In un mondo iperconnesso in cui tutto si misura in byte, l’università non poteva far altro che adeguarsi ai tempi moderni. Ecco che l’e-learning fa capolino nelle nostre vite, ampliando le potenzialità dell’insegnamento universitario in modo consistente. L’Italia è un paese che tradizionalmente sforna talenti in qualsiasi campo, dalla medicina al design, passando per l’ingegneria, l’informatica, l’economia e quant’altro. Le università telematiche, con il loro ingresso nell’offerta universitaria a partire dall’ultimo decennio, hanno consentito al nostro paese di fare un importante passo in avanti.

e-learning

Un gruppo di ricerca unitamente ad alcuni docenti universitari – “I talenti italiani all’estero” ha redatto un documento intitolato “E-Learning: la rivoluzione in corso e l’impatto sul sistema della formazione in Italia“, realizzato appositamente per Aspen Institute Italia. Un documento che analizza le modalità e i processi di insegnamento su base digitale nel territorio nazionale. Le piattaforme che mettono a disposizione un’offerta formativa online – I Mooc, “Massive Open Online Courses“- o più semplicemente corsi online come ad esempio questi, stanno letteralmente spopolando. Coinvolgono ogni anno milioni di studenti che per un motivo o per un altro non hanno la possibilità di seguire regolarmente un percorso di studi recandosi fisicamente presso la sede dell’ateneo.

Il futuro è proprio davanti ai nostri occhi, e l’obbiettivo principale è quello innanzitutto di scalfire il pregiudizio diffuso per cui le università telematiche equivalgano ad un’offerta di qualità inferiore. Un passo importante è stato fatto proprio in questi giorni, grazie all’accordo stipulato tra la Luiss di Roma e la startup berlinese per l’insegnamento telematico chiamata Iversity. Dal tre ottobre è partito il secondo “Mooc”in “Managing Fashion and Luxury Companies” promosso dall’università Bocconi di Milano, che per l’occasione ha collaborato con Sda, con l’utilizzo della piattaforma di Coursera. A prender parte a questo progetto saranno circa ventimila studenti provenienti da oltre 150 paesi.

Studiare online non è mai stato così semplice grazie ai numerosi dispositivi elettronici presenti sul mercato. Dai prodotti Apple come gli I-phone o gli I-pad air – l’ultimo modello di tablet sfornato da Apple – passando per i device che sfruttano il sistema operativo Android. Tra questi il gran successo di Smartphone e Tablet Samsung, che nelle ultime versioni sfruttano il nuovissimo sistema operativo ribattezzato Kitkat, ovvero android 4.4, si prestano ottimamente all’elaborazione rapida dei dati, al caricamento di video, documenti e file proprio come dei veri computer portatili.

Senza considerare il successo dei Nexus – in particolare il N5 e il N7 – e dei Phablet, il nuovo ibrido tra tablet e Smartphone. Le prestazioni di questi modelli hanno impressionato il grande pubblico riscuotendo un successo quasi inaspettato in virtù anche del prezzo tutto sommato accessibile. Microsoft dal canto suo ha dato una svolta con il Surface 2, dopo che il primo tentativo non aveva convinto granché. Un’ottima soluzione per studiare in qualsiasi luogo, grazie alla grande praticità e maneggevolezza dell’ibrido tablet/notebook con la tastiera separabile dal blocco del dispositivo.

Insomma, gli strumenti per studiare online non mancano di certo, perciò si attende solamente che l’Italia risponda in maniera positiva al bisogno diffuso di un insegnamento a distanza. I progressi fatti dai vari atenei sono notevoli, ma per colmare il gap con i paesi europei più all’avanguardia bisognerà sicuramente attendere qualche anno.