Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progresso tecnologico senza precedenti; abbiamo stravolto le nostre abitudini con moltissimi gadget tecnologici: il più importante, è sicuramente lo smartphone che con la sua grande versatilità e la vastità delle sue funzioni è riuscito a garantirsi un posto fisso nelle nostre tasche, supportandoci nella nostra quotidianità riuscendo a cambiare persino la mobilità delle grandi città ,(si è addirittura coniato il termine SmartCity) dove non è più un problema trovare mezzi pubblici o altri mezzi di trasporto sostenibili nelle vicinanze.

Questo progresso però, non ha interessato allo stesso modo i vari componenti hardware: le batterie, ad esempio, non hanno avuto una grossa innovazione e quindi soffrono il peso di una tecnologia ormai vecchia; è raro trovare smartphone che superino 24 ore di autonomia perciò siamo costretti a limitarci nel loro utilizzo.

Esistono svariati approcci per cercare di risolvere il problema ma sono davvero pochi quelli che permettono di ottenere incrementi reali di autonomia: esistono programmi che hanno lo scopo di gestire al meglio le componenti hardware attivando e disattivando la connessione, il GPS, la sincronizzazione delle nostre APP; o ancora si può ridurre al minimo la luminosità del display ma tutto ciò personalmente lo trovo un ripiego: tante volte, specie utilizzando APP per la gestione del consumo, il risultato è che si occupi più memoria e si aggiunga carico di lavoro alla CPU inutilmente.

La soluzione sta nel eliminare il problema alla fonte e cioè: quali sono le applicazioni che hanno consumato maggiormente batteria? sono applicazioni che mi servono  sempre attive oppure posso attivarle manualmente quando ne ho bisogno?

molto spesso a causa della scarsa ottimizzazione, alcune app mantengono costantemente attive parti dell’hardware che ovviamente consumano batteria. E’ quindi necessario andare ad analizzare nello specifico il loro comportamento, grazie a WakeLock Detector (link Play Store)

Questa applicazione permette di spulciare nello specifico quali siano stati i processi che hanno risvegliato le varie parti del nostro telefono e per quanto tempo sono rimaste attive: nella schermata iniziale troveremo una lista delle applicazioni installate ed una barra che ci indica la percentuale di tempo in cui il cellulare è rimasto attivo dall’ultima carica completa (awake).

dal menù in alto possiamo troveremo alcune voci:

  • Screen Wakelock: applicazioni che hanno attivato lo schermo dello smartphone con annesso il tempo di attività complessivo
  • CPU Wakelock: applicazioni che hanno attivato la CPU
  • Wakeup triggers: lista di applicazioni che hanno attivato lo smartphone con indicazione di quante volte lo hanno fatto
  • Kernel Wakelock: lista dei processi che hanno attivato altre componenti hardware ad esempio l’NFC
wakelock-detector wakelock-detector

possiamo anche ordinare la lista delle applicazioni per ordine di consumo (consigliato): per poter visualizzare in modo rapido quali siano le voci hanno inciso maggiormente sulla batteria.

Le voci in rosso sono applicazioni/processi attivi mentre quelle in nero non stanno girando in background; se clicchiamo su una voce qualsiasi nella lista CPU wakelock abbiamo la possibilità di terminarla o disinstallarla (se è un applicazione utente) se avviarla, utile nel caso in cui non ricordassimo di che applicazione si tratti o ancora se aprirla direttamente nel playstore.

una volta compreso il funzionamento di WakeLock Detector passiamo ad analizzare la lista CPU Wakelock, ordiniamola per ordine di consumo, e osserviamo le prime posizioni: se trovassimo un applicazione esterna al sistema android e ai servizi google, che non usiamo spesso e che non abbia bisogno di rimanere perennemente in background è bene terminarla e valutare anche la sua disinstallazione.

Se trovassimo un consumo eccessivo da parte dei servizi Google, l’unico consiglio è quello di terminare manualmente dal menù applicazione il processo di Google maps, che spesso è causa del consumo eccessivo della batteria.

Passiamo adesso ad analizzare la parte relativa ai Kernel Wakelock: purtroppo quest’operazione risulta molto più difficile della precedente, in quanto i nomi di tali processi risultano spesso incomprensibili; la cosa migliore è ordinare anche qui la lista per ordine di consumo (usage) e cercare il nome dei processi direttamente sul web per capire di cosa si tratti e quale sia la soluzione.

Clicca qui per una lista di alcuni kernel wakelock direttamente dal forum androidiani.

nei cicli di carica successivi dobbiamo assicurarci che l’autonomia sia migliorata dopo la rimozione di wakelock sospetti, se cosi non fosse, possiamo procedere utilizzando altre soluzioni come ad esempio disattivare servizi che non utilizziamo ad esempio l’NFC o google now… aspettando con ansia una soluzione da parte dei produttori.