Una delle tante scelte (piacevoli) che dovremo fare in sede di acquisto del nostro dispositivo sarà “meglio uno smartphone con tasti fisici o tasti virtuali?

Il mercato Android impone poche limitazioni ai produttori, il che si traduce in una gran varietà di caratteristiche che ci vengono offerte: dalla dimensione del display, alla scelta dei materiali, al design, trovare il dispositivo che più si addice alle proprie esigenze è abbastanza semplice.

Ogni produttore di smartphone ha ben delineato le proprie strategie fidelizzando una fetta di clientela grazie ad alcune caratteristiche comuni implementate nei propri top di gamma: Samsung ad esempio punta sul classico, equipaggiando i propri smartphone con batteria removibile e tasti fisici (soft touch), dal canto suo invece LG ha avuto un’approccio più innovativo puntando sul full touchscreen (tasti virtuali) con pulsanti addirittura posteriori e spesso con batteria non removibile, scelte che se qualche anno fa sembravano azzardate, oggi sono in molti ad apprezzare.

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Ma concentriamoci sulla differenza fra tasti fisici e tasti virtuali (cavallo di battaglia di Google).

sono ancora più comodi i classici tasti fisici e a sfioramento?

Fino a qualche tempo fa la risposta era ben chiara a molti: la comodità del tasto home sotto il display è una buona soluzione per risvegliare lo schermo ed i tasti virtuali non lo permettono costringendo l’utente a servirsi in continuazione del tasto power che spesso è posto lateralmente al display.

LG  ha però cambiato le carte in tavola tirando fuori dal cilindro una soluzione non buona ma ottima! “il double tap to wake” ossia la possibilità di risvegliare il display mediante il doppio tocco su un punto qualsiasi del display stesso.

Analizziamo quindi ad oggi quali siano i vantaggi e i difetti di entrambe le soluzioni:

Tasti fisici/soft-touch

PRO CONTRO
  • non occupano spazio sul display
  • maggior feedback tattile (comunque assente se i tasti sono soft touch)
  • personalizzazioni minime dei tasti anche utilizzando custom rom.
  • nei dispositivi economici può mancare la loro retro-illuminazione.
  • molto vicini al bordo inferiore della scocca, posizione che a molti può risultare scomoda da raggiugere.

Tasti virtuali

PRO CONTRO
  • personalizzabili sia nel numero che nelle funzioni con le custom rom.
  • sempre illuminati e ben visibili indipendentemente dalle scelte hardware del produttore.
  • permettono di ottenere l’effetto full touch del dispositivo migliorandone l’estetica.
  • riducono la dimensione del display
  • non sempre l’implementazione dei tasti virtuali si traduce in una minor dimensione del bordo inferiore della scocca.
  • a volte rimangono visibili anche quando non necessario e non è ancora stata implementata nella rom stock la possibilità di nasconderli all’occorrenza.

Un tasto virtuale è oggettivamente più funzionale di un tasto fisico, Google lo ha capito bene, ed infatti ha adottato alcune migliorie per far si che questa soluzione sia meglio integrata in Android andando a risolvere parzialmente uno dei limiti iniziali lamentati dagli utenti, ossia la riduzione del display a causa dei tasti virtuali:

nell’ultima versione di Android infatti, la barra dei tasti virtuali è stata resa trasparente, purtroppo questo accade solo nella home, ma è chiaro che è solo questione di tempo perché Google la integri al resto della UI.

E voi quale preferite? cosa aggiungereste fra i pregi e i difetti delle 2 soluzioni?

Fatecelo sapere nei commenti e dite la vostra rispondendo al sondaggio:

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