passaggi correttamente.<br />
<strong>Nota:</strong> Android chiederà se associare il PC al dispositivo. Confermate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-adb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6980" src="/WP/wp-content/uploads/2015/02/hotspot-vodafone-gratuito-adb.jpg" alt="hotspot vodafone gratuito InTheBit" width="816" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>adb shell
settings get global tether_dun_required</pre>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;ultimo comando dovrebbe restituire un valore:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>null</strong> o <strong>1</strong>: stanno ad indicare che il nostro operatore sa che stiamo usando l&#8217;hotspot, ergo paghiamo.</li>
<li><b>o</b>: il nostro operatore non sa che stiamo utilizzando l&#8217;hotspot.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Si deduce facilmente che il valore deve essere impostato su 0. Se lo è, ovviamente, il tethering/hotspot è già funzionante, ma se stai seguendo questa guida, sicuramente il valore sarà diverso da 0. Può anche darsi che il comando generi un <strong>Warning</strong> simile a questo<br />
<div class="alert alert-dismissable alert-warning">Warning: linker: app_process has text relocations. This is wasting memory and is a security risk. Please fix. </div></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna paura, prosegui ugualmente. Per portare il valore a 0, digita il seguente comando nel terminale:</p>
<pre>settings put global tether_dun_required 0</pre>
<p style="text-align: justify;">Fatto ciò, esci con il comando &#8216;exit&#8217;, scollega lo smartphone dal PC e riavvia. All&#8217;avvio avrai hotspot e tethering funzionanti, senza spendere un centesimo! <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo dovrebbe funzionare su qualsiasi dispositivo, con qualsiasi versione di Android. L&#8217;articolo è stato creato prendendo spunto da più risorse su vari forum.</p>
<p style="text-align: justify;">Dispositivi testati:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Xiaomi Mi2, WIUI 4.4.4</li>
<li style="text-align: justify;">Nexus 4 Android 5.0 Lollipop</li>
</ul>
<p>Segnalaci il tuo dispositivo e la tua versione Android!</p>
<p>Questa soluzione è stata utile? Conoscete metodi alternativi? Fatemi sapere con un commento!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bash shell: come installarla su Android</title>
		<link>http://www.inthebit.it/bash-shell-come-installarla-android</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/bash-shell-come-installarla-android#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 16:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[App Android]]></category>
		<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[bash]]></category>
		<category><![CDATA[bourne again shell]]></category>
		<category><![CDATA[replacement]]></category>
		<category><![CDATA[sh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=6361</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Android, come ogni OS Unix e in generale come ogni altro sistema operativo dispone di una shell(wikipedia)[Ovviamente parliamo della Shell testuale o a riga di comando], che funziona grazie a un emulatore di linea di comando (Terminale). Android dispone della shell &#8220;sh&#8221; (/system/bin/sh), emulata o &#8220;azionata&#8221; in parole semplici generalmente da &#8220;adb shell&#8220;, grazie al debugging USB e ad un PC munito di un&#8217;altra shell (Batch per Windows, Bash per i sistemi GNU/Linux e anche BSD, ecc ecc&#8230;), ma nel Play Store esistono degli emulatori che ne permettono il funzionamento direttamente sul SO stesso, e ovviamente ne otterremo vantaggio: abbiamo la possibilità di interagire col sistema operativo stesso direttamente dal proprio telefono, senza aver bisogno di collegarlo ad un PC. Per estendere, inoltre le funzionalità della shell e del SO Android in generale si installa BusyBox, grazie al root una patch di funzioni Unix che estendono quelle di default di Android, c&#8217;è anche da dire che lasciare la propria shell sul device con root abilitato è rischioso. Oggi vediamo come installare Bash su Android e impostarla come shell predefinita per un emulatore e come lanciarla su adb.</p>
<p style="text-align: justify;">Installare Bash X dal Play Store</p>
<p style="text-align: justify;">Scarichiamo l&#8217;app Bash X dal Play Store che servirà per installare Bash per architetture ARM</p>
<p style="text-align: justify;">Download: Bash X</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;app Bash X premiamo Install poi #root shell</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi verrà installato nel dispositivo il file binario di Bash, pronto per essere usato, premendo root shell verificheremo se bash è installato (restituisce come output la versione di bash (bash &#8211;version) )</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Andiamo nelle impostazioni del terminale e impostiamo come Shell predefinita&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">il percorso del file binario di bash:&#8221; /data/data/com.bitcubate.android.bash.installer/bash &#8211; &#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8230;e se vogliamo impostiamo un comando iniziale </p>
<p style="text-align: justify;">quindi dal popup selezioniamo il comando che verrà eseguito appena il terminale verrà aperto dall&#8217;utente</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo è tutto! Bash installata!</p>
<p>E per ADB?</p>
<p>Per l&#8217;utlity ADB SHELL basta che eseguiate il seguente comando &#8220;../data/data/com.bitcubate.android.bash.installer/bash&#8221; potete sfruttare questo comando anche dalla shell Sh dal terminale sul telefono, se non volete sostituire Sh.</p></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/bash-shell-come-installarla-android">Bash shell: come installarla su Android</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Android, come ogni OS Unix e in generale come ogni altro sistema operativo dispone di una <strong>shell</strong>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shell_%28informatica%29">wikipedia</a>)[Ovviamente parliamo della Shell <strong>testuale</strong> o a riga di comando], che funziona grazie a un <strong>emulatore</strong> di linea di comando (Terminale). Android dispone della shell &#8220;<strong>sh</strong>&#8221; (/system/bin/sh), emulata o &#8220;azionata&#8221; in parole semplici generalmente da &#8220;<strong>adb shell</strong>&#8220;, grazie al debugging USB e ad un PC munito di un&#8217;altra shell (<strong>Batch</strong> per Windows, <strong>Bash</strong> per i sistemi GNU/Linux e anche BSD, ecc ecc&#8230;), ma nel Play Store esistono degli emulatori che ne permettono il funzionamento direttamente sul SO stesso, e ovviamente ne otterremo vantaggio: abbiamo la possibilità di <strong>interagire</strong> col sistema operativo stesso <strong>direttamente dal proprio telefono</strong>, senza aver bisogno di collegarlo ad un PC. Per estendere, inoltre le funzionalità della shell e del SO Android in generale si installa <strong>BusyBox</strong>, grazie al root una patch di funzioni Unix che estendono quelle di default di Android, c&#8217;è anche da dire che lasciare la propria shell sul device con root abilitato è <strong>rischioso</strong>. Oggi vediamo come installare Bash su Android e impostarla come <strong>shell predefinita</strong> per un emulatore e come lanciarla su adb.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Installare Bash X dal Play Store</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scarichiamo l&#8217;app Bash X dal Play Store che servirà per installare Bash per architetture ARM</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Download</strong>: <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.bitcubate.android.bash.installer">Bash X</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dall&#8217;app Bash X premiamo Install poi #root shell</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi verrà installato nel dispositivo il file binario di Bash, pronto per essere usato, premendo root shell verificheremo se bash è installato (restituisce come output la versione di bash (bash &#8211;version) )</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/bashX.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-6422" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/bashX.jpeg" alt="bashX" width="232" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andiamo nelle impostazioni del terminale e impostiamo come Shell predefinita&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">il percorso del file binario di bash:&#8221; /data/data/com.bitcubate.android.bash.installer/bash &#8211; &#8220;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/shellchoosing.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-6423" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/shellchoosing.jpeg" alt="shellchoosing" width="345" height="211" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230;e se vogliamo impostiamo un comando iniziale </strong></p>
<p style="text-align: justify;">quindi dal popup selezioniamo il comando che verrà eseguito appena il terminale verrà aperto dall&#8217;utente</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/startCommand.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-6425" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/startCommand.jpeg" alt="startCommand" width="344" height="192" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è tutto! Bash installata!</p>
<p><strong>E per ADB?</strong></p>
<p>Per l&#8217;utlity ADB SHELL basta che eseguiate il seguente comando &#8220;../data/data/com.bitcubate.android.bash.installer/bash&#8221; potete sfruttare questo comando anche dalla shell Sh dal terminale sul telefono, se non volete sostituire Sh.</p>
<p><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/11/adbshell.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-6421" src="/WP/wp-content/uploads/2014/11/adbshell.jpeg" alt="adbshell" width="506" height="233" /></a></p>
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]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inthebit.it/bash-shell-come-installarla-android/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come bypassare la lockscreen Android</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-bypassare-lockscreen-android</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-bypassare-lockscreen-android#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 14:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[bypass]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[lockscreen]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>
		<category><![CDATA[sequenza]]></category>
		<category><![CDATA[sql]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=5225</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al giorno d&#8217;oggi dobbiamo ricordare molte password, con la conseguenza che spesso ne dimentichiamo qualcuna. Fortunatamente esistono i metodi di ripristino, ma nel caso particolare di Android vi sono più vie nel caso in cui dovessimo dimenticare il pin, la sequenza o quel che sia della nostra schermata di blocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito basta ripristinare la password tramite account Google o nel peggiore dei casi con un full wipe, ma in realtà è possibile ripristinare &#8211; o meglio eliminare &#8211; la password, o il codice di blocco in più modi: tramite app, ADB, recovery..</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è un&#8217;arma a doppio taglio, in quanto ci fa capire quanto è facile accedere a un qualsiasi terminale indipendentemente dal fatto che questo abbia un codice di accesso facile o abbastanza complicato. Perciò questa, potrebbe essere una guida molto utile nel caso in cui dimenticassimo la nostra password ma allo stesso tempo malevola se il terminale dovesse capitare nelle mani sbagliate.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito elencherò sette metodi riportati sul forum XDA. Questi non sono stati testati personalmente, inoltre è possibile che un metodo funzioni su determinati terminali e su altri no. Se nessuno dovesse funzionare, sarà allora necessario procedere con un wipe.</p>
<p> </p>
<p>NOTE:</p>
<p>Se al riavvio doveste trovare ancora la sequenza di blocco/pin/password, inserite una qualsiasi combinazione<br />
Se nessuno di questi metodi dovesse funzionare, è necessario un full wipe;<br />
E&#8217; necessario avere il debug USB attivo, in alcuni casi anche il ROOT</p>
<p>&#160;</p>
<p>Ecco i metodi per bypassare la lockscreen Android</p>
<p>Metodo 1</p>
<p>Soluzione via Recovery</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Scaricate Pattern Password Disable &#124; Download<br />
Copiate il file sul telefono<br />
Riavviate il terminale in recovery mode<br />
flashate il file e riavviate</p>
<p>Metodo 2</p>
<p>Soluzione via ADB</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Installate ADB (se non è installato); su Ubuntu eseguite la riga:<br />
sudo apt-get install android-tools-adb</p>
<p>collegate il terminale al PC e avviate un terminale<br />
eseguite i seguenti comandi<br />
adb devices<br />
adb shell<br />
cd data/system<br />
su<br />
rm *.key</p>
<p>riavviate</p>
<p style="text-align: justify;">
UPDATE: Quello che segue è il caso di Marco che ha usato questo metodo servendosi della recovery, poiché non ha potuto attivare il debug usb a causa della password. (Permessi di root abilitati, dispositivo Galaxy S3)</p>
<p>da cell. spento premere insieme Vol su + Home + Tasto power per entrare in recovery (ho la recovery PhilZ Touch 6)<br />
collegare cavo usb al pc<br />
procedere con il metodo 2 ignorando l&#8217;eventuale errore con il comando &#8220;su&#8221; (come è successo a me) che dice questo: &#8220;/sbin/sh: su: not found&#8221; e proseguire con le successive istruzioni<br />
una volta riavviato il cell. accetta qualsiasi combinazione di gesti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Metodo 3</p>
<p style="text-align: justify;">Soluzione via SMS (solo per precauzione, se il telefono è già bloccato scegliete un altro metodo)</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Scaricate e installate l&#8217;applicazione &#124; Download<br />
Date i permessi di ROOT<br />
Impostate un pin differente da quello preimpostato (1234)<br />
Inviate un messaggio da un altro telefono per sbloccare, con scritto:<br />
codice reset      (1234 reset per esempio)<br />
Il telefono si riavvierà</p>
<p>Metodo 4</p>
<p>Soluzione via ADB &#8211; SQL</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Tramite terminale, eseguite i seguenti comandi<br />
adb shell<br />
cd /data/data/com.android.providers.settings/databases<br />
sqlite3 settings.db<br />
update system set value=0 where name='lock_pattern_autolock';<br />
update system set value=0 where name='lockscreen.lockedoutpermanently';<br />
.quit</p>
<p>riavviate</p>
<p>Metodo 5</p>
<p>Soluzione via ADB &#8211; rimozione file</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Collegate il telefono e aprite un terminale<br />
Digitate:<br />
adb shell rm /data/system/gesture.key</p>
<p>Metodo 6</p>
<p>Soluzione via Debug USB</p>
<p>[Aggiornerò in futuro]</p>
<p>Metodo 7</p>
<p>Soluzione via Recovery</p>
<p>Istruzioni</p>
<p>Scaricate e copiate sul vostro telefono Aroma file manager.zip &#124; [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al giorno d&#8217;oggi dobbiamo ricordare molte password, con la conseguenza che spesso ne dimentichiamo qualcuna. Fortunatamente esistono i metodi di ripristino, ma nel caso particolare di Android vi sono più vie nel caso in cui dovessimo dimenticare il pin, la sequenza o quel che sia della nostra schermata di blocco.</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito basta ripristinare la password tramite account Google o nel peggiore dei casi con un full wipe, ma in realtà è possibile ripristinare &#8211; o meglio eliminare &#8211; la password, o il codice di blocco in più modi: tramite app, ADB, recovery..</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è un&#8217;arma a doppio taglio, in quanto ci fa capire quanto è facile accedere a un qualsiasi terminale indipendentemente dal fatto che questo abbia un codice di accesso facile o abbastanza complicato. Perciò questa, potrebbe essere una guida molto utile nel caso in cui dimenticassimo la nostra password ma allo stesso tempo malevola se il terminale dovesse capitare nelle mani sbagliate.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito elencherò sette metodi riportati sul forum XDA. Questi non sono stati testati personalmente, inoltre è possibile che un metodo funzioni su determinati terminali e su altri no. Se nessuno dovesse funzionare, sarà allora necessario procedere con un wipe.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>NOTE:</strong></p>
<ul>
<li>Se al riavvio doveste trovare ancora la sequenza di blocco/pin/password, inserite una qualsiasi combinazione</li>
<li>Se nessuno di questi metodi dovesse funzionare, è necessario un full wipe;</li>
<li>E&#8217; necessario avere il debug USB attivo, in alcuni casi anche il ROOT</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco i metodi per bypassare la lockscreen Android</p>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 1</span></h3>
<p>Soluzione via Recovery</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Scaricate Pattern Password Disable <strong>| <a href="http://forum.xda-developers.com/attachment.php?attachmentid=2532214&amp;d=1390399283" target="_blank">Download</a></strong></li>
<li style="text-align: justify;">Copiate il file sul telefono</li>
<li style="text-align: justify;">Riavviate il terminale in recovery mode</li>
<li style="text-align: justify;">flashate il file e riavviate</li>
</ul>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 2</span></h3>
<p>Soluzione via ADB</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Installate ADB (se non è installato); su Ubuntu eseguite la riga:
<pre>sudo apt-get install android-tools-adb</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;">collegate il terminale al PC e avviate un terminale</li>
<li style="text-align: justify;">eseguite i seguenti comandi
<pre>adb devices
adb shell
cd data/system
su
rm *.key</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;">riavviate</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><div class="alert alert-dismissable alert-success"><br />
<strong>UPDATE:</strong> Quello che segue è il caso di <a href="/come-bypassare-lockscreen-android#comment-1655059871">Marco</a> che ha usato questo metodo servendosi della recovery, poiché non ha potuto attivare il debug usb a causa della password. (Permessi di root abilitati, dispositivo Galaxy S3)</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>da cell. spento premere insieme Vol su + Home + Tasto power per entrare in recovery (ho la recovery PhilZ Touch 6)</li>
<li>collegare cavo usb al pc</li>
<li>procedere con il metodo 2 ignorando l&#8217;eventuale errore con il comando &#8220;su&#8221; (come è successo a me) che dice questo: &#8220;/sbin/sh: su: not found&#8221; e proseguire con le successive istruzioni</li>
<li>una volta riavviato il cell. accetta qualsiasi combinazione di gesti</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"></div></p>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 3</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Soluzione via SMS (solo per precauzione, se il telefono è già bloccato scegliete un altro metodo)</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ol>
<ol>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Scaricate e installate l&#8217;applicazione <strong>| <a href="http://forum.xda-developers.com/attachment.php?attachmentid=2532215&amp;d=1390399283" target="_blank">Download</a></strong></li>
<li style="text-align: justify;">Date i permessi di ROOT</li>
<li style="text-align: justify;">Impostate un pin differente da quello preimpostato (1234)</li>
<li style="text-align: justify;">Inviate un messaggio da un altro telefono per sbloccare, con scritto:<br />
<em>codice reset</em>      (<em>1234 reset</em> per esempio)</li>
<li style="text-align: justify;">Il telefono si riavvierà</li>
</ul>
</ol>
</ol>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 4</span></h3>
<p>Soluzione via ADB &#8211; SQL</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ol>
<ol>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Tramite terminale, eseguite i seguenti comandi
<pre>adb shell
cd /data/data/com.android.providers.settings/databases
sqlite3 settings.db
update system set value=0 where name='lock_pattern_autolock';
update system set value=0 where name='lockscreen.lockedoutpermanently';
.quit</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;">riavviate</li>
</ul>
</ol>
</ol>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 5</span></h3>
<p>Soluzione via ADB &#8211; rimozione file</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ol>
<ol>
<ul>
<li>Collegate il telefono e aprite un terminale</li>
<li>Digitate:
<pre>adb shell rm /data/system/gesture.key</pre>
</li>
</ul>
</ol>
</ol>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 6</span></h3>
<p>Soluzione via Debug USB</p>
<p>[Aggiornerò in futuro]</p>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Metodo 7</span></h3>
<p>Soluzione via Recovery</p>
<h5><span style="color: #d64a2b;">Istruzioni</span></h5>
<ol>
<ol>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Scaricate e copiate sul vostro telefono Aroma file manager.zip <strong>| <a href="http://forum.xda-developers.com/attachment.php?attachmentid=2532253&amp;d=1390400421" target="_blank">Download</a></strong></li>
<li style="text-align: justify;">Avviate il telefono in recovery</li>
<li style="text-align: justify;">Tramite l&#8217;opzione &#8220;mount&#8221;, montate tutto</li>
<li style="text-align: justify;">Flashate poi il file aromafilemanager.zip</li>
<li style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;installazione, aromafilemanager si avvierà, usate il bilanciere del volume per muovervi e il tasto accensione per selezionare, come con la recovery</li>
<li style="text-align: justify;">Andate in &#8220;Menu&#8221;, poi in &#8220;Settings&#8221;</li>
<li style="text-align: justify;">In fondo, selezionate &#8220;mount all partition in startup&#8221;, quindi uscite da aromafilemanager</li>
<li style="text-align: justify;">Dopo aver chiuso aroma, flashatelo nuovamente e si avvierà di nuovo</li>
<li style="text-align: justify;">Spostatevi in &#8220;Data&#8221;, poi in &#8220;System&#8221;</li>
<li style="text-align: justify;">Trovate ora <em>gesture.key</em> (per la sequenza) o <em>password.key</em> (per la password). Tap prolungato su uno di questi, quindi selezionate &#8220;delete&#8221;</li>
<li style="text-align: justify;">Riavviate</li>
</ul>
</ol>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>E voi conoscete qualche altro metodo?</p>
<p><a href="http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2620456" target="_blank">Via</a></p>
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		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guida al Backup Android con ADB</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-backup-android-adb</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-backup-android-adb#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 08:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Belli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Backup]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=4189</guid>
		<description><![CDATA[<p>In questo articolo vedremo come effettuare un Backup di Android sfruttando i comandi ADB.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è valido per ogni smartphone che abbia come sistema operativo Android, indipendentemente dal modello del nostro device, non è necessario inoltre avere i permessi di root e neanche il bootloader sbloccato. Vediamo quindi in dettaglio la procedura da seguire a seconda del sistema operativo installato sul nostro PC:</p>
<p>Installazione e configurazione ADB con Windows</p>
<p>Scarichiamo l&#8217;SDK Android Developers dal Sito Ufficiale.<br />
Andiamo nella cartella di destinazione del download e estraiamo l&#8217;SDK, e rinominiamolo  &#8220;sdk&#8220;.<br />
apriamo il cmd come amministratore e digitiamo:</p>
<p>$ cd Download<br />
$ cd sdk<br />
$ cd sdk<br />
$ cd platform-tools<br />
Fermiamoci un attimo e vediamo adesso il procedimento valido per gli altri sistemi operativi.<br />
Con MacOS il procedimento è uguale a Windows.<br />
Installazione e configurazione ADB con Linux (Ubuntu/Debian)</p>
<p>apriamo la shell/termininale e digitiamo</p>
<p>sudo apt-get install android-tools-adb</p>
<p>Abbiamo terminato con la configurazione iniziale, siamo pronti ad effettuare il Backup.</p>
<p>BACKUP</p>
<p>Colleghiamo il device al PC tramite l&#8217;USB, la corretta sintassi di ADB per creare un file di Backup del nostro Android è la seguente:</p>
<p>adb backup &#60;opzioni&#62; &#60;-f nomefile.ab&#62;</p>
<p>le &#60;opzioni&#62; disponibili per l&#8217;utente sono:</p>
</p>
<p>$ -apk &#124; backup delle applicazioni e dei relativi dati.</p>
<p>$ -noapk        &#124; backup delle sole applicazioni senza dati.</p>
<p>$ -shared       &#124; backup della memoria esterna (microSD)</p>
<p>$ -noshared  &#124; non effettua il backup della memoria esterna</p>
<p>$ -all   &#124; relativo al comando -apk,  seleziona tutte le applicazioni installate nel sistema</p>
<p>$ -f &#8220;nomefile.ab&#8221; &#124; nome del file di backup *.ab</p>
<p><p>Per effettuare un backup completo possiamo usare ad esempio:</p>
<p>$ adb backup -apk -all -f galaxyS3_backup_app_20140406.ab</p>
<p>ovviamente il nome del file potrete modificarlo a vostro piacimento, inoltre se utilizzate Linux date il comando &#8220;sudo -s&#8221; prima di partire.</p>
<p>Eseguito quindi il comando, nel device vi verra&#8217; richiesto di accettare il backup e se volete, di impostare una password criptata.</p>
<p class="wp-caption-text">Backup Android con ADB &#8211; Conferma operazione</p>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo un pochino mentre il terminale continuerà a mostrare il messaggio &#8220;Now unlock your device and confirm backup operation&#8221; e quando il Backup sarà completato nel terminale/cmd vedrete:</p>
<p style="text-align: justify;">root@user-#</p>
<p style="text-align: justify;">oppure C:\User\user&#62;</p>
<p style="text-align: justify;">a seconda che utilizziate Windows o Linux. Il Backup è terminato, vediamo adesso come ripristinarlo sul device.</p>
<p>Ripristino del Backup nel Device Android<br />
Per ripristinare il Backup basta semplicemente aprire il terminale, navigare nella cartella contenente il Backup con la funzione cd e scrivere la seguente sintassi:</p>
<p>$ adb restore &#60;nomefile.ab<br />
dove &#60;nomefile.ab&#62;:  è il nome del file scelto al momento del backup nel nostro esempio:<br />
$ adb restore galaxyS3_backup_app_20140406.ab</p>
<p> Confermare il ripristino dal telefono.</p>
<p>Spero vi sia piaciuta e possa esservi utile. In caso di non-ripristino non prendetevela con me please </p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-backup-android-adb">Guida al Backup Android con ADB</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In questo articolo vedremo come effettuare un Backup di Android sfruttando i comandi ADB.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è valido per ogni smartphone che abbia come sistema operativo Android, indipendentemente dal modello del nostro device, non è necessario inoltre avere i permessi di root e neanche il bootloader sbloccato. Vediamo quindi in dettaglio la procedura da seguire a seconda del sistema operativo installato sul nostro PC:</p>
<h2><span style="font-size: 18px;">Installazione e configurazione ADB con Windows</span></h2>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Scarichiamo l&#8217;SDK Android Developers dal <strong><a title="sito ufficiale" href="http://developer.android.com/sdk/index.html" target="_blank">Sito Ufficiale</a>.</strong></li>
<li style="text-align: justify;">Andiamo nella cartella di destinazione del download e estraiamo l&#8217;SDK, e rinominiamolo  &#8220;<strong>sdk</strong>&#8220;.</li>
<li style="text-align: justify;">apriamo il cmd come amministratore e digitiamo:</li>
</ul>
<pre>$ cd Download
$ cd sdk
$ cd sdk
$ cd platform-tools</pre>
<div class="alert alert-dismissable alert-info">Fermiamoci un attimo e vediamo adesso il procedimento valido per gli altri sistemi operativi.<br />
Con MacOS il procedimento è uguale a Windows.</div>
<h2><span style="font-size: 18px;">Installazione e configurazione ADB con Linux (Ubuntu/Debian)</span></h2>
<p>apriamo la shell/termininale e digitiamo</p>
<pre>sudo apt-get install android-tools-adb</pre>
<p>Abbiamo terminato con la configurazione iniziale, siamo pronti ad effettuare il Backup.</p>
<hr />
<h3 style="text-align: center;">BACKUP</h3>
<p>Colleghiamo il device al PC tramite l&#8217;USB, la corretta sintassi di ADB per creare un file di Backup del nostro Android è la seguente:</p>
<pre>adb backup &lt;opzioni&gt; &lt;-f nomefile.ab&gt;</pre>
<p>le &lt;opzioni&gt; disponibili per l&#8217;utente sono:</p>
<div class="alert alert-dismissable alert-info"></p>
<p>$ -apk | backup delle applicazioni e dei relativi dati.</p>
<p>$ -noapk        | backup delle sole applicazioni senza dati.</p>
<p>$ -shared       | backup della memoria esterna (microSD)</p>
<p>$ -noshared  | non effettua il backup della memoria esterna</p>
<p>$ -all   | relativo al comando -apk,  seleziona tutte le applicazioni installate nel sistema</p>
<p>$ -f &#8220;nomefile.ab&#8221; | nome del file di backup *.ab</p>
<p></div>
<p>Per effettuare un backup completo possiamo usare ad esempio:</p>
<pre>$ adb backup -apk -all -f galaxyS3_backup_app_20140406.ab</pre>
<p>ovviamente il nome del file potrete modificarlo a vostro piacimento, inoltre se utilizzate Linux date il comando &#8220;<strong>sudo -s</strong>&#8221; prima di partire.</p>
<p>Eseguito quindi il comando, nel device vi verra&#8217; richiesto di accettare il backup e se volete, di impostare una password criptata.</p>
<div id="attachment_4204" style="width: 1143px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Backup-adb.jpg"><img class="size-full wp-image-4204" src="/WP/wp-content/uploads/2014/04/Backup-adb.jpg" alt="Adb ubuntu" width="1133" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Backup Android con ADB &#8211; Conferma operazione</p></div>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo un pochino mentre il terminale continuerà a mostrare il messaggio &#8220;Now unlock your device and confirm backup operation&#8221; e quando il Backup sarà completato nel terminale/cmd vedrete:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">root@user-#</p>
<p style="text-align: justify;">oppure C:\User\user&gt;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">a seconda che utilizziate Windows o Linux. Il Backup è terminato, vediamo adesso come ripristinarlo sul device.</p>
<h3><span style="font-size: 18px;">Ripristino del Backup nel Device Android</span></h3>
<div style="text-align: justify;">Per ripristinare il Backup basta semplicemente aprire il terminale, navigare nella cartella contenente il Backup con la funzione cd e scrivere la seguente sintassi:</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<pre>$ adb restore &lt;nomefile.ab</pre>
<div style="text-align: justify;">dove &lt;nomefile.ab&gt;:  è il nome del file scelto al momento del backup nel nostro esempio:</div>
<pre>$ adb restore galaxyS3_backup_app_20140406.ab</pre>
<ul>
<li> Confermare il ripristino dal telefono.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;">Spero vi sia piaciuta e possa esservi utile. In caso di non-ripristino non prendetevela con me please <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></div>
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		</item>
		<item>
		<title>[Guida] Partizionare Xiaomi Mi2 (S)</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-partizionare-xiaomi-mi2-s</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-partizionare-xiaomi-mi2-s#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 09:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MIUI]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Backup]]></category>
		<category><![CDATA[ClockworkMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Xiaomi MI2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=3508</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei problemi dei dispositivi mobili può essere la limitazione di memoria.. anche avendo diversi giga, come nel mio caso: 32GB. Ovviamente non voglio dire che 32GB di memoria interna sono pochi, anzi, ma che questa spesso può essere suddivisa in modo tale da porre appunto dei limiti. Il mio terminale, Xiaomi Mi2, è (o meglio, era) partizionato in modo tale che in 4GB di spazio dovessero andarci sia il sistema che le applicazioni, e 25GB per file multimediali, eccetera. Per chi installa poche applicazioni, diciamo che 4GB sono anche troppi, ma chi ha decine e decine di applicazioni e magari giochi, che possono occupare tanto spazio (fino a qualche GB), è costretto sempre a cancellare le vecchie app per dare spazio alle nuove. Una soluzione abbastanza scomoda. Ma a questa esiste un&#8217;ottima alternativa, per la quale è necessario prestare molta attenzione, altrimenti potreste non accedere più al vostro caro dispositivo!</p>
<p style="text-align: justify;">Come da titolo, infatti, oggi voglio spiegarvi nel minimo dettaglio come fare a partizionare questo terminale, grazie a una guida trovata sul forum xiaomi.eu e che linko, come al solito, a fine articolo. Io ho già effettuato questa operazione, e ho portato la partizione del sistema da 4 a 7GB, e ho ridotto quella per i file da 25 a 22GB. Ovviamente potrete ripartizionare a vostro piacimento.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Requisiti</p>
<p style="text-align: justify;">La guida è basata su Windows, ma potete effettuarla anche da Linux se avete dimestichezza con ADB e il terminale</p>
<p>molta attenzione<br />
comprendere bene la guida<br />
molta pazienza<br />
ADB (metto in considerazione che sia già installato sul vostro PC, altrimenti potete trovarlo con l&#8217;SDK Android o anche versioni Lite in giro per la rete)<br />
una conoscenza minima di ADB<br />
driver ADB recovery &#124; Download (questi saranno necessari per riconoscere il dispositivo mentre è in recovery)<br />
ClockworkMod installata &#124; Guida installazione<br />
Backup del sistema (o di entrambi in caso di TDB) &#124; Guida Nandroid backup<br />
TrueDualBoot disattivato<br />
Partition tools &#124; Download (con registrazione al forum &#8211; primo post, secondo allegato)<br />
Responsabilità!! La guida è spiegata nel minimo dettaglio, ma un qualsiasi errore potrebbe danneggiare permanentemente il vostro terminale. Non mi assumo nessuna responsabilità.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Preparazione</p>
<p style="text-align: justify;">Scaricate Partition Tools, quindi estraete il contenuto e copiatelo sul vostro telefono e tramite un buon file manager spostatelo in /system/bin grazie ai permessi di root, i quali sono necessari per poter proseguire con questa guida. Adesso effettuate un bel Nandoid backup, quindi spostatelo sul PC altrimenti lo perderete. Copiate anche tutti i vostri file multimediali e tutto ciò che non volete perdere sul PC. A questo punto disabilitate TDB nel caso sia abilitato, altrimenti potreste riscontrare un errore. Installate i driver per riconoscere il dispositivo in recovery, linkati sopra.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Preparare il dispositivo e ADB</p>
<p>Assicuratevi di aver fatto quanto scritto sopra, quindi accedete alla recovery e tramite il menu mount and storage montate /system e smontante /cache, rispettivamente con le opzioni mount /system e unmount /cache<br />
Collegate il dispositivo in recovery al PC, quindi (se è la prima volta) attendete l&#8217;installazione dei driver.<br />
 NOTA: in gestione dispositivi, il nome del dispositivo potrebbe essere Galaxy Nexus piuttosto che Xiaomi Mi2, ma potete procedere lo stesso<br />
Avviate il prompt dei comandi di Windows e spostatevi dove avete installato ADB. Esempio: [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-partizionare-xiaomi-mi2-s">[Guida] Partizionare Xiaomi Mi2 (S)</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Uno dei problemi dei dispositivi mobili può essere la limitazione di memoria.. anche avendo diversi giga, come nel mio caso: <strong>32GB</strong>. Ovviamente non voglio dire che 32GB di memoria interna sono pochi, anzi, ma che questa spesso può essere suddivisa in modo tale da porre appunto dei limiti. Il mio terminale, Xiaomi Mi2, è (o meglio, era) partizionato in modo tale che in 4GB di spazio dovessero andarci sia il sistema che le applicazioni, e 25GB per file multimediali, eccetera. Per chi installa poche applicazioni, diciamo che 4GB sono anche troppi, ma chi ha decine e decine di applicazioni e magari giochi, che possono occupare tanto spazio (fino a qualche GB), è costretto sempre a cancellare le vecchie app per dare spazio alle nuove. Una soluzione abbastanza scomoda. Ma a questa esiste un&#8217;ottima alternativa, per la quale è necessario <strong>prestare molta attenzione</strong>, altrimenti potreste <strong>non accedere più al vostro caro</strong> <strong>dispositivo!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Come da titolo, infatti, oggi voglio spiegarvi nel minimo dettaglio come fare a partizionare questo terminale, grazie a una guida trovata sul forum <strong>xiaomi.eu</strong> e che linko, come al solito, a fine articolo. Io ho già effettuato questa operazione, e ho portato la partizione del sistema da 4 a <strong>7GB</strong>, e ho ridotto quella per i file da 25 a 22GB. Ovviamente potrete ripartizionare a vostro piacimento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #d64a2b;">Requisiti</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">La guida è basata su Windows, ma potete effettuarla anche da Linux se avete dimestichezza con ADB e il terminale</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">molta attenzione</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">comprendere bene la guida</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">molta pazienza</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">ADB (metto in considerazione che sia già installato sul vostro PC, altrimenti potete trovarlo con l&#8217;SDK Android o anche versioni Lite in giro per la rete)</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">una conoscenza minima di ADB</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">driver ADB recovery <strong>|</strong> <a href="https://plus.google.com/103583939320326217147/posts/BQ5iYJEaaEH" target="_blank">Download</a> (questi saranno necessari per riconoscere il dispositivo mentre è in recovery)</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">ClockworkMod installata <strong>| </strong><a href="/guida-aggiornare-miui-da-recovery-con-clockworkmod" target="_blank">Guida installazione</a></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Backup del sistema (o di entrambi in caso di TDB) <strong>|</strong> <a href="/guida-nandroid-backup" target="_blank">Guida Nandroid backup</a></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">TrueDualBoot disattivato</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Partition tools <strong>|</strong> <a href="http://xiaomi.eu/community/threads/mi2s-extending-size-of-storage-partition.21391/" target="_blank">Download</a> (con registrazione al forum &#8211; primo post, secondo allegato)</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-size: 16px;">Responsabilità!! La guida è spiegata nel minimo dettaglio, ma un qualsiasi errore potrebbe danneggiare permanentemente il vostro terminale. Non mi assumo nessuna responsabilità.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #d64a2b;">Preparazione</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricate <em>Partition Tools</em>, quindi estraete il contenuto e copiatelo sul vostro telefono e tramite un buon file manager spostatelo in <em>/system/bin</em> grazie ai permessi di root, i quali sono necessari per poter proseguire con questa guida. Adesso effettuate un bel Nandoid backup, quindi spostatelo sul PC altrimenti lo perderete. Copiate anche tutti i vostri file multimediali e tutto ciò che non volete perdere sul PC. A questo punto disabilitate TDB nel caso sia abilitato, altrimenti potreste riscontrare un errore. Installate i driver per riconoscere il dispositivo in recovery, linkati sopra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #d64a2b;">Preparare il dispositivo e ADB</span></h4>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Assicuratevi di aver fatto quanto scritto sopra, quindi accedete alla recovery e tramite il menu <em>mount and storage</em> montate <em>/system</em> e smontante <em>/cache</em>, rispettivamente con le opzioni <em>mount /system</em> e <em>unmount /cache</em></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Collegate il dispositivo in recovery al PC, quindi (se è la prima volta) attendete l&#8217;installazione dei driver.</span><br />
<span style="font-size: 16px;"> NOTA: in gestione dispositivi, il nome del dispositivo potrebbe essere Galaxy Nexus piuttosto che Xiaomi Mi2, ma potete procedere lo stesso</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Avviate il prompt dei comandi di Windows e spostatevi dove avete installato ADB. Esempio: la cartella di ADB, sul mio PC si trova in <em>C:\adb</em>, quindi per posizionarmi in questa cartella, eseguo il comando</span>
<pre>cd C:\adb</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Per iniziare a usare ADB, digitiamo ora</span>
<pre>adb -d shell</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Testiamo che sia tutto ok per procedere, quindi digitiamo</span>
<pre>id</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">per verificare che il root sia attivo, e</span></p>
<pre>mount</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">per  verificare che /system sia montato e /cache smontato. Ciò che vedrete dovrebbe essere circa uguale alla seguente immagine</span><br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-mount.png"><img class="aligncenter  wp-image-3510" src="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-mount.png" alt="partizionare-xiaomi-mi2-adb-mount" width="480" height="246" /></a><span style="font-size: 16px;"><strong>NOTA: </strong>la penultima stringa, &#8220;/dev/userdata_moved on /data_root type ext4 &gt;rw,nodev,noatime,nodiratime&gt;&#8221; <strong>non deve essere presente!</strong> Questa infatti viene visualizzata solo nel caso in cui il TDB sia ancora abilitato, e come ho detto dovete disabilitarlo per poter procedere.</span></p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #d64a2b;">Procedimento</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Se tutto è come nei punti precedenti, possiamo proseguire con la vera e propria procedura per partizionare il nostro terminale.</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Prima di tutto, stampiamo a schermo una tabella con le informazioni riguardanti tutte le partizioni presenti. Digitiamo quindi</span>
<pre>parted /dev/block/mmcblk0
unit MB
print</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">dove il primo comando accederà alle partizioni, il secondo setterà come unità di misura i megabyte e il terzo stamperà la tabella con le informazioni <strong>preziose</strong> per poter proseguire.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">La tabella ottenuta sarà simile a questa</span><br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella.png"><img class="aligncenter  wp-image-3511" src="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella.png" alt="partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella" width="480" height="311" /></a><span style="font-size: 16px;">e le partizioni che ci interessano sono la numero <strong>26</strong> e <strong>27</strong>. Inoltre in alto vediamo le etichette che ci indicano con precisione in quale punto iniziano e in quale punto finiscono, la dimensione, il tipo di file system e il nome. Salviamo quindi la tabella ottenuta con uno screen (consigliato) o copiando tutto il testo e facciamo particolare attenzione all&#8217;<strong>inizio della 26</strong> e alla <strong>fine della 27</strong>. L&#8217;inizio della 26 è uguale per tutti, la fine della 27 varia a seconda della memoria del dispositivo. Quindi termina a <strong>31269</strong> nei 32GB e a <strong>15578</strong> nei 16GB.<b><br />
</b></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Rimuoviamo le 2 partizioni</strong></span>
<pre>rm 26
rm 27</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Ricreiamo adesso le partizioni con le dimensioni che ci interessano. Quindi facciamo in modo che questa (che sarà la 26) inizi nello stesso identico punto in cui iniziava la 26, e scegliamo il punto in cui deve terminare a seconda della nuova dimensione. Esempio: se volessimo aumentare la partizione di 2GB, dobbiamo aggiungere 2000 al numero che identificava la fine nella tabella (5570), il quale diventerebbe <strong>7570</strong>.</span>
<pre>mkpartfs primary ext2 1812 7570</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">allo stesso modo facciamo per l&#8217;altra partizione (la sostituta della 27), dove adesso l&#8217;inizio sarà determinato dalla fine della partizione appena creata (7570 se dovessimo seguire l&#8217;esempio), mentre la fine dovrà essere identica a quella ottenuta nella tabella (31269 nel mio caso)</span></p>
<pre>mkpartfs primary ext2 7570 31269</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Adesso dobbiamo ridare lo stesso nome, ovvero <em>userdata</em> e <em>storage</em> rispettivamente per la 26 e la 27, e poi uscire da &#8220;parted&#8221;, quindi</span>
<pre>name 26 userdata
name 27 storage
quit</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Le partizioni create, hanno un file system <em>ext2</em>, quindi dobbiamo convertirle in <em><em>ext4</em></em></span>
<pre>tune2fs -j /dev/block/mmcblk0p26
e2fsck -fDp /dev/block/mmcblk0p26
tune2fs -O extents,uninit_bg,dir_index /dev/block/mmcblk0p26
e2fsck -fDp /dev/block/mmcblk0p26</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">e</span></p>
<pre>tune2fs -j /dev/block/mmcblk0p27
e2fsck -fDp /dev/block/mmcblk0p27
tune2fs -O extents,uninit_bg,dir_index /dev/block/mmcblk0p27
e2fsck -fDp /dev/block/mmcblk0p27</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Controlliamo se effettivamente le modifiche sono state apportate, quindi stampiamo nuovamente la tabella</span>
<pre>parted /dev/block/mmcblk0
unit MB
print</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">e tutto dovrebbe essere come la precedente, a parte le ultime 2 partizioni, le quali dovranno avere fine diversa per la 26, inizio diverso per la 27 (ma ovviamente identico alla fine della 26) e le dimensioni desiderate. E&#8217; importante che queste siano ext4, quindi facciamo attenzione a questo, poiché a me è venuta fuori una ext3 sulla 27, ma ho risolto rieseguendo i comandi appropriati.</span><br />
<span style="font-size: 16px;"> Ecco la tabella che ho ottenuto dopo aver ripartizionato il mio Xiaomi</span><br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella-finale.png"><img class="aligncenter  wp-image-3512" src="/WP/wp-content/uploads/2014/03/partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella-finale.png" alt="partizionare-xiaomi-mi2-adb-tabella-finale" width="480" height="313" /></a><span style="font-size: 16px;">Come potete notare, ho aumentato la partizione dati fino a 7GB. Questo dipende dall&#8217;uso che fate del terminale, nella guida originale infatti i 3GB erano anche tanti e sono stati ridotti, quindi sta a voi decidere come gestire lo spazio a disposizione.</span></p>
</li>
<li><span style="font-size: 16px;">Per terminare la sessione di adb digitiamo</span>
<pre>quit
exit</pre>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Quindi dal menu <em>advanced</em> della CWM cancelliamo la dalvik cache e riavviamo il telefono. Si avvierà la nostra ROM come se fosse la prima volta che accendiamo il telefono, quindi ci metterà più tempo del solito</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">All&#8217;avvio colleghiamo il telefono al PC, spostiamo il backup effettuato in precedenza nella cartella corretta (clockworkmod) e ripristiniamolo dalla recovery. Riavviamo ancora e il nostro telefono sarà esattamente come prima ma con più spazio a disposizione nella partizione che ci interessa <img src="/WP/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16px;"> Risultato finale!</span><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/03/xiaomi-mi2-partizionato-memoria.png"><img class="aligncenter  wp-image-3520" src="/WP/wp-content/uploads/2014/03/xiaomi-mi2-partizionato-memoria.png" alt="xiaomi-mi2-partizionato-memoria" width="270" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Vi ricordo di leggere attentamente e di procedere solo se siete sicuri di quello che state facendo. Spero sia abbastanza chiara, per ogni eventuale dubbio non esitate a chiedere, servendovi dei commenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UPDATE<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;">Problema</span>: La memoria SD non viene montata o non è possibile scriverci.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Soluzione</span>: flashare una qualsiasi versione della MIUI.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Come?</span>:, dalla recovery montare /storage/sdcard0; tramite adb eseguire il comando <em>adb push update.zip /storage/sdcard0/</em> dove update.zip è il nome della ROM. Effettuare la normale procedura: wipe data, cache; installa zip, from SDcard e selezionare il pacchetto</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UPDATE 2<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;">Problema</span>: La memoria SD non viene montata o non è possibile scriverci.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Soluzione</span>: da ADB digitare i seguenti comandi</p>
<pre>su
chown media_rw:media_rw /mnt/media_rw/sdcard0
chmod 755 /mnt/media_rw/sdcard0</pre>
<p>Grazie a <a title="Commento Matteo" href="/guida-partizionare-xiaomi-mi2-s#comment-1857226810">Matteo</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://xiaomi.eu/community/threads/mi2s-extending-size-of-storage-partition.21391/" target="_blank">Fonte</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida per ottenere i permessi di root su TABLET CUBE U39GT Windows 7</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-per-ottenere-i-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-windows-7</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-per-ottenere-i-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-windows-7#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 13:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ChiaraGI]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Cube U39gt]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=3086</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Torniamo nuovamente al modding del tablet CUBE U39gt. In questa guida vedremo come ottenere i permessi di root per questo tablet su Windows 7. Come vi ricordo in questo articolo, non è sempre facile occuparsi del modding per i device cinesi, quindi spesso, ci troviamo difronte a qualche intoppo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In questo caso in particolare i problemi vengono dalla mancanza dei driver ADB per Android che servono per far in modo che il PC riconosca in modalità debug il tablet. I driver ADB sono differenti tra dispositivo e dispositivo e quindi non risulta sempre chiaro quali scaricare. Il risultato è che Windows 7 non riconosce come nuovo hardware il tablet e non installa in automatico i driver necessari, questo fa sì che il vostro PC non veda il device e ve lo mostri con un punto esclamativo giallo a fianco.  </p>
<p style="text-align: justify;">In rete troverete molti modi diversi per risolvere questo problema ma a mio parere, il più comodo e veloce è quello di installare il programma PDAnet. In realtà questo tool serve per tutt&#8217;altro ma la funzione che più ci interessa è quella dei driver, visto che è pensato proprio per i device meno famosi.</p>
<p>Istallate PDAnet da qui. Scegliete l&#8217;ultima versione, la 4.0.<br />
Scompattatelo dove volete e partirà l&#8217;installazione.<br />
Farà tutto da solo, l&#8217;unica cosa degna di nota riguarda la richiesta di scaricare l&#8217;app di PDAnet sul tablet, a cui potete tranquillamente dire di no.<br />
Dopo di che, selezionate la modalità debug sul tablet e attaccatelo al PC.<br />
Dovreste vedere (in basso a destra nella barra delle notifiche di Windows) l&#8217;icona dell&#8217;installazione nuovo hardware e tappandoci sopra, vi si aprirà una finestra che vi mostrerà il processo di aggiornamento dei driver.                                                   <br />
 A questo punto i driver per il tablet dovrebbero essere ok e per esserne certi andate nel pannello di controllo di Windows e tappate hardware e suoni e poi gestione dispositivi. Dovreste vedere il tablet riconosciuto come USB composite device.<br />
Aprite la finestra delle proprietà del tablet tappando 2 volte sulla sua icona, poi tappate hardware e dovreste vedere l&#8217;immagine qui sotto, sopratutto state attenti che ci siano i driver ADB. </p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;IMPORTANTE&#8211; Se in precedenza avete &#8220;pasticciato&#8221; con altri driver, prima di fare questa procedura disinstallateli tutti, così avrete la sicurezza di avere quelli corretti.</p>
<p>Fatto ciò il tablet sarà riconosciuto anche i modalità debug dal vostro PC e quindi sarete in grado di effettuare tutte quelle operazioni che richiedono questa impostazione, ad esempio il root.Per la procedura del root potete scegliere diverse soluzioni: Zhuodashi, (trovate la guida per utilizzarlo nel nostro articolo Guida per ottenere i permessi di root su tablet Cube U39gt per Windows XP), Kingo, (per avere informazioni più dettagliate, Abilitare i permessi di root su Android, per tutti i device) ed altre ancora&#8230;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/guida-per-ottenere-i-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-windows-7">Guida per ottenere i permessi di root su TABLET CUBE U39GT Windows 7</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Torniamo nuovamente al modding del tablet<strong> CUBE U39gt. </strong>In questa guida vedremo come ottenere i permessi di root per questo tablet su<strong> Windows 7. </strong>Come vi ricordo in <a href="/guida-per-ottenere-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-su-windows-xp">questo</a> articolo, non è sempre facile occuparsi del modding per i device cinesi, quindi spesso, ci troviamo difronte a qualche intoppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/02/Dispositivo-USB-non-riconos.jpg"><img class="wp-image-3091 alignright" style="font-weight: lighter; border: 0px; margin: 5px;" alt="Dispositivo-USB-non-riconos" src="/WP/wp-content/uploads/2014/02/Dispositivo-USB-non-riconos.jpg" width="346" height="150" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-weight: lighter;">In questo caso in particolare i problemi vengono dalla mancanza dei </span><strong style="font-size: 16px;">driver ADB</strong><span style="font-weight: lighter;"> per </span><strong style="font-size: 16px;">Android </strong><span style="font-weight: lighter;">che servono per far in modo che il PC</span><span style="font-weight: lighter;"> riconosc</span><span style="font-weight: lighter;">a in modalità</span><strong style="font-size: 16px;"> debug</strong><span style="font-weight: lighter;"> il tablet. I </span><strong>driver ADB </strong>sono differenti tra dispositivo e dispositivo e quindi non risulta sempre chiaro quali scaricare.<span style="font-weight: lighter;"> Il risultato è che <strong>W</strong></span><strong>indows 7 </strong><span style="font-weight: lighter;">non riconosce come</span><span style="font-weight: lighter;"> </span><strong style="font-size: 16px;">nuovo hardware </strong><span style="font-weight: lighter;">il tablet e non installa in automatico </span><span style="font-weight: lighter;">i </span><strong style="font-size: 16px;">driver</strong><span style="font-weight: lighter;"> necessari, questo fa sì che il vostro PC non veda il device e ve lo mostri con un punto esclamativo giallo a </span><span style="font-weight: lighter;">fianco. </span><span style="font-weight: lighter;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-weight: lighter;">I</span><span style="font-weight: lighter;">n rete troverete molti modi diversi per risolvere questo problema ma a mio parere, il più comodo e veloce è quello di installare il programma</span><span style="font-weight: lighter;"><a href="http://pdanet.co/a/"> PDAnet</a>. </span><span style="font-weight: lighter;">In realtà questo tool serve per tutt&#8217;altro ma la funzione che più ci interessa è quella dei <strong>d</strong></span><strong>river, </strong>visto che è pensato proprio per i device meno famosi.</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;">Istallate <strong>PDAne</strong>t da<a href="http://pdanet.co/a/"> qui</a>. Scegliete l&#8217;ultima versione, la 4.0.<a style="font-weight: lighter;" href="/WP/wp-content/uploads/2014/02/cubeu39gtPDAnet1.jpg"> <img class="wp-image-3102 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" alt="cubeu39gtPDAnet1" src="/WP/wp-content/uploads/2014/02/cubeu39gtPDAnet1.jpg" width="449" height="350" /></a></span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Scompattatelo dove volete e partirà l&#8217;installazione.</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Farà tutto da solo, l&#8217;unica cosa degna di nota riguarda la richiesta di scaricare l&#8217;app di <strong>PDAnet</strong> sul tablet, a cui potete tranquillamente dire di no.</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Dopo di che, selezionate la modalità <strong style="font-size: 16px;">debug </strong>sul tablet e attaccatelo al PC.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Dovreste vedere (in basso a destra nella barra delle notifiche di <strong>Windows</strong>) l&#8217;icona dell&#8217;installazione <strong>nuovo hardware </strong>e tappandoci sopra, vi si aprirà una finestra che vi mostrerà il processo di aggiornamento dei<strong> driver</strong>.                                                   <a href="/WP/wp-content/uploads/2014/02/cube-u39gt-windows7-avviso2.jpg"><img class="size-full wp-image-3103 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" alt="cube-u39gt-windows7-avviso2" src="/WP/wp-content/uploads/2014/02/cube-u39gt-windows7-avviso2.jpg" width="397" height="105" /></a></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-weight: lighter;"> A questo punto i</span><strong> driver</strong><span style="font-weight: lighter;"> per il tablet dovrebbero essere ok e per esserne certi andate nel</span><strong> pannello di controllo</strong><span style="font-weight: lighter;"> di</span><strong> Windows </strong><span style="font-weight: lighter;">e tappate</span><strong> hardware e suoni</strong><span style="font-weight: lighter;"> e poi </span><strong>gestione dispositivi. </strong><span style="font-weight: lighter;">Dovreste vedere il tablet riconosciuto come </span><strong><strong>USB composite device.</strong></strong><a style="font-weight: lighter;" href="/WP/wp-content/uploads/2014/02/u39gtgestionedisp..jpg"><img class="wp-image-3105 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" alt="u39gtgestionedisp." src="/WP/wp-content/uploads/2014/02/u39gtgestionedisp..jpg" width="480" height="270" /></a></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Aprite la finestra delle<strong> proprietà</strong> del tablet tappando 2 volte sulla sua icona, poi tappate <strong>hardware </strong>e dovreste vedere l&#8217;immagine qui sotto, sopratutto state attenti che ci siano i <strong><strong>driver ADB.</strong></strong> </span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/02/u39gthardware.jpg"><img class=" wp-image-3107 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" alt="u39gthardware" src="/WP/wp-content/uploads/2014/02/u39gthardware.jpg" width="486" height="273" /></a></strong><strong>&#8211;IMPORTANTE&#8211; </strong>Se in precedenza avete &#8220;pasticciato&#8221; con altri <strong>driver, </strong>prima di fare questa procedura disinstallateli tutti, così avrete la sicurezza di avere quelli corretti.</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Fatto ciò il tablet sarà riconosciuto anche i modalità <strong>debug</strong> dal vostro PC e quindi sarete in grado di effettuare tutte quelle operazioni che richiedono questa impostazione, ad esempio il <strong>root</strong>.</span><span style="font-size: 16px;">Per la procedura del <strong>root</strong> potete scegliere diverse soluzioni: <strong>Zhuodashi, </strong>(trovate la guida per utilizzarlo nel nostro articolo <a href="/guida-per-ottenere-permessi-di-root-su-tablet-cube-u39gt-su-windows-xp">Guida per ottenere i permessi di root su tablet Cube U39gt per Windows XP</a>), <strong>Kingo, </strong>(per avere informazioni più dettagliate, <a href="/abilitare-i-permessi-di-root-su-android-per-tutti-i-device">Abilitare i permessi di root su Android, per tutti i device</a>) ed altre ancora&#8230;</span></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Come fare uno screenshot con Ubuntu Touch</title>
		<link>http://www.inthebit.it/come-fare-uno-screenshot-con-ubuntu-touch</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/come-fare-uno-screenshot-con-ubuntu-touch#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 17:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Tip&Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu Touch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=2939</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo la guida al dual boot android e ubuntu touch, oggi torniamo a parlare del nuovo sistema operativo realizzato da Canonical proponendovi una piccola guida su come realizzare gli screenshot con Ubuntu Touch, dato che non è ancora possibile effettuarli tramite combinazioni di tasti o tramite app.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ben sappiamo Ubuntu Touch è in fase di sviluppo, una fase molto acerba ma trattandosi pur sempre di Ubuntu (con tanto di terminale) ovviare ad alcune mancanze è abbastanza semplice, nello specifico oggi vedremo come salvare uno script all&#8217;interno di Ubuntu Touch che effettui uno screenshot dopo un tot di secondi che decideremo noi di volta in volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci sono particolari requisiti: basta che abbiate il vostro dispositivo con Ubuntu touch, il cavetto USB ed un PC con una distribuzione GNU/Linux con ADB installato, per l&#8217;installazione di ADB su Ubuntu 13.10 eseguite i seguenti comandi nel terminale:</p>
<p>$ sudo apt-get install android-tools-adb<br />
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</p>
<p>Se invece utilizzate Ubuntu 12.04:</p>
<p>$ sudo add-apt-repository ppa:phablet-team/tools<br />
$ sudo apt-get update<br />
$ sudo apt-get install android-tools-adb<br />
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</p>
<p>Il procedimento adottato in questa guida consiste nel salvare uno script in una cartella  di Ubuntu Touch tramite ADB in modo da avviarlo da terminale ogni qual volta dovremo effettuare uno Screenshot.</p>
<p>INIZIAMO</p>
<p>Aprite il terminale da PC e digitare:</p>
<p>$ gedit screenshot</p>
<p>si aprira un file vuoto nel quale dovrete incollare tutto il codice che trovate qui di seguito:</p>
<p>#!/bin/bash<br />
echo "ScreenShot App for Ubuntu Touch"<br />
echo ""<br />
echo ""<br />
echo "Quanti secondi devo attendere prima di catturare lo Screenshot? "<br />
read SEC<br />
sleep $SEC<br />
NOW=$(date)<br />
SCREEN="screenshot-$NOW.png"<br />
/system/bin/screencap -p /home/phablet/Pictures/"$SCREEN"<br />
notify-send "Screenshot Captured" "Saved in /home/phablet/Pictures"</p>
<p style="text-align: justify;">Salvate il file prima di proseguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso connettete il vostro device (con Ubuntu Touch avviato) tramite USB al PC, e sempre da terminale creiamo una cartella nel nostro dispositivo chiamata &#8220;Programmi&#8221; in cui inseriremo lo script (questo passaggio è solo per una questione di ordine, potrete saltarlo e trasferire lo script direttamente nella home).</p>
<p>$ adb shell mkdir /home/phablet/Programmi</p>
<p style="text-align: justify;">adesso siamo pronti a trasferire il file, e dargli i permessi di esecuzione:</p>
<p>$ adb push screenshot /home/phablet/Programmi<br />
$ adb shell chmod +x /home/phablet/Programmi/screenshot</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo terminato!<br />
 Ogni volta che desideriate catturare la schermata del vostro diplay sarà sufficiente aprire il terminale (in Ubuntu Touch) e digitare:</p>
<p>/home/phablet/Programmi/screenshot</p>
<p style="text-align: justify;">verrà richiesto di inserire il numero di secondi dopo i quali verrà catturato lo screenshot, inserite un valore a vostra scelta e date invio, ritroverete l&#8217;immagine nella cartella &#8220;Pictures&#8221; ed anche nella galleria.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte &#124; XDA</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/come-fare-uno-screenshot-con-ubuntu-touch">Come fare uno screenshot con Ubuntu Touch</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Dopo la guida al <strong><a title="[Guida] Multirom: Dual boot Android e Ubuntu Touch" href="/guida-multirom-dual-boot-android-e-ubuntu-touch" target="_blank">dual boot android e ubuntu touch</a></strong>, oggi torniamo a parlare del nuovo sistema operativo realizzato da Canonical proponendovi una piccola guida su <strong>come realizzare gli screenshot con Ubuntu Touch</strong>, dato che non è ancora possibile effettuarli tramite combinazioni di tasti o tramite app.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Come ben sappiamo <strong>Ubuntu Touch</strong> è in fase di sviluppo, una fase molto acerba ma trattandosi pur sempre di Ubuntu (con tanto di terminale) ovviare ad alcune mancanze è abbastanza semplice, nello specifico oggi vedremo come salvare uno script all&#8217;interno di Ubuntu Touch che effettui uno screenshot dopo un tot di secondi che decideremo noi di volta in volta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Non ci sono particolari requisiti: basta che abbiate il vostro <strong>dispositivo con Ubuntu touch</strong>, <strong>il cavetto USB</strong> ed un <strong>PC con una distribuzione GNU/Linux con ADB installato</strong>, per l&#8217;installazione di ADB su <strong>Ubuntu 13.10</strong> eseguite i seguenti comandi nel terminale:</span></p>
<pre>$ sudo apt-get install android-tools-adb
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">Se invece utilizzate <strong>Ubuntu 12.04</strong>:</span></p>
<pre>$ sudo add-apt-repository ppa:phablet-team/tools
$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install android-tools-adb 
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">Il procedimento adottato in questa guida consiste nel salvare uno script in una cartella  di Ubuntu Touch tramite ADB in modo da avviarlo da terminale ogni qual volta dovremo effettuare uno Screenshot.</span></p>
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">INIZIAMO</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Aprite il terminale da PC e digitare:</span></p>
<pre>$ gedit screenshot</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">si aprira un file vuoto nel quale dovrete incollare tutto il codice che trovate qui di seguito:</span></p>
<pre>#!/bin/bash
echo "ScreenShot App for Ubuntu Touch"
echo ""
echo ""
echo "Quanti secondi devo attendere prima di catturare lo Screenshot? "
read SEC
sleep $SEC
NOW=$(date)
SCREEN="screenshot-$NOW.png"
/system/bin/screencap -p /home/phablet/Pictures/"$SCREEN"
notify-send "Screenshot Captured" "Saved in /home/phablet/Pictures"</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Salvate il file prima di proseguire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Adesso connettete il vostro device (con Ubuntu Touch avviato) tramite USB al PC, e sempre da terminale creiamo una cartella nel nostro dispositivo chiamata &#8220;<strong>Programmi</strong>&#8221; in cui inseriremo lo script (questo passaggio è solo per una questione di ordine, potrete saltarlo e trasferire lo script direttamente nella home).</span></p>
<pre>$ adb shell mkdir /home/phablet/Programmi</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">adesso siamo pronti a trasferire il file, e dargli i permessi di esecuzione:</span></p>
<pre>$ adb push screenshot /home/phablet/Programmi
$ adb shell chmod +x /home/phablet/Programmi/screenshot</pre>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 16px;">Abbiamo terminato!</span></strong><br />
<span style="font-size: 16px;"> Ogni volta che desideriate catturare la schermata del vostro diplay sarà sufficiente aprire il terminale (in Ubuntu Touch) e digitare:</span></p>
<pre>/home/phablet/Programmi/screenshot</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">verrà richiesto di inserire il numero di secondi dopo i quali verrà catturato lo screenshot, inserite un valore a vostra scelta e date invio, ritroverete l&#8217;immagine nella cartella &#8220;<strong>Pictures</strong>&#8221; ed anche nella galleria.</span></p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/01/ubuntu-touch.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2944" alt="ubuntu-touch" src="/WP/wp-content/uploads/2014/01/ubuntu-touch.jpeg" width="350" height="560" /></a></td>
<td><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Ubuntu-touch1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2945" alt="ubuntu-touch" src="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Ubuntu-touch1.jpeg" width="350" height="560" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte | <a href="http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2385269" target="_blank">XDA</a></strong></p>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Guida] Multirom: Dual boot Android e Ubuntu Touch</title>
		<link>http://www.inthebit.it/guida-multirom-dual-boot-android-e-ubuntu-touch</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/guida-multirom-dual-boot-android-e-ubuntu-touch#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 17:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Dual boot]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu Touch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=2915</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Curiosi di provare Ubuntu Touch ma vi turba l&#8217;idea di dover cancellare Android per provare il nuovo sistema operativo realizzato da Canonical?</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete in possesso di un Nexus 4, Nexus 7 o Nexus 5, realizzare un dual boot fra Android e Ubuntu Touch è più semplice di quanto crediate grazie a Multirom che abbiamo già recensito in un precedente articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come fare:</p>
<p style="text-align: justify;">Queste operazioni possono arrecare danni al vostro terminale ed anche la perdita di tutti i vostri dati (è consigliato eseguire un Backup completo prima di procedere) non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali malfunzionamenti derivanti dall&#8217;utilizzo di questa guida.</p>
<p>REQUISITI:</p>
<p>Nexus 4 o Nexus 7 (sia 2012 che 2013)<br />
MultiRom Manager scaricabile dal Playstore<br />
Permessi di root abilitati<br />
Bootloader sbloccato</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>				MultiROM Manager<br />
				Vojtech Bocek<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">Se il vostro Nexus è ancora Stock, potrete leggere le nostre guide relative allo sblocco del bootloader e abilitazione dei permessi di root:</p>
<p style="text-align: justify;">Guida Root e Recovery Nexus 4</p>
<p style="text-align: justify;">Guida Root e Recovery Nexus 7 2012</p>
<p>&#160;</p>
<p>CONFIGURAZIONE MULTIROM</p>
<p style="text-align: justify;">Avviate Multirom manager, spuntate tutte le caselle nella sezione Installa/Aggiorna come mostrato in figura:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>la prima casella &#8220;Multirom v22&#8243; installerà multirom sul vostro dispositivo<br />
la casella Recovery installerà una versione opportunamente modificata della recovery TWRP<br />
la terza casella relativa al kernel installerà un kernel fra quelli nella lista, scegliete un kernel corretto in base alla vostra versione di android (ad esempio se avete android 4.4.2 selezionate dal menù a tendina il kernel relativo ad android 4.4.1/4.4.2): nel caso in cui utilizziate un kernel modificato e non avete intenzione di cambiarlo, verificate che sia compatibile con Multirom, il quale necessita di una specifica patch per il suo corretto funzionamento, e togliete la spunta dalla casella kernel.<br />
 Qui di seguito trovate un elenco dei Kernel compatibili (che hanno già implementata la patch)</p>
<p>Custom Kernel compatibili:<br />
motley<br />
intersectRaven<br />
M-kernel<br />
Trinity Seven<br />
Omega 3 kernel<br />
vorcers' kernel<br />
franco.Kernel<br />
DMORE.Kernel<br />
Timur's Kernel (USB host power management)<br />
Faux's kernel<br />
Oxydo kernel</p>
<p style="text-align: justify;">dopo aver verificato che MultiRom manager abbia riconosciuto nel vostro kernel la patch kexec-hardboot (colorata in verde nella sezione &#8220;Stato&#8221; come mostrata nella precedente immagine), selezioniamo Installa: in automatico Multirom manager installerà multirom, recovery e kernel.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase verrà richiesto di riavviare in recovery per terminare l&#8217;installazione, ovviamente dovremo acconsentire ed attendere la fine della procedura, il dispositivo si riavvierà mostrandoci un countdown al termine del quale si avvierà Android.</p>
<p style="text-align: justify;">INSTALLAZIONE UBUNTU TOUCH PER NEXUS 4 E NEXUS 7<br />
Apriamo nuovamente Multirom Manager e questa volta ci focalizzeremo nella sezione &#8220;Installa Ubuntu Touch&#8220;:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Canale: da questo menù selezioniamo il tipo di distribuzione desiderata potremo scegliere fra Saucy (versione stabile basata su ubuntu 13.10) oppure Trusty (versione non stabile basata su ubuntu 14.04)</p>
<p style="text-align: justify;">Versione: selezioniamo l&#8217;ultima versione disponibile per il tipo di distribuzione scelta in precedenza</p>
<p style="text-align: justify;">Selezioniamo &#8220;Installa&#8221; ed attendiamo, come per il punto precedente, il termine della procedura (anche questa volta ci verrà richiesto di riavviare in recovery per dar la possibilità a Multirom di effettuare [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Curiosi di provare Ubuntu Touch ma vi turba l&#8217;idea di dover cancellare Android per provare il nuovo sistema operativo realizzato da Canonical?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Se siete in possesso di un Nexus 4, Nexus 7 o Nexus 5, realizzare un dual boot fra Android e Ubuntu Touch è più semplice di quanto crediate grazie a <strong>Multirom</strong> che abbiamo già recensito in un<a title="MultiRom: multiboot su Nexus" href="/multirom-multiboot-nexus"><strong> precedente articolo</strong></a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come fare:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;">Queste operazioni possono arrecare danni al vostro terminale ed anche la perdita di tutti i vostri dati (è consigliato eseguire un Backup completo prima di procedere) non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali malfunzionamenti derivanti dall&#8217;utilizzo di questa guida.</span></p>
</blockquote>
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">REQUISITI:</span></strong></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Nexus 4 o Nexus 7 (sia 2012 che 2013)</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">MultiRom Manager scaricabile dal Playstore</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Permessi di root abilitati</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Bootloader sbloccato</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tassadar.multirommgr" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.tassadar.multirommgr.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tassadar.multirommgr" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">MultiROM Manager</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">Vojtech Bocek</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 91.96006774902344%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.tassadar.multirommgr" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Se il vostro Nexus è ancora Stock, potrete leggere le nostre guide relative allo sblocco del bootloader e abilitazione dei permessi di root:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong><a title="Root e Recovery Nexus 4 con Android 4.4" href="/root-e-recovery-nexus-4-con-android-4-4">Guida Root e Recovery Nexus 4</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Root e Recovery Nexus 7 2012 [Android 4.4] [No Toolkit]" href="/root-e-recovery-nexus-7-2012-android-4-4-toolkit"><span style="font-size: 16px;"><strong>Guida Root e Recovery Nexus 7 2012</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">CONFIGURAZIONE MULTIROM</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Avviate Multirom manager, spuntate tutte le caselle nella sezione <strong>Installa/Aggiorna</strong> come mostrato in figura:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Mutlirom-manager1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2919" src="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Mutlirom-manager1.jpeg" alt="multirom manager" width="400" height="640" /></a></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>la prima casella &#8220;Multirom v22&#8243;</strong> installerà multirom sul vostro dispositivo</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>la casella Recovery</strong> installerà una versione opportunamente modificata della recovery TWRP</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>la terza casella relativa al kernel</strong> installerà un kernel fra quelli nella lista, scegliete un kernel corretto in base alla vostra versione di android (ad esempio se avete android 4.4.2 selezionate dal menù a tendina il kernel relativo ad android 4.4.1/4.4.2): nel caso in cui utilizziate un kernel modificato e non avete intenzione di cambiarlo, verificate che sia compatibile con Multirom, il quale necessita di una specifica patch per il suo corretto funzionamento, e togliete la spunta dalla casella kernel.</span><br />
<span style="font-size: 16px;"> Qui di seguito trovate un elenco dei Kernel compatibili (che hanno già implementata la patch)</span></li>
</ul>
<pre><span style="font-size: 18px;"><strong>Custom Kernel compatibili:</strong></span>
motley 
intersectRaven 
M-kernel 
Trinity Seven 
Omega 3 kernel 
vorcers' kernel 
franco.Kernel 
DMORE.Kernel
Timur's Kernel (USB host power management) 
Faux's kernel 
Oxydo kernel</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">dopo aver verificato che MultiRom manager abbia riconosciuto nel vostro kernel la <strong>patch kexec-hardboot</strong> (colorata in verde nella sezione &#8220;<strong>Stato</strong>&#8221; come mostrata nella precedente immagine), selezioniamo<strong> Installa</strong>: in automatico Multirom manager installerà multirom, recovery e kernel.</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questa fase verrà richiesto di riavviare in recovery per terminare l&#8217;installazione, ovviamente dovremo acconsentire ed attendere la fine della procedura, il dispositivo si riavvierà mostrandoci un countdown al termine del quale si avvierà Android.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">INSTALLAZIONE UBUNTU TOUCH PER NEXUS 4 E NEXUS 7</span></strong></span><br />
<span style="font-size: 16px;">Apriamo nuovamente Multirom Manager e questa volta ci focalizzeremo nella sezione &#8220;<strong>Installa Ubuntu Touch</strong>&#8220;:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Mutlirom-manager2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2920" src="/WP/wp-content/uploads/2014/01/Mutlirom-manager2.jpeg" alt="Multirom manager installa ubuntu" width="400" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Canale</strong>: da questo menù selezioniamo il tipo di distribuzione desiderata potremo scegliere fra <strong>Saucy</strong> (versione stabile basata su ubuntu 13.10) oppure <strong>Trusty</strong> (versione non stabile basata su ubuntu 14.04)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Versione</strong>: selezioniamo l&#8217;ultima versione disponibile per il tipo di distribuzione scelta in precedenza</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Selezioniamo &#8220;<strong>Installa&#8221;</strong> ed attendiamo, come per il punto precedente, il termine della procedura (anche questa volta ci verrà richiesto di riavviare in recovery per dar la possibilità a Multirom di effettuare tutte le operazioni).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Al successivo riavvio ritroveremo un <strong>menu di Boot</strong> simile a quello presente nel dualboot dei PC dal quale potremo selezionare quale ROM avviare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Abbiamo terminato tutte le operazioni, godetevi il vostro Ubuntu Touch ed anche la vostra Rom Android ;-</span>)</p>
<p style="text-align: justify;"><div class="panel-group"><div class="panel panel-default"><div class="panel-heading"><h3 class="panel-title"><a class="no-scroll" data-toggle="collapse" href="#toggle_0_1256655766">Risoluzione Bug Diplay Nexus 7</a></h3></div><div id="toggle_0_1256655766" class="panel-collapse collapse "><div class="panel-body">
<p style="text-align: justify;">Per questa guida ho utilizzato un Nexus 7 2012, e con qualunque versione di Ubuntu Touch incontravo un fastidioso Bug (a causa di MIR)  che rendeva inutilizzabile Ubuntu per via dello sfarfallio del Display, ho risolto cancellando un file da ADB, ecco come fare se anche voi riscontrate la stessa problematica:</p>
<ul>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">Installate ADB sulla vostra distribuzione Linux del PC, per ubuntu 13.04+ utilizzate:</span></li>
</ul>
</ul>
<pre>$ sudo apt-get install android-tools-adb
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</pre>
<ul>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">per Ubuntu 12.04:</span>
<pre>$ sudo add-apt-repository ppa:phablet-team/tools
$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install android-tools-adb 
$ sudo apt-get install android-tools-fastboot</pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">a questo punto avviate il Nexus 7 con Ubuntu Touch e, una volta avviato collegatelo tramite USB al PC, verificate che sia correttamente riconosciuto digitando nel terminale "adb devices"(dovreste ottenere come risposta un ID alfanumerico)</span></p>
</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Rimuovete il file che causa problemi con i seguenti comandi da terminale:</span>
<pre>$ adb shell rm -f /home/phablet/.display-mir
$ adb shell reboot</pre>
<p><span style="font-size: 16px;">al riavvio Ubuntu Touch funzionarà senza problemi.</span><br />
</div></div></div></div></li>
</ul>
</ul>
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">INSTALLAZIONE UBUNTU TOUCH PER NEXUS 5</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">E&#8217; stato realizzato un primo porting di Ubuntu touch (versione 14.04) per Nexus 5, ma non essendo una versione ufficiale, non è installabile in automatico da Multirom, dovremo quindi flashare l&#8217;immagine da Recovery:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricate il file <strong>system-armel+hammerhead.zip</strong> | <a href="https://mega.co.nz/#!8tkjwagD!3hCXomoRoxvD9lApet3Lner080OPeL6_loGiqzE_Kso" target="_blank"><strong>Download</strong></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricate il file <strong>rootfs-armhf.zip</strong> | <a href="https://mega.co.nz/#!o5ETwSLR!fYOz7Eju26zHxPV3QXSoFWvNvtYyYMCQnP2hR-NHhOI" target="_blank"><strong>Download</strong></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Dopo aver <a title="AirDroid – Trasferire file android tramite WIFI e non solo" href="/airdroid-trasferire-file-android-tramite-wifi-e-non-solo" target="_blank">trasferito i 2 file nella memoria interna</a> riavviate in recovery e seguite l&#8217;ottima videoguida realizzata dai colleghi di Chimera Revo:</span><strong><br />
</strong></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/12xiGT_LG9w" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Confronto fra applicazioni gratuite di Screen Recording per Android</title>
		<link>http://www.inthebit.it/confronto-fra-applicazioni-di-screen-recording-android</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/confronto-fra-applicazioni-di-screen-recording-android#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 09:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[App Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=2331</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avete la necessità di registrare ciò che accade nel display del vostro Android? Vediamo quali applicazioni offre il Playstore per lo Screen Recording.</p>
<p>In questo confronto verrà registrata, per ogni applicazione, una partita ad Asphalt 8 in modo da apprezzare il comportameno delle varie app in una situazione di stress che richieda l&#8217;utilizzo di molte risorse: il test verrà effettuato con un Nexus 4 che monta Android 4.4 stock. </p>
<p style="text-align: justify;">Un requisito fondamentale per tutte le applicazioni è la presenza dei permessi di Root abilitati nel dispositivo, necessari in quasi tutte le migliori app di screen recording presenti nel PlayStore; </p>
<p style="text-align: justify;">Al termine di ogni prova verrà dato un voto per la qualità audio e uno per qualità video della registrazione, inoltre si manterranno i parametri della registrazione quanto più simili possibile fra le varie prove.<br />
Iniziamo con il confronto:</p>
<p style="text-align: justify;">REC.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;applicazione è scaricabile direttamente dal Badge qui sotto:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>				Rec. (Screen Recorder)<br />
				SPECTRL<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza delle altre Applicazioni in Test non permette la registrazione dell&#8217;Audio, ma in compenso registra con una ottima qualità video, ha una bella interfaccia, un pò troppo semplice con pochi paramentri impostabili:</p>
<p>Bitrate: nel test è stato impostato a 5Mbps (valore ottimale per la risoluzione del Nexus 4)<br />
Durata: per scegliere la lunghezza della registrazione, nella versione gratuita può essere al max di 5 minuti<br />
Rotate: con questa impostazione è possibile scegliere di registrare lo schermo in modalità opposta a quella in uso nel momento della registrazione: se effettuiamo la registrazione in modalità portrait il programma acquisirà il video in modalità Landscape e viceversa<br />
FileName: con il quale possiamo impostare il nome del file della registrazione</p>
<p>Qui potrete visionare la registrazione della partita ad asphalt 8 effettuata con REC.</p>
<p>VIDEO: 8.5/10</p>
<p>AUDIO: ND</p>
<p>SCR free</p>
<p>				SCR Screen Recorder Free ★root<br />
				Iwo Banas<br />
				0&#160;&#160;&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">Più completa della precedente, registra sia il video (3 minuti max nella versione gratuita) che l&#8217;audio e permette di impostare:</p>
<p>Encoder: è possibile scegliere fra il formato H264, MPEG-4 (slow) e MPEG-4 SP<br />
Resolution: permette di settare varie risoluzione dai 400&#215;240 ai 1280&#215;768<br />
Image Trasformation: permette di scegliere se processare l&#8217;immagine direttamente sulla GPU oppure dalla CPU<br />
Bitrate: nel Test è stato settato  5Mbps come quello utilizzato con REC. è possibile impostarlo da 500Kbps a 30Mbps<br />
Frame Rate: permette di impostare i frame per secondo (fps), nel test è stato impostato a 30fps, è impostabile fino a 50fps<br />
Vertical Frames: disabilitata durante il test<br />
E&#8217; possibile infine scegliere se registrare l&#8217;audio dal microfono o registrare solo il video</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando SCR, Asphalt 8 va a scatti, segno che necessita di maggiori risorse durante la registrazione rispetto a REC. la fluidità è scarsa mentre la qualità del video è buona, ai livelli del precedente test.<br />
l&#8217;audio non è di qualità, bisogna mantenerlo basso o sarà gracchiante (ricordo comunque che la registrazione dell&#8217; audio avviene solo tramite il microfono, non possiamo certo pretendere che si senta con la qualità in uscita dall&#8217;audio interno).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qui la registrazione effettuata con SCR free</p>
<p>VIDEO: 7/10<br />
 AUDIO: 6/10</p>
<p>SHOU</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo già recensito Shou in un precedente articolo, l&#8217;applicazione è [...]</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/confronto-fra-applicazioni-di-screen-recording-android">Confronto fra applicazioni gratuite di Screen Recording per Android</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Avete la necessità di registrare ciò che accade nel display del vostro Android? Vediamo quali applicazioni offre il Playstore per lo Screen Recording.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In questo confronto verrà registrata, per ogni applicazione, una partita ad Asphalt 8 in modo da apprezzare il comportameno delle varie app in una situazione di stress che richieda l&#8217;utilizzo di molte risorse: il test verrà effettuato con un Nexus 4 che monta Android 4.4 stock. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Un requisito fondamentale per tutte le applicazioni è la presenza dei <strong>permessi di Root abilitati</strong> nel dispositivo, necessari in quasi tutte le migliori app di screen recording presenti nel PlayStore; </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Al termine di ogni prova verrà dato un voto per la qualità audio e uno per qualità video della registrazione, inoltre si manterranno i parametri della registrazione quanto più simili possibile fra le varie prove.<br />
Iniziamo con il confronto:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">REC.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">L&#8217;applicazione è scaricabile direttamente dal Badge qui sotto:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.spectrl.rec" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.spectrl.rec.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.spectrl.rec" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">Rec. (Screen Recorder)</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">SPECTRL</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 67.1517276763916%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.spectrl.rec" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">A differenza delle altre Applicazioni in Test <strong>non permette la registrazione dell&#8217;Audio</strong>, ma in compenso registra con una <strong>ottima qualità video</strong>, ha una bella interfaccia, un pò troppo semplice con <strong>pochi paramentri impostabili</strong>:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Bitrate</strong>: nel test è stato impostato a 5Mbps (valore ottimale per la risoluzione del Nexus 4)</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Durata</strong>: per scegliere la lunghezza della registrazione, nella versione gratuita può essere al max di 5 minuti</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>Rotate</strong>: con questa impostazione è possibile scegliere di registrare lo schermo in modalità opposta a quella in uso nel momento della registrazione: se effettuiamo la registrazione in modalità portrait il programma acquisirà il video in modalità Landscape e viceversa</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>FileName</strong>: con il quale possiamo impostare il nome del file della registrazione</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;">Qui potrete visionare la registrazione della partita ad asphalt 8 effettuata con REC.</span></p>
<div align="center"><iframe src="//www.youtube.com/embed/9U4UvTVcPB8?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">VIDEO: 8.5/10</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">AUDIO: ND</span></strong></p>
<hr size="2px" />
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">SCR free</span></strong></span></p>
<br /><div class="play-store-container">
				<div id="top-play-store"></div>
				<div class="play-store-table">
				<div id="play-store-app-icon"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.iwobanas.screenrecorder.free" target="_blank" rel="nofollow"><img src="/WP/wp-content/plugins/savrix-android-market/pages/icons/com.iwobanas.screenrecorder.free.png" alt="logo-app" /></a></div><div id="play-store-text"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.iwobanas.screenrecorder.free" target="_blank" rel="nofollow"><strong><span class="play-store-app-name">SCR Screen Recorder Free ★root</span></strong></a><br />
				<span class="play-store-developer">Iwo Banas</span> </span><br /> 
				<span class="play-store-price">0</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="stars-container">
				<div class="tiny-star">
				<div class="current-rating" style="width: 67.13547229766846%;"></div>
				</div>
				</div>
				</div><div id="play-store-qrcode"><img src="http://qrfree.kaywa.com/?l=1&amp;s=5&amp;d=https%3A%2F%2Fplay.google.com%2Fstore%2Fapps%2Fdetails%3Fid%3Dcom.iwobanas.screenrecorder.free" alt="qrcode-app" />
				</div>
				</div></div><br />
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Più completa della precedente, registra sia il video (3 minuti max nella versione gratuita) che l&#8217;audio e permette di impostare:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Encoder</strong>: è possibile scegliere fra il formato H264, MPEG-4 (slow) e MPEG-4 SP</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Resolution</strong>: permette di settare varie risoluzione dai 400&#215;240 ai 1280&#215;768</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Image</strong> <strong>Trasformation</strong>: permette di scegliere se processare l&#8217;immagine direttamente sulla GPU oppure dalla CPU</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Bitrate</strong>: nel Test è stato settato  5Mbps come quello utilizzato con REC. è possibile impostarlo da 500Kbps a 30Mbps</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Frame Rate</strong>: permette di impostare i frame per secondo (fps), nel test è stato impostato a 30fps, è impostabile fino a 50fps</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Vertical Frames</strong>: disabilitata durante il test</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">E&#8217; possibile infine scegliere se registrare l&#8217;audio dal microfono o registrare solo il video</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Utilizzando <strong>SCR,</strong> Asphalt 8 va a scatti, segno che necessita di maggiori risorse durante la registrazione rispetto a REC. la fluidità è scarsa mentre la qualità del video è buona, ai livelli del precedente test.<br />
<strong>l&#8217;audio non è di qualità</strong>, bisogna mantenerlo basso o sarà <strong>gracchiante</strong> (ricordo comunque che la registrazione dell&#8217; audio avviene solo tramite il microfono, non possiamo certo pretendere che si senta con la qualità in uscita dall&#8217;audio interno).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Ecco qui la registrazione effettuata con SCR free</span></p>
<div align="center"><iframe src="//www.youtube.com/embed/aArHgnos0CU?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">VIDEO: 7/10</span></strong><br />
<strong><span style="font-size: 18px;"> AUDIO: 6/10</span></strong></p>
<hr size="2px" />
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">SHOU</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Abbiamo già recensito Shou in un <strong><a title="Registrare schermo Android con Shou" href="/registrare-schermo-android-shou">precedente articolo</a>, </strong>l&#8217;applicazione è in versione beta: per poterla installare dal Playstore è necessario diventare tester confermando l&#8217;apposita richiesta a<strong> <a href="https://play.google.com/apps/testing/com.oxa7.shou">questo link </a> </strong>e successivamente effettuare il Download, per i più pigri invece ecco qui l&#8217;<strong><a href="https://www.google.com/url?q=http://shou.be/d/Shou.apk&amp;sa=D&amp;usg=AFQjCNEVzIJLr3f6cGBTw9ydZPv_ltIJ5w">apk di Shou</a> </strong>pronto per essere installato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Una volta avviato il Demone di Shou sarà possibile iniziare la registrazione direttamente dal menù delle notifiche, dal quale è anche possibile accedere alle impostazioni, che comprendono:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Output Format</strong> che permette di scegliere uno tra i seguenti formati del video: MPEG2/TS, MKV, MP4, MOV, FLV</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Source Engine</strong> dal quale si può scegliere da dove acquisire la registrazione: GPU, Memory, Phantom, Null; nel Test è stato impostato Memory in quanto selezionando &#8220;GPU&#8221; Asphalt 8 ha prestazioni davvero scarse</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Encoding Engine: </strong>è possibile impostarlo su Hardware o software</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Orientamento dello schermo</strong>: Auto, Portrait o Landscape</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Resolution</strong>: può essere settata a: 240P, 320P, 480P, 640P, 720P; nella nostra prova è stato impostato a 720P</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>Frame Rate</strong>: 12 o 30 fps sono le opzioni selezionabili, è stato impostato a 30fps durante la nostra registrazione</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>BitRate</strong>: Lo abbiamo impostato a 4Mbps, va da un minimo di 256Kpbs a 16Mbps</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Anche la parte <strong>Audio </strong>è<strong> ricca di impostazioni</strong>, viene permesso di selezionare la sorgente di acquisizione fra: <strong>Internal</strong>, <strong>Microfono</strong> e <strong>muto</strong> si ha quindi la possibilità di <strong>acquisire l&#8217;audio direttamente dall&#8217;applicazione</strong> che lo genera, e non solo indirettamente tramite il microfono; si puo inoltre scegliere il<strong> bitrate</strong> dell&#8217;audio e il tipo di <strong>Canale</strong> (Mono o Stereo).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">la registrazione effettuata ha una buona qualità video ma risulta ancora più <strong>scattosa</strong> rispetto ad SCR nonostante un bitrate minore, mentre la parte <strong>Audio</strong> è <strong>imbattibile</strong> riuscendo a catturare l&#8217;audio direttamente da Asphalt 8.<br />
Infine è da apprezzare la possibilità di registrare fino a 2 ore di video o 4GB (dimensione massima del file della registrazione), che sono valori molto elevati se rapportati alle applicazioni testate in precedenza. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Ecco qui il video realizzato con SHOU</span></p>
<div align="center"><iframe src="//www.youtube.com/embed/fMoJ1zPR46A?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">VIDEO: 6/10</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">AUDIO: 10/10</span></strong></p>
<hr size="2px" />
<p><span style="color: #d64a2b;"><strong><span style="font-size: 22px;">SCREEN RECORDING TRAMITE ADB</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Da Android 4.4 è possibile registrare lo schermo direttamente da ADB collegando il telefono al PC tramite USB ed eseguendo un semplice comando da terminale: è possibile impostare il <strong>Bitrate</strong>, <strong>il tempo di registrazione</strong>, <strong>la risoluzione</strong> ma purtroppo<strong> non verrà registrato l&#8217;audio; i</strong></span><span style="font-size: 16px;">l video risulta più fluido rispetto alle altre applicazioni in prova e non ci sono limiti al tempo di registrazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">La sintassi per il comando che effettua la registrazione del video è:</span></p>
<blockquote><p><strong><em>adb shell screenrecord /sdcard/demo.mp4</em></strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">verrà creato nel percorso &#8220;/<strong>sdcard</strong>/&#8221; un video in formato <strong>mp4</strong> di nome &#8220;<strong>demo</strong>&#8221; avente una lunghezza di 3 minuti, per variare i paramentri di registrazione elenco una lista completa dei comandi riguardanti lo screen recording da ADB:</span></p>
<table border="1" cellpadding="6" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><strong><span style="font-size: 16px;">Comando</span> <span style="font-size: 16px;">ADB</span></strong></td>
<td><strong><span style="font-size: 16px;">Descrizione</span></strong></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;help</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">mostra una guida di ADB</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;size &lt;WIDTHxHEIGHT&gt;</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">imposta una risoluzione</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;bit-rate &lt;RATE&gt;</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">il bitrate</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;time-limit &lt;TIME&gt;</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">durata della registrazione </span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;rotate</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">ruota di 90° il video </span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: 16px;">&#8211;verbose</span></td>
<td><span style="font-size: 16px;">mostra i LOG nel terminale</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel nostro caso il comando utilizzato è stato:</span></p>
<blockquote><p><strong><i>adb shell screenrecord &#8211;bit-rate 5000000 /sdcard/Asphalt8.mp4</i></strong></p></blockquote>
<p><span style="font-size: 16px;">Qui il video sulla registrazione effettuata da ADB</span></p>
<div align="center"><iframe src="//www.youtube.com/embed/OixWHqeZ0F8?rel=0" height="480" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></div>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">VIDEO: 9/10</span></strong><br />
<strong><span style="font-size: 18px;"> AUDIO: ND</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Il nostro confronto è terminato: da questo test non è emerso<strong> nessun vincitore assoluto</strong>, ogni applicazione ha i suoi pregi e i suoi difetti ma sono tutte lontane dall&#8217;essere perfette, se avete bisogno di registrare solo il video senza audio e prediligete la qualità non posso che consigliarvi <strong>ADB</strong>, nel caso in cui non abbiate ancora android 4.4 invece utilizzate <strong>REC</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Per registrare sia il Video che l&#8217;Audio potrete optare per <strong>SHOU</strong> (nel caso in cui vogliate acquisire l&#8217;audio interno ad android è praticamente una scelta obbligata) mentre se può essere sufficiente la registrazione audio del microfono (bassa qualità) utilizzate <strong>SCR,</strong> consigliato per la registrazione di applicazioni che necessitano di molte risorse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Per suggerire altre applicazioni per lo screen recording su Android e per dire la vostra commentate!</span></p>
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]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Root e Recovery Nexus 4 con Android 4.4</title>
		<link>http://www.inthebit.it/root-e-recovery-nexus-4-con-android-4-4</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/root-e-recovery-nexus-4-con-android-4-4#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 17:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[ClockworkMod]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[KitKat]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo vedremo come ottenere i privilegi di root e come installare l&#8217;ultima versione della famosa recovery Clockworkmod sul Nexus 4 equipaggiato con la nuova versione Android Kitkat: per far ciò utilizzeremo il famoso tool, Android Platform-tool che è integrato in Android SDK (un insieme di tool forniti da Google per gli sviluppatori) scaricabile dalla sua pagina ufficiale. </p>
<p>&#160;</p>
<p>INSTALLAZIONE DRIVER ADB</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare dovremo assicurarci che il nostro Nexus 4 sia correttamente riconosciuto dal PC tramite i driver ADB, per effettuare questa verifica (su Windows 7):</p>
<p>attivare nel Nexus 4 il Debug USB: Impostazioni &#8211;&#62; Opzione sviluppatore &#8211;&#62; Debug USB<br />
collegare il telefono al PC con il cavo USB e attendere l&#8217;installazione del driver<br />
recarci in Gestione dispositivi su Windows: Pannello di controllo &#8211;&#62; Sistema e Sicurezza &#8211;&#62; Sistema &#8211;&#62; Gestione dispositivi<br />
nella schermata che apparirà verificare che il telefono venga riconosciuto come &#8220;Android Composite ADB Interface&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">se avevate installato in precedenza i driver ADB e quindi il vostro telefono viene correttamente riconosciuto potete passare al punto successivo della guida, altrimenti leggete qui di seguito per installare i driver usb corretti:</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">senza i driver ADB il nostro dispositivo verrà probabilmente riconosciuto come mostrato nell&#8217;immagine:</p>
<p>Scaricare i Driver ADB &#124; Download<br />
Estrarre il file .zip contenente i driver<br />
colleghiamo il Nexus 4 al PC con l&#8217;USB debug attivato<br />
rechiamoci in Gestione dispositivi su Windows e clicchiamo con il tasto destro sulla voce Nexus 4 come mostrato nella foto  precedente, e selezionare &#8220;Aggiornamento Software Driver&#8220;</p>
<p>selezioniamo Cerca il software del driver nel computer e nella schermata successiva inseriamo il percorso corretto alla cartella precedentemente estratta contenente i driver facendo attenzione a spuntare la casella &#8220;includi sottocartelle&#8221;<br />
terminata l&#8217;installazione verifichiamo nuovamente i driver in uso in Gestione dispositivi, non troverete più la voce Nexus 4 ma Android Composite ADB Interface, adesso passiamo al punto successivo.</p>
<p style="text-align: justify;">ATTENZIONE QUESTA GUIDA PROVOCA LA PERDITA DI TUTTI I VOSTRI DATI, E&#8217; CONSIGLIATO EFFETTUARE UN BACKUP PRIMA DI PROCEDERE &#8211; NON MI ASSUMO ALCUNA RESPONSABILITA&#8217; DEGLI EVENTUALI DANNI AL VOSTRO TERMINALI DERIVANTI DALL&#8217;UTILIZZO DI QUESTA GUIDA</p>
<p>INSTALLAZIONE CLOCKWORKMOD e ROOT </p>
<p>Se ancora non lo avete fatto, scaricare Android SDK &#124; Download<br />
Scaricare l&#8217;ultima versione della Clockworkmod 4.0.6.3 &#124; Download <br />
Scaricare il file .zip dei permessi di Root &#124; Download SuperSU</p>
<p style="text-align: justify;">per prima cosa trasferite il file .zip dei permessi di root in una cartella all&#8217;interno del Nexus 4, ad esempio la cartella download (verrà flashato successivamente da Recovery, inserendo adesso il file SuperSU nella memoria del telefono ci risparmieremo un riavvio successivo).</p>
<p style="text-align: justify;">NB: La seguente procedura  è specifica per windows, per altri sistemi operativi i comandi da terminale variano leggermente</p>
<p>Estrarre il file zip di Android SDK in una cartella a vostro piacimento nel vostro PC ad esempio nel desktop: verrà estratta una cartella chiamata adt-bundle[versione-windows-linux-mac]<br />
copiare il file della recovery .img scaricato in precedenza all&#8217;interno della sottocartella platform-tools. La cartella platform-tool è una sottocartella di quella estratta al punto precedente, nello specifico: adt-bundle &#8211;&#62; sdk &#8211;&#62; platform-tool<br />
Avviare il terminale di windows:basta scrivere &#8220;cmd&#8221; all&#8217;interno della casella ricerca programmi del menù start<br />
spostiamoci tramite il terminale all&#8217;interno della cartella [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">In questo articolo vedremo come ottenere i <strong>privilegi di root</strong> e come installare l&#8217;ultima versione della famosa recovery <strong>Clockworkmod</strong> sul Nexus 4 equipaggiato con la nuova versione Android Kitkat: per far ciò utilizzeremo il famoso tool,<strong> Android Platform-tool </strong>che è<strong> </strong>integrato in <strong>Android SDK (</strong>un insieme di tool forniti da Google per gli sviluppatori) scaricabile dalla sua<strong><a href="https://developer.android.com/sdk/index.html" target="_blank"> pagina ufficiale</a>. </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: 18px;">INSTALLAZIONE DRIVER ADB</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Prima di iniziare dovremo assicurarci che il nostro Nexus 4 sia correttamente riconosciuto dal PC tramite i driver ADB, per effettuare questa verifica (su Windows 7):</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">attivare nel Nexus 4 il Debug USB: <strong>Impostazioni</strong> &#8211;&gt; <strong>Opzione sviluppatore</strong> &#8211;&gt; <strong>Debug USB</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">collegare il telefono al PC con il cavo USB e attendere l&#8217;installazione del driver</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">recarci in Gestione dispositivi su Windows: <strong>Pannello di controllo</strong> &#8211;&gt; <strong>Sistema e Sicurezza</strong> &#8211;&gt; <strong>Sistema</strong> &#8211;&gt;<strong> Gestione dispositivi</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">nella schermata che apparirà verificare che il telefono venga riconosciuto come &#8220;<strong>Android Composite ADB Interface&#8221;</strong></span></li>
</ul>
<p><img title="adb driver" alt="adb driver" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/adb.jpg" width="790" height="306" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>se avevate installato in precedenza i driver ADB e quindi il vostro telefono viene correttamente riconosciuto potete passare al punto successivo della guida</strong>, altrimenti leggete qui di seguito per installare i driver usb corretti:</span></p>
<p><img title="no adb driver" alt="no adb driver" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/adb2.jpg" width="610" height="118" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">senza i driver ADB il nostro dispositivo verrà probabilmente riconosciuto come mostrato nell&#8217;immagine:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricare i Driver <strong>ADB</strong> | <a href="https://mega.co.nz/#!x0tEGSTK!Iydf83R6BVMMGZnS84Gp5xby2IoyYwoODg1SxsCJm34" target="_blank"><strong>Download</strong></a></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Estrarre il file .zip contenente i driver</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">colleghiamo il Nexus 4 al PC con l&#8217;USB debug attivato</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">rechiamoci in Gestione dispositivi su Windows e clicchiamo con il tasto destro sulla voce Nexus 4 come mostrato nella foto  precedente, e selezionare &#8220;<strong>Aggiornamento Software Driver</strong>&#8220;</span></li>
</ul>
<p><img title="adb driver" alt="adb driver" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/adb3.jpg" width="628" height="460" /></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">selezioniamo<strong> Cerca il software del driver nel computer </strong>e nella schermata successiva inseriamo<strong> il percorso corretto alla cartella precedentemente estratta contenente i driver </strong>facendo attenzione a spuntare la casella<strong> &#8220;includi sottocartelle&#8221;</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">terminata l&#8217;installazione verifichiamo nuovamente i driver in uso in Gestione dispositivi, non troverete più la voce Nexus 4 ma Android Composite ADB Interface, adesso passiamo al punto successivo.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-size: 16px;"><strong>ATTENZIONE QUESTA GUIDA PROVOCA LA PERDITA DI TUTTI I VOSTRI DATI, E&#8217; CONSIGLIATO EFFETTUARE UN BACKUP PRIMA DI PROCEDERE &#8211; NON MI ASSUMO ALCUNA RESPONSABILITA&#8217; DEGLI EVENTUALI DANNI AL VOSTRO TERMINALI DERIVANTI DALL&#8217;UTILIZZO DI QUESTA GUIDA</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>INSTALLAZIONE CLOCKWORKMOD e ROOT </strong></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">Se ancora non lo avete fatto, scaricare Android SDK | <a href="https://developer.android.com/sdk/index.html" target="_blank"><strong>Download</strong></a></span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Scaricare l&#8217;ultima versione della Clockworkmod 4.0.6.3 | <a href="http://download2.clockworkmod.com/recoveries/recovery-clockwork-touch-6.0.4.3-mako.img"><strong>Download </strong></a></span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Scaricare il file .zip dei permessi di Root | <a href="http://download.chainfire.eu/365/SuperSU/UPDATE-SuperSU-v1.69.zip?retrieve_file=1" target="_blank"><strong>Download SuperSU</strong></a></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">per prima cosa trasferite il file .zip dei permessi di root in una cartella all&#8217;interno del Nexus 4, ad esempio la cartella download (verrà flashato successivamente da Recovery, inserendo adesso il file SuperSU nella memoria del telefono ci risparmieremo un riavvio successivo).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NB: La seguente procedura  è specifica per windows, per altri sistemi operativi i comandi da terminale variano leggermente</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Estrarre il file<strong> zip</strong> di Android SDK in una cartella a vostro piacimento nel vostro PC ad esempio nel desktop: verrà estratta una cartella chiamata <strong>adt-bundle[versione-windows-linux-mac]</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">copiare il file della<strong> recovery .img</strong> scaricato in precedenza all&#8217;interno della sottocartella <strong>platform-tools</strong>. La cartella platform-tool è una sottocartella di quella estratta al punto precedente, nello specifico: <strong>adt-bundle</strong> &#8211;&gt; <strong>sdk</strong> &#8211;&gt; <strong>platform-tool</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Avviare il terminale di windows:basta scrivere &#8220;<strong>cmd</strong>&#8221; all&#8217;interno della casella ricerca programmi del menù start</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">spostiamoci tramite il terminale all&#8217;interno della cartella platform-tool, per far ciò scriviamo:  <strong>cd [percorso-della-cartella-platform-tool] </strong>nel nostro esempio quindi il comando sarà:</span>
<p style="border: 3px solid #57595a; background: #DDDDDD; padding: 4px;"><em>cd C:\Users\TUO-NOME-UTENTE\Desktop\adt-bundle-windows-x86_64-20131030\sdk\platform-tools\</em></p>
</li>
<li style="text-align: justify;"> <span style="font-size: 16px;">Colleghiamo il Nexus 4 al PC, con L&#8217;USB Debug attivo, qualche istante dopo il collegamento, sul display ci verrà richiesto che adb cerca di connettersi al telefono: accettiamo la richiesta</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">verifichiamo che adb veda il telefono digitanto nel terminale il comando:<strong> adb devices</strong> (dovrebbe mostrare un numero di identificazione del dispositivo come nell&#8217;immagine seguente)</span></li>
</ul>
<p><img title="adb" alt="adb" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/adb4.jpg" width="640" height="50" /></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">adesso riavviamo il telefono in modalità bottloader con questo comando:</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>adb reboot bootloader</em></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">sblocchiamo il boot loader  (<span style="color: #ff0000;"><strong>attenzione con questo comando perderete tutti i vostri dati dal telefono</strong></span>):</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>fastboot oem unlock</em></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">riavviamo il bootloader nuovamente con:</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>adb reboot bootloader</em></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">adesso installiamo la recovery con il seguente comando: <em><strong>fastboot flash recovery [nome-recovery.img]</strong>  che nel nostro esempio si traduce in:</em></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;"><em>fastboot flash recovery recovery-clockwork-touch-6.0.4.3-mako.img</em></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 16px;">e riavviamo nuovamente il bootloader:</span></li>
</ul>
<p><em><span style="font-size: 16px;">adb reboot bootloader</span></em></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">terminata l&#8217;installazione, da terminale possiamo rimuovere il telefono dall usb. Dalla schermata del bootloader nel telefono spostiamoci fra le varie opzioni tramite il bilanciere del volume fino a selezionare la modalità recovery e confermiamo la scelta con il tasto power.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedremo avviarsi finalmente la Recovery Clockworkmod!</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>PERMESSI DI ROOT</strong></span></p>
<ul>
<li>D<span style="font-size: 16px;">alla Recovery Clockworkmod selezionare &#8220;install zip &#8211;&gt; choose zip from /sdcard &#8211;&gt; 0/ &#8211;&gt; Download/ &#8211;&gt; selezionare il file zip di SuperSU</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">se avete copiato il file dei permessi di root in una cartella diversa da Download ovviamente selezionate quella per trovare il file.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">adesso abbiamo terminato, il nostro nexus 4 ha i permessi di root abilitati e una Custom Recovery!</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>MIUI Galaxy S4 i9500, guida al flash</title>
		<link>http://www.inthebit.it/miui-galaxy-s4-i9500-guida-al-flash</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/miui-galaxy-s4-i9500-guida-al-flash#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 18:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MIUI]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[Galaxy S4]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=1586</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi è stata rilasciata la versione 3.11.15 della MIUI che ha portato importanti novità, tra le quali vediamo il porting ufficiale per Samsung Galaxy S4 i9500. La guida seguente è tradotta dal forum ufficiale MIUI.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">NOTE:</p>
<p>Per effettuare il flash occorre un sistema operativo Windows<br />
Questa versione è per la versione internazionale del Galaxy S4 i9500. Se avete altre versioni NON procedete con il flash.<br />
Flashare un terminale può causare problemi irreparabili, flashate solo se sapete cosa state facendo. Se addirittura non conoscete i termini, sconsiglio anche la lettura. Non ci assumiamo nessuna responsabilità per eventuali danni.<br />
EDIT: la versione di questo cellulare non è commercializzata in Italia, un S4 comprato in Italia dovrebbe essere la versione i9505. Sicuramente ci saranno modi per averlo, ma assicuratevi di NON FLASHARE su versioni i9505</p>
<p>File necessari</p>
<p>Scaricate l&#8217;ultima versione MIUI, rilasciata oggi. &#124; Download<br />
Scaricate il tool per effettuare il flash I9500_tools &#124; Download (rimosso)<br />
(MD5: b829d2ab3254be624169f4dbdafc825b)</p>
<p>Dovrete avere a disposizione almeno 2GB di spazio libero sul dispositivo.<br />
Rinominate la ROM scaricata in miui.zip e copiatela nella cartella principale</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Driver USB</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, potete saltare questo passaggio se avete già installato i driver in precedenza.</p>
<p>Aprite SAMSUNG_USB_Drive_for_Mobile_Phones.exe dal tool I9500_tools -&#62; Drive e installate</p>
<p>Flash Recovery e MIUI</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo procedimento verranno cancellati tutti i dati utenti, quindi eseguite un backup prima di iniziare.</p>
<p style="text-align: center;">- telefono -</p>
<p>Attivate il Debug USB da Impostazioni-&#62;Opzioni sviluppatore. Se non trovate questa voce, spostatevi su info dispositivo e tappate ripetutamente sulla versione Android fino a quando un messaggio vi notifica che tali opzioni sono attive.<br />
Collegate il telefono al PC via cavo e aprite /ADB/adb Donwload.bat per entrare in &#8220;flashing mode&#8221;<br />
Alternativa: spegnete il dispositivo. Tenete premuto tasto home + tasto volume &#8211; + tasto accensione. Premete il tasto volume + quando vi chiede di scegliere.&#160;</p>
<p style="text-align: center;">- pc -</p>
<p>Se collegato, scollegate il telefono<br />
Selezionate Odin3 v3.04.exe nel tool<br />
Spuntate Auto reboot e F, Reset Time<br />
Cliccate il tasto PDA e selezionate recovery.tar dai file del tool scompattati in precedenza<br />
Collegate il telefono. Se la parte cerchiata di giallo diventa azzurra, il telefono è correttamente collegato</p>
<p>Premete Start e inizierà il flash della recovery<br />
A flash completato il telefono si riavvierà automaticamente entrando in recovery mode, così da poter flashare la MIUI<br />
Ultimato anche questo flash, il telefono verrà riavviato nuovamente avviando la MIUI.</p>
<p>Guida e immagini tratte da en.miui.comVia</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/miui-galaxy-s4-i9500-guida-al-flash">MIUI Galaxy S4 i9500, guida al flash</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Oggi è stata rilasciata la versione 3.11.15 della MIUI che ha portato importanti novità, tra le quali vediamo il porting ufficiale per Samsung Galaxy S4 i9500. La guida seguente è tradotta dal forum ufficiale MIUI.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><strong>NOTE:</strong></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;">Per effettuare il flash occorre un sistema operativo Windows</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Questa versione è per la versione internazionale del Galaxy S4 i9500. Se avete altre versioni NON procedete con il flash.</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Flashare un terminale può causare problemi irreparabili, flashate solo se sapete cosa state facendo. Se addirittura non conoscete i termini, sconsiglio anche la lettura. Non ci assumiamo nessuna responsabilità per eventuali danni.</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;"><strong>EDIT: </strong>la versione di questo cellulare non è commercializzata in Italia, un S4 comprato in Italia dovrebbe essere la versione i9505. Sicuramente ci saranno modi per averlo, ma <strong>assicuratevi di NON FLASHARE su versioni i9505</strong></span></li>
</ol>
<h3><span style="color: #d64a2b;">File necessari</span></h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricate l&#8217;ultima versione MIUI, rilasciata oggi. <strong>| <a href="http://bigota.d.miui.com/3.11.15/miui_i9500_3.11.15_28cf4a0fca_4.2.zip" target="_blank">Download</a></strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Scaricate il tool per effettuare il flash <b>I9500_tools</b> <strong>| Download </strong>(rimosso)<br />
(MD5: b829d2ab3254be624169f4dbdafc825b)<br />
</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Dovrete avere a disposizione almeno 2GB di spazio libero sul dispositivo.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Rinominate la ROM scaricata in <strong>miui.zip</strong> e copiatela nella cartella principale</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<h3><span style="color: #d64a2b;">Driver USB</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Ovviamente, potete saltare questo passaggio se avete già installato i driver in precedenza.</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Aprite <strong>SAMSUNG_USB_Drive_for_Mobile_Phones.exe</strong> dal tool <strong>I9500_tools</strong> -&gt; <strong>Drive </strong>e installate</span></li>
</ul>
<h3><a href="/WP/wp-content/uploads/2013/11/driver-usb-samsung-galaxy-s4.png" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-1587" src="/WP/wp-content/uploads/2013/11/driver-usb-samsung-galaxy-s4.png" alt="driver-usb-samsung-galaxy-s4" width="426" height="326" /></a><br class="none" /><span style="color: #d64a2b;">Flash Recovery e MIUI</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-size: 16px;">Con questo procedimento verranno cancellati tutti i dati utenti, quindi eseguite un backup prima di iniziare.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16px;"><strong>- telefono -</strong></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;">Attivate il <strong>Debug USB</strong> da <strong>Impostazioni</strong>-&gt;<strong>Opzioni sviluppatore</strong>. Se non trovate questa voce, spostatevi su <strong>info dispositivo</strong> e tappate ripetutamente sulla versione Android fino a quando un messaggio vi notifica che tali opzioni sono attive.</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Collegate il telefono al PC via cavo e aprite /<strong>ADB</strong>/<strong>adb Donwload.bat</strong> per entrare in &#8220;flashing mode&#8221;</span><br />
<span style="font-size: 16px;"><span style="font-size: 16px;">Alternativa: spegnete il dispositivo. Tenete premuto tasto<strong> home</strong> + tasto<strong> volume &#8211; </strong>+ tasto <strong>accensione</strong>. Premete il tasto <strong>volume</strong> <strong>+ </strong>quando vi chiede di scegliere.<br class="none" /><br class="none" /></span></span>&nbsp;</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16px;"><strong>- pc -</strong></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Se collegato, scollegate il telefono</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Selezionate <b>Odin3 v3.04.exe</b> nel tool</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Spuntate <strong>Auto reboot</strong> e <strong>F, Reset Time</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Cliccate il tasto <strong>PDA</strong> e selezionate <strong>recovery.tar</strong> dai file del tool scompattati in precedenza</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Collegate il telefono. Se la parte cerchiata di giallo diventa azzurra, il telefono è correttamente collegato</span><br />
<a href="/WP/wp-content/uploads/2013/11/odin.png" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-1588" src="/WP/wp-content/uploads/2013/11/odin.png" alt="odin" width="480" height="353" /></a></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Premete <b>Start</b> e inizierà il flash della recovery</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">A flash completato il telefono si riavvierà automaticamente entrando in recovery mode, così da poter flashare la MIUI</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Ultimato anche questo flash, il telefono verrà riavviato nuovamente avviando la MIUI.</span></li>
</ul>
<p><br class="none" /><br class="none" /><br class="none" /><br class="none" /><span style="font-size: 12px;">Guida e immagini tratte da en.miui.com</span><br class="none" /><a href="http://en.miui.com/thread-9785-1-1.html" target="_blank">Via</a></p>
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]]></content:encoded>
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		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Root e custom Recovery Nexus 4 in un click con android 4.3 [N-Cry toolkit]</title>
		<link>http://www.inthebit.it/root-e-custom-recovery-nexus-4-in-un-click-android4-3</link>
		<comments>http://www.inthebit.it/root-e-custom-recovery-nexus-4-in-un-click-android4-3#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 12:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mannino]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Modding Android]]></category>
		<category><![CDATA[adb]]></category>
		<category><![CDATA[ClockworkMod]]></category>
		<category><![CDATA[Download]]></category>
		<category><![CDATA[Permessi applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery]]></category>
		<category><![CDATA[ROOT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inthebit.it/?p=592</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi vedremo come addentrarci nel modding del nostro Nexus 4 sbloccando il bootloader, installando la recovery clokworkmod e infine ottenere i privilegi di root con un metodo semplice e veloce.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzeremo N-Cry Toolkit che permette di effettuare tutte queste operazioni in modo automatico cosi da preparare il nexus 4 per l&#8217;installazione di una custom ROM, ma prima di cominciare è bene sapere che con questa procedura cancellerete tutti i vostri dati dal telefono, è quindi consigliato effettuare un backup prima di procedere; non mi assumo nessuna responsabilità nel caso di danneggiamento dello smartphone!</p>
<p style="text-align: justify;">REQUISITI:</p>
<p>N-Cry Toolkit versione 3.4.2: Download QUI<br />
un PC (meglio se portatile) con Windows 7<br />
Nexus 4 con Android 4.3 <br />
Connessione ad internet attiva sul PC</p>
<p style="text-align: justify;">scaricato il toolkit estraetelo in una cartella a vostro piacimento, avviate il programma come amministratore (tasto destro su NCry.exe &#8211;&#62; esegui come amministratore)  e cliccate sulla bandiera americana per impostare la lingua inglese, successivamente cliccate su &#8220;Driver setup&#8221; per installare i driver ADB necessari per il corretto riconoscimento da parte di windows  del nostro nexus 4.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Attiviamo sul Nexus 4 la modalità Debug USB e colleghiamolo al PC selezionando la modalità di collegamento PTP direttamente dalla barra delle notifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">a questo punto assicuriamoci che il telefono sia stato correttamente riconosciuto dal toolkit verificando che ci sia scritto &#8220;Nexus device found in verde&#8221; e sotto State: &#8220;ADB mode&#8221;</p>
</p>
<p>siamo pronti per far eseguire al toolkit tutte le operazioni di modding cliccando la voce &#8220;1-Click Menu&#8221;, si aprirà la seguente finestra</p>
</p>
<p>selezioniamo &#8220;Start Fastboot Mode&#8221; e attendiamo che il telefono si riavvi in modalità fastboot<br />
selezionare la prima opzione &#8220;E.R.R. Mode&#8221; la quale in automatico sbloccherà il bootloader, attiverà il Root e installarà la recovery Clockworkmod: verranno scaricati 15Mb durante questa operazione quindi assicuriamoci di avere una connessione internet attiva.<br />
ci verrà richiesta una conferma dello sblocco del bootloader direttamente sullo schermo del telefono, assicuriamoci di confermarla muovendoci fra le opzioni con i tasti volume e per confermare con tasto power.<br />
potremo controllare l&#8217;avanzamento delle operazioni direttamente dal toolkit, attendiamo che finisca tutta la procedura al termine della quale il telefono si riavvierà in recovery.<br />
spostiamoci fra le voci della recovery utilizzando i tasti volume e per confermare il tasto power: selezioniamo &#8220;reboot system now&#8221; e alla successiva richiesta selezioniamo &#8220;NO&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso il telefono si riavvierà normalmente e ritroveremo nel Drawer l&#8217;applicazione &#8220;Super SU&#8221; dalla quale potremo gestire i permessi di root.</p>
</p>
<p>Nel prossimo articolo vedremo come installare una Custom Rom.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="/root-e-custom-recovery-nexus-4-in-un-click-android4-3">Root e custom Recovery Nexus 4 in un click con android 4.3 [N-Cry toolkit]</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Oggi vedremo come addentrarci nel modding del nostro Nexus 4 sbloccando il bootloader, installando la recovery clokworkmod e infine ottenere i privilegi di root con un metodo semplice e veloce.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Utilizzeremo N-Cry Toolkit che permette di effettuare tutte queste operazioni in modo automatico cosi da preparare il nexus 4 per l&#8217;installazione di una custom ROM, ma prima di cominciare è bene sapere che <span style="color: #ff0000;"><strong>con questa procedura cancellerete tutti i vostri dati dal telefono, è quindi consigliato effettuare un backup prima di procedere; non mi assumo nessuna responsabilità nel caso di danneggiamento dello smartphone!</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 16px;">REQUISITI:</span></strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 16px;">N-Cry Toolkit versione 3.4.2: <a href="http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2171401">Download QUI</a></span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">un PC (meglio se portatile) con Windows 7</span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Nexus 4 </span><span style="font-size: 16px;">con Android 4.3 </span></li>
<li><span style="font-size: 16px;">Connessione ad internet attiva sul PC</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">scaricato il toolkit estraetelo in una cartella a vostro piacimento, <strong>avviate il programma come amministratore</strong> (tasto destro su NCry.exe &#8211;&gt; esegui come amministratore)  e cliccate sulla bandiera americana per impostare la lingua inglese, successivamente cliccate su <strong>&#8220;Driver setup&#8221;</strong> per installare i <strong>driver ADB</strong> necessari per il corretto riconoscimento da parte di windows  del nostro nexus 4.</span></p>
<p><img title="ncry-toolkit" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/NCry.jpg" alt="ncry-toolkit" width="466" height="261" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Attiviamo sul Nexus 4 la <strong>modalità Debug USB</strong> e colleghiamolo al PC selezionando la <strong>modalità di collegamento PTP</strong> direttamente dalla barra delle notifiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">a questo punto assicuriamoci che il telefono sia stato correttamente riconosciuto dal toolkit verificando che ci sia scritto &#8220;Nexus device found in verde&#8221; e sotto State: &#8220;ADB mode&#8221;</span></p>
<p><img title="ncry" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/Ncry.jpg" alt="ncry" width="464" height="263" /></p>
<p><span style="font-size: 16px;">siamo pronti per far eseguire al toolkit tutte le operazioni di modding cliccando la voce <strong>&#8220;1-Click Menu&#8221;</strong>, si aprirà la seguente finestra</span></p>
<p><img style="font-size: 14px;" title="ncry" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/ncry2.jpg" alt="ncry" width="444" height="260" /></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">selezioniamo <strong>&#8220;Start Fastboot Mode&#8221;</strong> e attendiamo che il telefono si riavvi in modalità fastboot</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">selezionare la prima opzione <strong>&#8220;E.R.R. Mode&#8221;</strong> la quale in automatico sbloccherà il bootloader, attiverà il Root e installarà la recovery Clockworkmod: <strong>verranno scaricati 15Mb</strong> durante questa operazione quindi assicuriamoci di avere una connessione internet attiva.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">ci verrà richiesta una conferma dello sblocco del bootloader direttamente sullo schermo del telefono, assicuriamoci di confermarla muovendoci fra le opzioni con i tasti volume e per confermare con tasto power.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">potremo controllare l&#8217;avanzamento delle operazioni direttamente dal toolkit, attendiamo che finisca tutta la procedura al termine della quale il telefono si riavvierà in recovery.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">spostiamoci fra le voci della recovery utilizzando i tasti volume e per confermare il tasto power: selezioniamo <strong>&#8220;reboot system now&#8221;</strong> e alla successiva richiesta selezioniamo <strong>&#8220;NO&#8221;</strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Adesso il telefono si riavvierà normalmente e ritroveremo nel Drawer l&#8217;applicazione <strong>&#8220;Super SU&#8221;</strong> dalla quale potremo gestire i permessi di root.</span></p>
<p><img title="superSu" src="/WP/wp-content/uploads/2013/09/supersu.png" alt="superSu" width="250" height="416" /></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel prossimo articolo vedremo come <a title="[Rom] Purity Nexus 4" href="/rom-purity-nexus-4/">installare una Custom Rom</a>.</span></p>
 <!-- Easy Plugin for AdSense Unfiltered [count: 3 is not less than 3] --><p>Il post <a rel="nofollow" href="/root-e-custom-recovery-nexus-4-in-un-click-android4-3">Root e custom Recovery Nexus 4 in un click con android 4.3 [N-Cry toolkit]</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="/">InTheBit  - Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inthebit.it/root-e-custom-recovery-nexus-4-in-un-click-android4-3/feed</wfw:commentRss>
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